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VENEZIA | Palazzo Diedo | Fino al 24 novembre 2024

di ELISA BARBERO

In occasione della 60. Biennale di Arti Visive di Venezia, ha aperto le sue porte al pubblico Palazzo Diedo, un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea istituito dalla fondazione benefica Berggruen Arts & Culture.

“Venezia è storicamente un catalizzatore di creatività, idee, sperimentazioni e scambi. Con Berggruen Arts & Culture, ci proponiamo di far rivivere la produzione di opere d’arte, per animare lo straordinario tesoro di Palazzo Diedo”, afferma Nicolas Berggruen, collezionista, filantropo e fondatore di Berggruen Arts & Culture che già nel 2021 aveva acquisito la Casa dei Tre Oci, sempre a Venezia, per farne il centro europeo del Berggruen Institute: una casa delle idee, un luogo di dialogo globale con un programma internazionale di summit, workshop, simposi e mostre in dialogo con la programmazione di Palazzo Diedo.

Urs Fischer, Omen, 2024. Hand-blown mirrored glass. Each droplet approx 6 x 16.5 x 5.5 cm. Photo by Massimo Pistore. Courtesy of Urs Fischer studio and Berggruen Arts & Culture _ Palazzo Diedo

Urs Fischer, Omen, 2024. Hand-blown mirrored glass. Each droplet approx 6 x 16.5 x 5.5 cm. Photo by Massimo Pistore. Courtesy of Urs Fischer studio and Berggruen Arts & Culture _ Palazzo Diedo

Lo storico palazzo settecentesco è stato oggetto di un imponente intervento di restauro, durato oltre due anni sotto la la supervisione dell’architetto veneziano Silvio Fassi, dando origine al più grande spazio dedicato all’arte contemporanea veneziano dell’ultimo decennio: nei suoi oltre 4.000 metri quadrati di superficie disposti su cinque diversi livelli, Palazzo Diedo si propone di approfondire il legame tra l’arte contemporanea e il passato, e tra l’Oriente e l’Occidente, ospitando residenze d’artista, mostre, eventi, film e performance.

“Venezia è famosa in tutto il mondo sia in quanto vetrina per l’arte contemporanea che naturalmente per la sua cultura di tradizioni storiche e artistiche. Palazzo Diedo si aggiunge a questo già incredibile panorama con le sue sale espositive e con una novità: gli studi d’artista. Con un programma di residenze prolungate gli spazi consentiranno agli artisti di immergersi nelle tradizioni e nell’atmosfera di una città perennemente collocata in un’altra epoca”, dichiara Mario Codognato, direttore di Berggruen Arts & Culture e, insieme ad Adriana Rispoli, curatore della mostra Janus, esposizione collettiva che inaugura Palazzo Diedo con 11 interventi originali site-specific di altrettanti artisti di fama internazionale: Urs Fischer, Piero Golia, Carsten Höller, Ibrahim Mahama, Mariko Mori, Sterling Ruby, Jim Shaw, Hiroshi Sugimoto, Aya Takano, Lee Ufan e Liu Wei.

La mostra, inaugurata il 20 aprile e in programma fino al 24 novembre 2024, prende il nome da Giano (Janus), il dio romano degli inizi, spesso rappresentato con due facce, una che guarda in avanti e l’altra all’indietro, a indicare l’obiettivo della mostra di unire simbolicamente la storia con la contemporaneità. Infatti, gli interventi degli artisti sono stati concepiti in dialogo con l’architettura dell’edificio e traendo ispirazione dai mestieri tradizionali legati a Venezia, quali gli affreschi, il vetro di Murano, i tessuti preziosi e i tipici design delle pavimentazioni.

Ibrahim Mahama, Three Little Birds, 2023. Relief mural, fibreglass. Turn Your Lights Down Low, 2024. Photographic group of 24, Fine art prints on Hahnemühle. Courtesy of the Artist, APALAZZOGALLERY and Palazzo Diedo _ Berggruen Arts & Cult

Ibrahim Mahama, Three Little Birds, 2023. Relief mural, fibreglass. Turn Your Lights Down Low, 2024. Photographic group of 24, Fine art prints on Hahnemühle. Courtesy of the Artist, APALAZZOGALLERY and Palazzo Diedo _ Berggruen Arts & Cult

Il tema della mostra, che riprende a sua volta il concept dell’intero progetto, è inoltre rappresentato dall’opera Peace Crystal: A Prayer for Peace dell’artista Mariko Mori, terza opera di un progetto pubblico di sei opere site-specific create in contesti ecologici unici, con il coinvolgimento di comunità locali e collaboratori in ciascuno dei continenti abitati della terra. L’opera realizzata per Palazzo Diedo ricorda che “Apparteniamo tutti a un unico albero genealogico”, con lo scopo di unire le persone di tutto il mondo per una più profonda comprensione della nostra umanità condivisa.

Mariko Mori. Photo by Massimo Pistore. Courtesy of the Artist, Faou Foundation and Palazzo Diedo _ Berggruen Arts & Culture.

Mariko Mori. Photo by Massimo Pistore. Courtesy of the Artist, Faou Foundation and Palazzo Diedo _ Berggruen Arts & Culture

Inoltre, è possibile visitare la mostra personale dell’artista e scrittrice londinese Rhea Dillon, presentata dalla celebre istituzione culturale interdisciplinare The Kitchen, il tutto documentato grazie alla Polaroid Foundation, che ha invitato gli 11 artisti partecipanti alla mostra Janus a creare un’opera originale utilizzando la Polaroid 20×24.

Rhea Dillon, The Door of the Woman is the glass slipper (Atlas, in transit laid to rest), 2022. Wood, plastic string, metal, glass, 156 x 44 x 21 cm. Courtesy of Rhea Dillon and Soft Opening

Janus
20 aprile – 24 novembre 2024

Urs Fischer, Piero Golia, Carsten Höller, Ibrahim Mahama, Mariko Mori, Sterling Ruby, Jim Shaw, Hiroshi Sugimoto, Aya Takano, Lee Ufan e Liu Wei

Rhea Dillon
20 aprile – 24 novembre 2024

presentata da The Kitchen

Palazzo Diedo
Cannareggio 2386 | Venezia – Fermata Vaporetto: Ca D’Oro

Orari: giovedì, venerdì, sabato, domenica 10.00 – 19.00

Info: berggruenarts.org

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