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PARIGI | Il lato mistico dell’arte contemporanea / Il lato glam del mercato dell’arte | giugno 2014

di ISABELLA FALBO

Prosegue il report parigino arrivato al terzo appuntamento, che dopo aver raccontato Monumenta 2014 (Appunti da Parigi #1) e la retrospettiva dedicata a Bill Viola al Grand Palais (Appunti da Parigi #2), affronta qui il lato più mondano e legato al mercato dell’arte contemporanea…

Il lato glam del mercato dell’arte

Oggi l’arte è ancora un super business super glamour, nel cui mondo regna la sempre più facile visibilità mondana che stimola il narcisismo dei protagonisti a favore delle transazioni economiche. All’interno di uno dei più grandi mercati – senza fisse regole – del mondo contemporaneo, il collezionista è una figura influente all’interno del sistema globale dell’arte dove, il lancio di un artista è un evento glamour come è glamour collezionare, e possedere un museo privato o una Fondazione per ospitare, mostrare e tenere sul mercato le proprie opere.

Nel giugno 2004 Antoine de Galbert inaugurava La Maison rouge con una mostra che dichiarava gli intenti della programmazione futura della fondazione: L’intime, le collectionneur derrière la porte (L’intimo, il collezionista dietro la porta) in cui il dominio privato dei collezionisti faceva irruzione nel contesto pubblico in modo inatteso: presentando “estratti” delle collezioni di una quindicina di collezionisti. Tra le mostre che si sono succedute, Mutatis, Mutandis, 2007, in cui una selezione di opere di arte contemporanea faceva eco alla mostra di Tetsumi Kudo e Voyage dans ma tête, 2010, che svelava la collezione di copricapi provenienti dal mondo intero del Signor de Galbert.

Le mur. La collection Antoine de Galbert, veduta della mostra alla Maison Rouge, ph. Giuseppe Caruso

Le mur, inaugurata il 13 giugno 2014 con un evento annunciato come la situazione più glamour di quel venerdì sera parigino in cui tutta la mondanità artistica era presente, è stata la mostra celebrativa dei 10 anni della Fondazione. Il progetto espositivo non invitava più il visitatore a penetrare il domicilio privato di Antoine de Galbert ma, in maniera ancora più sfacciata, chiamava ad entrare nel “disordine sinuoso della sua testa”: il percorso espositivo fornisce il ritratto diacronico di 30 anni, svelando le sue scelte e i suoi gusti, in cui dipinti fotografie, disegni, neon si mescolano in un flusso continuo e pieno, non rappresentando tuttavia che una parte della collezione.

Le mur. La collection Antoine de Galbert, veduta della mostra alla Maison Rouge, ph. Giuseppe Caruso

1200 opere di 500 artisti su 278 metri di lunghezza e tre di altezza su tutte le pareti della Fondazione. Nessuna distinzione di forma, di misure, di tecnica, di storia, di valore commerciale o notorietà degli artisti. Le mur si è rivelata una mostra senza filtri, che ha spinto la logica della neutralità fino ai suoi limiti dove il compito del curatore è stato quello di proporre la ripartizione delle opere, installate su tutta la superficie occupabile delle pareti.

Le mur. La collection Antoine de Galbert, veduta della mostra alla Maison Rouge, ph. Giuseppe Caruso

In queste condizioni, per mancanza di spazio e di leggibilità, non è stato possibile disporre le didascalie descrittive a fianco di ogni opera ed il pubblico si è trovato ad osservare le opere a priori, ri-conoscendole solo in parte. Le mur è una cacofonia visiva davanti alla quale ci si sente autorizzati a scorrere visivamente la mostra come un flanêur, “vagabondando” con salti e deviazioni; davanti alla quale è lecito fare le proprie scelte, trovare il proprio percorso coerentemente alla personale curiosità e i propri gusti.

Le mur. La collection Antoine de Galbert, veduta della mostra alla Maison Rouge, ph. Isabella Falbo

Nulla impedisce tuttavia di identificare lavori e artisti in un secondo momento, attraverso gli schermi tattili disposti in ogni sala. Tra gli artisti più conosciuti in mostra: Urs Luthi, Mario Giacomelli, Marina Abramovic, Ben Vautier, Arnulf Rainer, Paola Pivi, Zhang Huan, Claudio Abate, Gilbert&George,Roman Opalka, Jurgen Klanke, Lucio Fontana, Ervin Wurm. Le mur, oltre ad essere un bizzarro autoritratto di Antoine de Galbert certamente solleva riflessioni sull’atto stesso di collezionare, di conservare e di mostrare le opere.

Le mur. La collection Antoine de Galbert

14 giugno – 21 settembre 2014

La maison rouge
10 bd de la Bastille, Parigi

Info: +33 (0)1 40 01 08 81
info@lamaisonrouge.org
www.lamaisonrouge.org

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