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VENEZIA | Serra dei Giardini | 22 novembre – 6 gennaio 2015

Intervista a STEFANO MENEGHETTI di Lucia Longhi

“Soltanto dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’uomo scoprirà che non si può mangiare il denaro” … Ma ci siamo fermati prima, parrebbe, a giudicare dalla crescente sensibilità verso l’ambiente che pare motivare molte recenti scelte di individui ed aziende. Anche a livello individuale, che sia dettata da mode o reali convinzioni, dilaga sempre più la sana tendenza al green, al bio, al nature-friendly, in tutti gli ambiti, dalla cucina all’arte. Ci siamo dunque accorti che il denaro non si può mangiare, ma non solo.

Natural Recall. Le affinità elettive con la natura, veduta degli allestimenti, Serra dei Giardini, Venezia

Ci siamo finalmente accorti che apparteniamo a quel regno animale e vegetale che percepiamo spesso come estraneo a noi. La sensibilità green degli illustratori e dei graphic designer in mostra alla Serra dei Giardini di Venezia è stata chiamata in causa dalla call lanciata dagli studi di comunicazione visiva co.me di Treviso e GTower in collaborazione con altri sei partner tecnici, per un progetto internazionale di comunicazione. Il risultato sono 42 opere di infografica, illustrazione e fotografia che indagano e rappresentano il rapporto empatico, e perchè no, affettivo, tra l’essere umano e il regno vegetale, che in ogni Paese e in ogni uomo muove da radici profondamente diverse. Stefano Meneghetti dello studio co.me è uno dei primi ad aver piantato il seme di Natural Recall, e ci racconta il progetto:

Diana Scherer, Nurture Studie, Germany
Qual è stata la genesi di questo progetto che ha come focus di ricerca e di sensibilizzazione il legame tra essere umano e natura? E quali sono state le intenzioni alla base di questo progetto? Vorrei che mi parlaste del progetto iniziale, di cui mi avevate accenato, felicity, legato al concetto di smart city?
Difficile individuare una data precisa di origine di Natural Recall. È più da considerare come risultato di una costante spinta emotiva verso una costante ricerca e osservazione dell’uomo che aspira a progredire migliorando. In poche parole cerchiamo di confutare l’idea di Eraclito nel dire che l’uomo, nel suo progredire, è destinato a peggiorare. La prima tappa di questo percorso l’abbiamo fatta nel 2005, con il progetto Quanto? dove 500 artisti, provenienti da tutto il mondo, hanno interpretato attraverso il mezzo grafico, il mondo della prostituzione. La prostituzione intesa non solo come deriva della sessualità ma anche come mercificazione del proprio io per l’ottenimento di un obiettivo. La seconda tappa si è tenuta nel 2010 con il progetto Felicity: Change your city, change your life. Il progetto si proponeva di stimolare le riflessioni sul tema della vita nella società urbana e su come possa essere migliorata. Leitmotiv del bando era un nuovo concetto di città immaginata come spazio socio-urbano di aggregazione di individui di diverse culture, etnie, religioni e stili di vita.

Natural Recall. Le affinità elettive con la natura, veduta degli allestimenti, Serra dei Giardini, Venezia

Terza tappa: Natural Recall. Progetto che nasce da un bisogno condiviso: approfondire, conoscere, comprendere la relazione tra l’Uomo e la Natura. Abbiamo deciso di espandere il progetto coinvolgendo non solo grafici provenienti da tutto il mondo, ma anche persone sensibili al tema (musicisti, filosofi, antropologi, botanici, artisti, e tutte quelle persone che in un modo o nell’altro hanno un affinità con la natura), che potessero raccontare una storia, un’esperienza inerente al loro personale rapporto con una pianta ed in generale con la natura. Perché davanti ad una pianta capita di pensare che anche quell’essere vivente di fronte a noi, a suo modo, possa provare un senso di gratitudine verso l’essere umano. Di fronte ad una pianta sbocciano ricordi, pensieri ed emozioni che noi possiamo esprimere attraverso varie forme d’arte, come la scrittura, la musica, la poesia e in questo caso i colori e le forme. Con gli alberi può nascere una relazione nuova e consapevole che va dall’uomo alla pianta, ma anche viceversa, dalla natura verso di noi, fino ad arrivare dentro di noi. Il desiderio di focalizzare il tema sulla personale relazione con una singola pianta è nata dall’intenzione di infondere maggiore rispetto ed attenzione verso il regno vegetale e le sue 350.000 circa specie di organismi viventi. Proprio per questo abbiamo voluto coinvolgere anche Alessandra Viola, giornalista e divulgatrice scientifica, co-autrice del libro Verde Brillante scritto con Stefano Mancuso, tra i massimi esperti mondiali nel campo della neurobiologia vegetale, direttore del LINV – Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale – spinoff dell’Università di Firenze nato per capire e sviluppare appieno le potenzialità neurobiologiche delle piante, fino ad oggi erroneamente reputate non intelligenti rispetto agli animali.

