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Intervista a Carlo Moroni di Livia Savorelli*

Complice una doppia presenza dell’azienda FPT Industrial a Venezia, Main Sponsor del Padiglione Italia alla Biennale Arte e sostenitore di un’installazione dell’artista americano Christian Holstad, abbiamo approfondito con Carlo Moroni – che ricopre la carica di Head of Communication di questa realtà che si occupa della progettazione, produzione e vendita di motori veicolari industriali, stradali e legati al mondo marine – le ragioni di questo sguardo rivolto all’arte contemporanea…

Carlo Moroni. Courtesy: FPT Industrial

La FPT Industrial ha recentemente intrapreso una campagna di sensibilizzazione nei confronti dell’inquinamento da rifiuti plastici dei nostri mari. Quali progetti sono stati avviati su questo fronte?
In FPT Industrial, da sempre, abbiamo a cuore la sostenibilità come uno dei valori fondanti del nostro brand. E alla sostenibilità rispondiamo secondo due direzioni principali: sensibilizzazione sul tema e gesti concreti. Per questo abbiamo promosso con entusiasmo il progetto “A pesca di plastica”, che si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla protezione dei mari dall’inquinamento e dai rifiuti.
Tra maggio e giugno, una quarantina di pescherecci di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno – molti dei quali motorizzati con i motori FPT Industrial – hanno raccolto e portato a riva tutta la plastica e i rifiuti recuperati in mare durante la pesca. Si parla della flotta più numerosa mai impiegata in Italia per questo scopo: il gruppo di barche ha pescato circa 3 tonnellate di plastica ma, se consideriamo i rifiuti in generale, arriviamo a un totale di circa 6 tonnellate, in un mese di attività. I numeri di questa speciale pesca ci fanno riflettere sull’importanza di questo tema e di quanto sia fondamentale il contribuito di ognuno di noi. Visti i risultati, abbiamo deciso, insieme a tutti i partner dell’iniziativa, di estenderla fino a Ferragosto, perché questa “pesca” possa diventare una consuetudine e non un progetto a breve termine.
Ovviamente non siamo soli, perché fare rete è fondamentale per la buona riuscita. Il progetto si è svolto in collaborazione con CNH Industrial, MedSharks – associazione che da anni sensibilizza sul tema dei rifiuti in mare e sulle spiagge del Mediterraneo nell’ambito del progetto europeo Clean Sea Life –, e le istituzioni locali.

Christian Holstad, Clean Sea Life project, San Benedetto del Tronto. Courtesy: FPT Industrial. Ph. Marco Antinori

L’azienda ha recentemente annunciato il suo impegno a sostegno dell’arte contemporanea, scegliendo non a caso un evento internazionale come La Biennale Arte. Da una parte la FPT è Main Sponsor del Padiglione Italia, dall’altra ha sostenuto la realizzazione dell’installazione, Consider Yourself as a Guest (Cornucopia), dell’artista Christian Holstad.
Come è nata l’attenzione verso l’arte? Quali obiettivi si è prefissata l’azienda? E quali ritorni essa conta di avere e in che termini?
Nell’ultimo anno abbiamo intrapreso una nuova strategia di comunicazione, abbinando il nostro logo ad eventi artistici, sociali, tecnologici che sono connessi con il prodotto e con la nostra mission. Con queste attività vogliamo ovviamente accrescere la notorietà del brand, ma anche far aumentare la consapevolezza della nostra identità, spiegando i nostri prodotti attraverso il racconto di dove e come operano. Per fare questo, sono stati individuati tre concetti chiave per sviluppare le nostre iniziative: qualità, percorso di umanizzazione a significare che, pur essendo consapevoli di trattare motori, mettiamo l’uomo al centro e il prodotto intorno. E poi, il terzo, il rosso come tratto distintivo.
Seguendo queste direttrici, abbiamo deciso di sostenere la Biennale di Venezia, diventando Main Sponsor del Padiglione Italia. Ma non è tutto. Abbiamo infatti sostenuto in prima persona l’opera d’arte di Christian Holstad, Consider Yourself as a Guest (Cornucopia), che è stata presentata durante la Biennale Arte di Venezia: è stata esposta, nei giorni di preview, sulle acque del Canal Grande e poi all’Università Ca’ Foscari e, durante il Salone Nautico, presso il nostro stand.

Da dove nasce la scelta di diventare Main Sponsor del Padiglione Italia? Cosa della linea curatoriale di Milovan Farronato ha colpito la vostra attenzione?
Sostenere il Padiglione Italia, che rappresenta l’eccellenza nel mondo dell’arte contemporanea all’interno del contesto internazionale della Biennale Arte, è stato per noi una scelta naturale e coerente con la nostra filosofia.
Inoltre la sensibilità che contraddistingue la ricerca di Milovan Farronato è stata per noi, fin da subito, il motivo che ci ha spinto ad aprirci al mondo della cultura e dell’arte contemporanea.
Le grandi aziende dovrebbero impegnarsi concretamente nel sostenere progetti culturali rilevanti e d’eccellenza, e noi come multinazionale, ma dal forte radicamento italiano fondato su ricerca ed avanguardia, non potevamo che fare questa scelta.

Veduta del Padiglione Italia, 58. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, MayYou Live In Interesting Times. Courtesy: La Biennale di Venezia. Ph. Italo Rondinella

Come nasce, invece, il dialogo con l’artista statunitense? Con l’installazione di Holstad, l’azienda vuole sottolineare ulteriormente il proprio impegno in tema di sostenibilità ambientale?
Il mare per FPT Industrial ha sempre avuto una rilevanza fondamentale, proprio per l’importanza che la produzione di motori marini ha per la nostra azienda. Invitato da Milovan Farronato proprio per la sua attenzione ai temi del consumo e il suo effetto sul mondo, Christian Holstad ha immaginato un’opera site specific, ispirata al tema dell’inquinamento dei mari e degli oceani di tutto il mondo. Altra fonte di ispirazione per l’artista sono stati i pescatori di San Benedetto del Tronto che hanno aderito al progetto “A pesca di plastica” che, come simbolo del loro impegno, hanno regalato a Christian Holstad una rete da pesca, che l’artista ha utilizzato nella sua opera. L’installazione ricorda una cornucopia, simbolo antico di fortuna e di abbondanza, prodotta interamente con rifiuti plastici, che diventa l’occasione per riflettere sull’urgenza di affrontare il tema dell’inquinamento dei nostri mari. Il significato classico di questa immagine iconica viene così stravolto dall’artista, acquisendo un inedito senso negativo di “eccesso”, mentre la stretta relazione tra l’opera e l’acqua mira a sensibilizzare il pubblico in modo chiaro e immediato, letteralmente “portando a galla” un problema di assoluta attualità, non lasciandolo nascosto nei fondali del mare.

Avete già definito qualche collaborazione futura che potete già rivelare?
FPT Industrial è pioniere, e proprio in questa direzione abbiamo coinvolto il pioniere d’eccezione della musica, il padre dell’elettronica Giorgio Moroder per un progetto speciale. E quando due pionieri si incontrano, possono succedere grandi cose. Per ora non possiamo svelare di più, ma vi invito a restare sintonizzati sui nostri canali per seguire le evoluzioni del Sound of the Future.

*Intervista tratta da Espoarte #106.

Info: www.fptindustrial.com

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