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ROMA | CASA VUOTA | Fino al 14 gennaio 2024

di NICOLETTA PROVENZANO

Scriveva Gaston Bachelard ne Les intuitions atomistiques a proposito della polvere: «il granello di polvere realizza una sintesi dei contrari: è impalpabile e tuttavia visibile. Strano oggetto che colpisce solo uno dei sensi! Che si presenta in una sorta di astrazione naturale, di astrazione oggettiva!»; da astrazione oggettiva questo pulviscolo della visione, inarrestabile particella del tutto, nella mostra site-specific Humus di Alice e Ahad (Alice Mestriner e Ahad Moslemi), a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo negli spazi di Casa Vuota a Roma, si fa presenza oggettuale e scultorea, materia, oltre che visibile, costruttiva, traccia sensibile del quotidiano, residuo di luoghi e identità, passaggi e temporalità, trasformati in tessuti e forme, in immagini di una vita racchiusa nella sua sostanza minima e ora riformata in un regno immaginativo creato dal duo artistico come metafora vitalistica dell’immortalità.
Materia permanente e in divenire, realtà sedimentale e processo cortocircuitale, nonché ciclico, di aggregazione e divisione, il supporto pulviscolare è trattato dagli artisti Alice e Ahad come regno di una visione disvelatrice di tracce vitali, stati di memorie inconoscibili, resi corpus plastico, linguaggio empirico e immagine spaziotemporale intangibile che trascorre eternamente rinnovandosi, essendo al contempo eco depositaria di luoghi, temporalità e identità, intuite o reinventate nelle infinità delle caratteristiche cromatiche e strutturali della materia, sempre diversa e costantemente se stessa nel principio classificativo oggettuale.

Alice e Ahad, Archivio di ritratti, 2022, lettere di polvere ricevute in dono

In Archivio di ritratti la raccolta campionaria di stratificazioni di polverìo donato agli artisti e proveniente da diverse abitazioni del mondo, si evidenzia come complesso coincidente di ambiente quotidiano e individuo, spazio e tempo, realtà oggettuale e fenomenologia dell’accadere, confluenza di frammenti di microcosmi tra l’interno e l’esterno della dimensione abitativa: la polvere, materia primaria di ricerca e lavorazione per il duo artistico, arriva a identificarsi come forma ritrattistica, principio particellare di identità, frammisto di tracce biologiche e territoriali.

Alice e Ahad, Humus, 2023, polvere cucita su tela

Nell’opera Humus gli artisti si ispirano, nell’intreccio di motivi vegetali e figure araldiche animali, ad una iconografia appartenente all’antica arte tessile iranica della produzione di tappeti: nella stilizzazione simbolica zoomorfica e arborea, la polvere cucita su tela diviene nuovo spazio di vita, giardino metafisico del vivere quotidiano dove tutto ritorna a sé stesso e trova equilibrio.

Alice e Ahad, Abaco, 2022, telaio di polvere in vita

Una mescolanza di elementi minutissimi ed eterogenei, quale corrisponde l’entità del materiale polverulento, nell’opera Abaco è intessuta su telaio in trame che emergono come nomogramma graduale di mutazioni multiple, universo variegato e microscopico, cumulato e filamentoso, sottile e fragile, compatto o dissolto in un processo in divenire.
Esteso in un trionfo inverso dell’allegoria della vanitas, il mondo degli oggetti è narrato e ripercorso nell’installazione scultorea Futuro Anteriore, dove il pulviscolo è strumento e struttura ri-costruttiva di una integrità polverizzata, incastonata in un banchetto che sancisce e misura il tempo in una raffigurazione di immortalità. Dalla riflessione sulla irreversibile caducità del tutto, tra le allusioni di materiali ceramici, tessili, metallici e alimentari, la proiezione di un futuro compiuto è composta in corpi oggettuali rinnovati dalla vitalità estetica, dove l’ultima linea rerum oraziana, anziché mors, è invece legge di una continua trasmutazione.

Alice e Ahad, Futuro Anteriore, 2020, scultura di polvere in vita

Nella mostra Humus le particelle materiche frammentate, sparse e assembrate dal tempo, si presentano nel proprio senso metafisico e metaforico tra un postumo che è ancora e una trasformazione rinascente e imperitura, formando dalla disgregazione una nuova dimensione vitale, interrogando le possibilità dell’ignoto lungo la soglia della visibilità, in ciò che rimane, nella definizione di Bachelard, impalpabile e tuttavia visibile.

 

Humus. Alice e Ahad

18 novembre 2023 – 14 gennaio 2024

Casa Vuota
via Maia 12, int. 4A, Roma

Orari: visitabile su appuntamento. Ingresso gratuito
cell. 392.8918793 – 328.4615638
vuotacasa@gmail.com

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