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BOLOGNA | Galleria Studio G7 | #Report

di GABRIELE SALVATERRA

David Tremlett è uno di quei giganti dell’arte recente che è riuscito con la sua pratica ambientale degli ultimi decenni a rinnovare la tradizione dell’astrazione geometrica. Assieme a Sol Lewitt, ma con un approccio decisamente più corporeo e organico, più caldo, ha portato l’idea della composizione astratta sulla scala installativa, rendendo l’opera un percorso di sguardi e movimenti nel quale lo spettatore è accolto integralmente. Si tratta di un lavoro di superficie, ottenuto distribuendo i pigmenti direttamente a mano sulle pareti degli ambienti, ma che negli esiti conclusivi si moltiplica nell’intervento spaziale, andando a coinvolgere anche interi edifici (come non ricordare, ad esempio, il suo Drawing for Free Thinking che dal 2014 accoglie ogni visitatore alla Tate di Londra).

David Tremlett, exhibition view, Galleria Studio G7 Bologna, 2022, ph. Francesco Rucci

Anche la precedente personale, nel 2008, alla Galleria Studio G7 mostrava la produzione più nota dell’artista anglo-svizzero. È quindi doppiamente interessante osservare i lavori su carta raccolti per la mostra che si sta concludendo in questi giorni nella stessa galleria, proprio sul finire del 2022. Opere realizzate tra il 2019 e il 2021, il loro orizzonte temporale si sovrappone a quello della crisi pandemica per mostrare un approccio più intimo e domestico, capace anche di svelare qualche trucco compositivo e qualche “dietro le quinte” che nei grandi interventi site specific vengono solitamente occultati dalla finitura artistica. Qui la confidenza e la colloquialità sono maggiori, sembra un “tu per tu” tra artista e pubblico che lascia in vista la costruzione geometrica e rende evidente anche la consistenza materiale delle tecniche utilizzate.

David Tremlett, exhibition view, Galleria Studio G7 Bologna, 2022, ph. Francesco Rucci

Tra queste, una novità meno nota è rappresentata dai collage di carte dove l’impianto geometrico è animato da parole scritte a mano, grafici e segni che dinamizzano con il loro portato semantico le porzioni formali, creando un effetto di originale texture. “Pagine strappate, ingiallite dal tempo, liberamente sovrapposte a disegnare mappature mobili che s’incontrano e s’intrecciano alle geometrie care a Tremlett; frammenti di discorsi scientifici e trattati d’epoca stampati con una calligrafia manuale che ci riporta in un tempo dove la parola aveva un’identità autografa, una cifra stilistica originale”. Così ne parla Marinella Paderni nel suo testo ad accompagnamento della mostra, descrivendo questi lavori come vere “architetture dello sguardo” per la loro capacità di muovere l’occhio in percorsi preordinati che lasciano però libertà all’interpretazione del pubblico.

David Tremlett Rectangle 2, 2021 – pastello e grafite su carta

Ma queste opere di Tremlett, entrate inaspettatamente nella cornice, alla fine tornano nuovamente nell’ambiente, andando a installarsi sulle pareti della galleria, appositamente colorate per segnare l’andamento dei tre anni relativi alle produzioni che accolgono. Spazio e tempo vengono così uniti in una particolare forma geometrico-architettonica, mentre l’intera galleria si trasforma in una grande opera che accoglie al suo interno opere più minute in un rincorrersi circolare fuori e dentro la cornice davvero stimolante.

David Tremlett Drawing for a High Wall Rectangle, 2020 pastello e grafite su carta

 

David Tremlett 2019, 2020, 2021. Opere su carta
testo critico a cura di Marinella Paderni

Fino al 27 dicembre 2022

Galleria Studio G7
Via Val D’Aposa 4/A, Bologna BO

Info: +39 051 2960371 | +39 3398507184
info@galleriastudiog7.it
www.galleriastudiog7.it

 

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