Non sei registrato? Registrati.

Intervista a FABIO e PAOLO GORI di Livia Savorelli*

Siamo a Calenzano, in provincia di Firenze, negli stabilimenti di Gori Tessuti, dove ha recentemente preso vita, proprio all’interno dei locali dell’azienda che si occupa di commercio di tessuti e vendita di mobilio e complementi d’arredo etnici, un nuovo spazio per l’arte contemporanea – Arte in Fabbrica  che ha inaugurato, nel mese di aprile, con il progetto site-specific di Vittorio Corsini, Environments, visitabile sino al 30 settembre.
Il motto che guida gli imprenditori Fabio e Paolo Gori, in piena sintonia con la storia familiare legata a filo doppio con l’Arte e l’Impresa, è vita, arte e lavoro senza soluzione di continuità…

Veduta della mostra di Vittorio Corsini, Environments. © Arte in Fabbrica, Calenzano. Ph. Serge Domingie

Come Arte&Impresa possono convivere e le rispettive energie alimentarsi reciprocamente? Quali stimoli e quali aperture può dare l’Arte a chi quotidianamente vive la vostra realtà, sia esso un dipendente o un cliente?
Partecipare e condividere è il motto principale di ARTE IN FABBRICA, la scelta di utilizzare parte dello spazio di lavoro per produrre e promuovere l’arte è dettata proprio dalla volontà di fruire insieme ai collaboratori, ai clienti e a tutti coloro che visitano la nostra azienda, di attimi di coinvolgimento culturale. Gli input ricevuti in questo primo mese di apertura sono molto incoraggianti, l’energia sprigionata dal lavoro di Vittorio Corsini è contagiosa e molti di coloro che hanno visitato la mostra tornano, accompagnando amici a cui hanno descritto entusiasticamente l’avvenimento.
Sicuramente la scelta di Corsini e il suo progetto sull’instabilità legato alla forma della casa diventa una metafora sulla situazione della famiglia e della socialità ai nostri giorni e contribuisce ad alimentare discussioni e visioni personalizzate e legate profondamente alle storie personali di ciascuno.
Queste impressioni, a volte forti a volte sussurrate come confessioni, arricchiscono il nostro bagaglio di esperienze.

Paolo e Fabio Gori con, al centro, l’artista Vittorio Corsini

La mostra di Corsini è il secondo atto di una progettualità condivisa con la Galleria Frediano Farsetti di Milano (qui l’artista ha presentato Unstable), che vede la curatela di Marco Scotini. Entrambi i progetti sono declinazioni del concetto di instabilità, quella perdita di sicurezza – economica, sociale, ecologica – innegabile caratteristica del nostro tempo… Vorrei entrare con voi nello specifico di quanto Corsini ha ideato per Calenzano, lo sviluppo di un tema a lui molto caro e centrale nella sua poetica, quello della casa declinato secondo varie modalità nel corso degli anni…
La scelta di coinvolgere due istituzioni e due situazioni così distanti come la galleria Frediano Farsetti, situata in via della Spiga a Milano che ha degli spazi eleganti con pareti coperte di boiserie e una parte di un capannone a Calenzano di Arte in Fabbrica, con alti soffitti e grandi pareti bianche, non è casuale.
Volevamo provare a impegnare un artista su un unico argomento in situazioni diverse. Vedere come lo stesso tipo di messaggio potesse essere declinato a seconda del luogo in cui veniva espresso. Corsini ha sentito molto l’identità di questo progetto. Ha utilizzato stilemi simili: la casa e i progetti a questa legati per mostrare, con un forte pensiero, la necessità di superare l’instabilità con un modus vivendi legato all’adattabilità dell’uomo all’interno della società.
Questa perculiarità di utilizzare luoghi differenti ci apre a soluzioni stimolanti, in futuro potremo aggiungerne altri come, per esempio, spazi pubblici, luoghi di culto e così via utilizzando un progetto e un tema che verrebbe svolto specificatamente a seconda del luogo.

Nelle opere di Corsini assistiamo ad un riutilizzo della “pianta” dei luoghi e, per l’occasione, l’artista parte appunto dagli schemi abitativi delle vostre rispettive abitazioni. Come l’attitudine relazionale del lavoro di Corsini diventa, in questo contesto, trait d’union tra intervento site-specific, committenza e biografia familiare e, non per ultimo, analisi sociologica di un determinato momento storico?
Questa domanda riassume in sé la risposta. Da sempre siamo nel mondo del lavoro, da sempre siamo vicini al mondo dell’arte, con ruoli diversi ma sempre con attenzione e passione. Bastava riunire questi due mondi per ritrovarsi a vivere stimoli che ci permettono di alternare i ruoli che bene conosciamo, accrescendo la nostra giornata come imprenditori, committenti d’arte, collezionisti e appassionati.

Veduta dell’azienda Gori Tessuti di Fabio e Paolo Gori a Calenzano. Ph. Andrea Paoletti

Ci date qualche anticipazione sui prossimi progetti di Arte in Fabbrica?
Prima di parlare di nuovi progetti vogliamo completare questo in corso. Nello spazio di Calenzano presso la Gori Tessuti, all’interno della mostra, infatti, avranno luogo altri avvenimenti come la proiezione del film Metallo Umano, regia di Vanna Paoli e Costantino Viti, e un concerto di musica contemporanea. Cerchiamo di vivere questo spazio e le mostre non come un luogo chiuso ma aperto a contaminazioni e vita.

*Intervista tratta da Espoarte #106.

Info: www.goritessuti.com

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •