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Intervista a Camilla Boemio di Chiara Serri

Ha iniziato la sua carriera, giovanissimo, fotografando i Clash e i Ramones, è stato nominato ai Bafta, i più importanti premi del cinema britannico, ed ora lavora all’interno di un ex magazzino, in uno dei quartieri più alla moda di Londra: stiamo parlando di David Stewart, noto fotografo inglese presentato da Camilla Boemio presso Artema Arte Moderna e Contemporanea di Modena. L’artista, per la prima volta in una galleria privata italiana, espone una selezione di fotografie ironiche e surreali, che denunciano «un’acuta conoscenza della società anglosassone, con i suoi tic, le sue manie ed uno humour sferzante che contagia lo spettatore». Ne parliamo con la curatrice, Camilla Boemio, che, introducendoci alle opere, all’artista e al suo modus operandi, ci svela anche qualche piccola indiscrezione sull’allestimento…

Chiara Serri: David Stewart è un artista che passa con grande facilità dalla fotografia al video, giocando con le forme e con i colori. Quali costanti si possono riconoscere nella sua ricerca?
Camilla Boemio:
Nelle sue opere si nota sempre un profondo coordinamento tra la ricerca di uno scatto tecnicamente perfetto (anche perché David proviene dal mondo della pubblicità) ed un’acuta conoscenza della società anglosassone, con i suoi tic, le sue manie ed uno humour sferzante che contagia lo spettatore. David è una persona estremamente metodica, che a volte si lascia conquistare dall’inaspettato.

Una collaborazione, la vostra, che ha portato ad un’altra mostra italiana, allestita lo scorso anno presso gli spazi pubblici della Galleria Antichi Forni di Macerata.
Si trattava di una doppia personale con opere di David Stewart e Sandy Skoglund, che ha registrato un gran numero di visitatori. Anche in quel caso, il titolo era Cabbage (cavolo, n.d.r.), perché così come il vegetale è composto di tante parti, allo stesso modo la fotografia e il linguaggio artistico rivelano diversi aspetti e sfaccettature della società contemporanea, a tratti alterata, a tratti reinterpretata ed analizzata.

Cabbage è anche il titolo del breve film nominato ai Bafta, i più importanti premi del cinema britannico… Che rapporto esiste tra la fotografia ed il video?
Sono estremamente legati. Se alcuni importanti fotografi, utilizzando il video, risultano meno convincenti, nel caso di Stewart esiste un rapporto paritario tra i due linguaggi. Per certi versi David è anche scrittore: sul suo sito sono pubblicati alcuni pamphlet, poesie un po’ scoordinate che introducono le immagini.

Quali opere saranno esposte a Modena?
Una selezione di fotografie tratte da Cabbage e Fogeys, due serie fondamentali per capire il mondo di Stewart, a tratti ironico a tratti surreale. In più, d’accordo con i galleristi, presenteremo anche una sola, grande opera che non era stata inserita nella prima stesura del progetto espositivo in quanto parte dell’ultimo ciclo, In-decision, nel quale giovani donne appaiono attonite e spaesate in contesti surreali.

I soggetti di Cabbage?
Bambini tremendi, signore coi bigodini e persone che giocano con la loro fisicità. In Buoy-boy, ad esempio, il corpo di un ragazzo si amalgama fino a diventare tutt’uno con una boa rigata. Nella creazione dei vari personaggi non solo David trae spunto dalla campagna, ma anche dal mare e dal ricco immaginario dei marinai britannici.

E i soggetti di Fogeys?
Fogeys affronta uno dei tabù più grandi della nostra società, ossia la vecchiaia e la morte. La sua lettura è però scanzonata e divertente, con vecchiette beffarde che si affrontano a colpi di cibi in scatola e persone anziane che si sdraiano temerarie nella neve. Una delle opere più note della serie s’intitola June in February, in quanto ci restituisce la figura di un’anziana signora inglese, impertinente e indipendente, che fuma una sigaretta “comodamente” distesa su una lastra di ghiaccio.

Qual è il modus operandi di David Stewart?
David lavora all’interno di un magazzino dismesso, in uno dei quartieri più cool di Londra. Dispone di un staff di assistenti e riserva grande attenzione alle luci, alle location e ai modelli, anche se a volte stravolge completamente l’idea di partenza. Il suo lavoro procede per serie, spesso portate avanti parallelamente. Per questo, non stupisce che le date delle fotografie, appartenenti allo stesso ciclo, siano spesso diverse e dilazionate negli anni.

Quale immagine del popolo anglosassone esce dalle ricerche di David Stewart?
Gli inglesi sono estremamente seducenti: animali da palcoscenico come Mick Jagger, ma anche buffi come Mr. Bean. In un momento in cui il governo britannico vorrebbe trasmettere un’immagine patinata dei suoi cittadini, David si diverte a raccontarne gli aspetti umoristici e grotteschi, come in un cartoon a tinte pop.

La mostra in breve:
David Stewart. Cabbage
a cura di Camilla Boemio
Artema Arte Moderna e Contemporanea
Corso Canalchiaro 34, Modena
Info: +39 335 6140166
www.spazioartema.com
Inaugurazione sabato 2 aprile ore 18.00
2 aprile – 29 maggio 2011

In alto:
“June in February”, edizione di 20, stampa Lambda Print fissato su Diabond, cm 60.96x 45.72
In basso:
“Luncheon meet”, Fogeys


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