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ISLANDA | Luoghi vari | 8 – 23 agosto 2013

Prosegue il viaggio di Maria Rebecca Ballestra che sarà fino al 23 agosto in Islanda per la nona tappa del suo progetto Journey into Fragility. Dopo Ghana, Svizzera, Madagascar, Abu Dhabi, Cina, Singapore, Costa Rica e Galles il paese nordico diventa oggetto di analisi e ricognizione dell’artista che, per questo interessante e impegnativo lavoro itinerante, iniziato nel febbraio del 2012 e che si chiuderà il dicembre prossimo, si è ispirata alla dodici tesi della Carta per la Terra e per l’Uomo di Massimo Morasso. Proprio le dodici tesi indirizzano altrettanti diversi progetti in dodici paesi di tutto il mondo che Ballestra visiterà di persona per rendere puntuale e precisa l’esperienza in loco, secondo il nobile intento di sviluppare un dialogo attivo sull’ambiente e sul valore del vivere sulla Terra.



La seconda tesi del Manifesto di Arenzano
la terra è così necessaria all’uomo come lo sono tutte le altre cose che egli apprezza per il loro valore intrinseco: l’arte, la filosofia, la musica, la poesia, la religione, la scienza, il teatro” – guiderà e orienterà l’azione di Rebecca Ballestra che rifletterà sul tema dello scioglimento dei ghiacciai e i mutamenti climatici. È stato il 2012 l’anno più drammatico su questo versante, durante questi dodici mesi si è riscontrata, infatti, la più alta riduzione mai osservata prima. Proprio nel corso del mese di agosto dell’anno passato la banchisa polare era diminuita con un tasso di circa un centinaio di chilometri quadrati al giorno, un ritmo due volte più veloce degli anni precedenti. L’area della calotta glaciale attorno al Polo Nord si era ridotta a 4.100.000 chilometri quadrati, raggiungendo la dimensione più piccola misurata dal 1979, anno delle prime osservazioni satellitari.



In un nuovo studio, di recente pubblicato sul Geophysical Research Letters, la scienziata Julienne Stroeve e i suoi colleghi, analizzando decine di modelli climatici, hanno cercato di determinare in che misura il riscaldamento globale sia responsabile di tale crescente contrazione della banchisa artica. Il calcolo, come ci si poteva aspettare, indica che dal 1979 solo il 40% è imputabile alla variabilità naturale del clima, mentre il restante 60% è interamente responsabilità delle attività umane.
Questi sono i contenuti e i temi cui Balestra porrà attenzione e che documenterà con la sua accesa sensibilità, perché anche l’arte non resti indifferente ad un declino che, se non si interviene con decisione, sarà irreversibile.
Il catalogo con tutta la documentazione, le opere e i materiali, prodotti e raccolti da Maria Rebecca Ballestra, sarà editato solo alla fine dell’intero progetto nel 2014.

Maria Rebecca Ballestra. Journey into fragility
nona tappa a cura di Leo Lecci

8-23 agosto 2013

Islanda: nona tappa

Info: Segreteria organizzativa
AdAC (Archivio d’Arte Contemporanea), Università degli Studi di Genova
+39 010 2095978
journeyintofragility@gmail.com
www.journeyintofragility.com
www.perlaterraeperluomo.it

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