S

Qual è stato il criterio per la scelta dei lavori in seguito alla call che avete fatto ?
Siamo partiti cercando, internazionalmente, grafici, illustratori e poeti visivi che dimostrassero, attraverso i loro lavori, una sensibilità verso il tema. Abbiamo invitato al progetto 84 partecipanti di provenienza internazionale. Per l’esposizione a Venezia e la pubblicazione del libro annesso all’esposizione sono state scelte 42 opere valutando lo stile, la riflessione fatta sul tema, l’inventiva. Questa prima scelta non preclude la possibilità, in un prossimo futuro, di esporre e pubblicare le rimanenti 42 opere.

Natural Recall. Le affinità elettive con la natura, veduta degli allestimenti, Serra dei Giardini, Venezia

Natural Recall rispecchia nella sua struttura il ciclo del regno delle piante: come la natura è un sistema collaborativo e partecipativo in cui ogni elemento è collegato e parte di un meccanismo vivo, così Natural Recall è una rete, un sistema in cui ogni individuo che vi ha partecipato, dagli artisti ai partner tecnici, ha un suo ruolo specifico ed è parte di un unico ciclo che gener, a sua volta, progetti in evoluzione. Natural Recall trova causa e compimento nel lavoro simbiotico e continuativo con gli altri protagonisti. Che ruolo hanno avuto i partner tecnici in questo progetto? Come procederà la collaborazione con essi?
Natural Recall è germogliata e cresciuta grazie ai partner tecnici. Nello specifico: la Cartiera Favini, un sodalizio che continua e che ci ha permesso di utilizzare la straordinaria carta Crush, una gamma di carte con una trama e un aspetto sorprendenti, grazie all’aggiunta di scarti di lavorazione di frutta e noci. Un’ingegnosa idea che sostituisce fino al 15% di cellulosa vergine derivante da alberi FSC. DiTre e LA GRAFICA FAGGIAN. Due tipografie che hanno dimostrato grande interesse per un progetto che parla di natura ed eco-sostenibilità, ricercando nuove metodologie e soluzioni innovative per una stampa con inchiostri naturali, realizzati con pigmenti organici. Colortech ha dato un naturale plusvalore all’allestimento presso la Serra dei Giardini di Venezia. Li abbiamo coinvolti perché è un’azienda che condivide la nostra filosofia: ci piacevano i materiali con cui lavoravano e la fantasia con cui li trattavano. Impiegando solo materiali riciclati e riciclabili e inchiostri senza solventi. Un’opportunità in più per contribuire alla salvaguardia della natura. Ulteriormente ci hanno dato un aiuto indispensabile al progetto: SD Laser, la Rigatoria Lughese, Smack Comunicazione e Qwerty Studio, senza i quali non ci sarebbero, da una parte, le finiture dei supporti cartacei e, dall’altra, la comunicazione digitale.

Nazario Graziano, Aria, Italia
Ci si aspetta sempre che la realizzazione di un lavoro artistico concreto sia finalizzata ad una monetizzazione, tanto più se dietro le quinte c’è la figura sicura di un partner. Natural Recall trova la sua ragione d’essere nella creazione di immagini senza il fine economico della vendita o di una trasformazione del progetto in prodotto commercializzabile, pur trattandosi di lavori di illustrazione e di grafica. Come evolverà e crescerà dunque il progetto? Qual è il proseguimento della collaborazione con gli artisti che hanno partecipato a Natural Recall?
“Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista” [Kenneth Boulding]. Quando sviluppiamo un progetto teniamo sempre in mente il concetto di “decrescita felice”. Pensiero chiaramente ispirato alla decrescita teorizzata da Georgescu-Roegen, fondatore della bioeconomia, e in linea con le riflessioni di Serge Latouche. Un criterio che ci porta ad approfondire tematiche socio-culturali in ottica no-profit o con approccio sostenibile. Natural Recall è un pensiero, un messaggio, una filosofia e come tale può evolvere in diverse forme d’arte che possano far conoscere il progetto e sensibilizzare l’opinione pubblica nella direzione di una riscoperta dell’essere vegetale come esempio di equilibrio, di flessibilità evolutiva, di visione sociale e aggregativa.

Jerry Takigawa, Senza nome, UsaLa mostra girerà in tutta Italia. Quali saranno le prossime tappe? Ci saranno ulteriori collaborazioni ? Prevedete un’evoluzione nelle forme che la mostra prenderà?
Nella direzione da una parte della massima diffusione e dall’altra della sperimentazione e della scoperta delle potenzialità della connessione con il mondo vegetale, il 2015 vedrà Natural Recall dirigersi verso nuove vie:
da un lato, un percorso espositivo internazionale che potrebbe espandersi da Milano fino a New York e Shanghai, affiancato da eventi artistici in ambito musicale, con sperimentazioni sonore che rendono protagonisti uomini e piante insieme.

Natural Recall. Le affinità elettive con la natura

Progetto: co.me e GTower

22 novembre 2014 – 6 gennaio 2015

Serra dei Giardini
Viale Giuseppe Garibaldi 1254
Castello, Venezia

Orari: da martedì a domenica, 10.00 – 20.00
Chiuso lunedì

Ingresso gratuito

Info: +39 0422 54.18.65
info@naturalrecall.org
www.naturalrecall.org 

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