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FIRENZE | Eduardo Secci Contemporary | 11 ottobre – 29 novembre 2013

di NICCOLÒ BONECHI

Nella culla del Rinascimento, là dove furono posate le basi culturali della società contemporanea, si torna a riflettere sui concetti di pieno e vuoto e sul valore della plasticità, intesa ovviamente nell’accezione più antica ed originaria del termine. Nella personale alla Galleria Eduardo Secci di Firenze Angela Glajcar presenta una serie di opere che guardano ad un passato e ad una tradizione non propriamente lontani: lo studio sui volumi e sulla purezza dei materiali utilizzati ricordano le esperienze del Gruppo Azimuth e Zero che hanno avuto un notevole impatto nello sviluppo di nuove esperienze artistiche soprattutto in Germania e in Italia.

Il titolo della mostra Terforation (dall’unione delle due parole latine “terra” e “foramen”, foro, buco) rimanda indirettamente al mito della Caverna di Platone, ovvero impone una riflessione sulla limitatezza della propria esperienza per il raggiungimento di una sincera coscienza di sé e della realtà che ci circonda. È ciò che Angela Glajcar ricerca nell’accumulo e assemblaggio di carte che, occupando un volume sia fisico che concettuale (nel nostro immaginario di oggetto), scavate e private della loro geometria perfetta, danno origine a nuove visioni: il singolo foglio di carta perde la sua dimensione piatta e si eleva ad oggetto plastico. Non è più quindi supporto sul quale operare ma materia da plasmare, allo stesso tempo contenitore e contenuto.

Come scrive Marco Meneguzzo nel testo critico: «Glajcar, come tutti gli artisti, richiede uno sforzo allo spettatore, richiede di relegare il consueto in un canto della mente, e di avventurarsi in segni e significati meno noti: nel suo caso, chiede di accantonare – non di dimenticare, si badi – tutto quanto è stato detto sulla nostra consuetudine alla carta e al foglio, per guardarli con occhi diversi. Per esempio, chiede di considerare l’accumulo ordinato di fogli come una forma, come un solido parallelepipedo, e al contempo di vedere come questa forma tridimensionale sia il risultato di una moltiplicazione bidimensionale (un foglio, che di solito consideriamo bidimensionale, moltiplicato all’infinito acquista la terza dimensione… ): ecco allora che questa forma è al contempo solida, pesante, ma anche fragile e precaria, come se necessitasse di essere costantemente allineata e letteralmente “rimessa in sesto” come si dice di un’architettura sbilenca».

Angela Glajcar, Terforation, veduta installazione, Eduardo Secci Contemporary, FirenzeAngela Glajcar. Terforation
a cura di Marco Meneguzzo

11 ottobre – 29 novembre 2013

Eduardo Secci Contemporary
Via Fra Giovanni Angelico 51, Firenze

Orari: dal lun al ven 9.00/13.00 – 15.00/19.00 e su appuntamento

Info: +39 055 0517157
gallery@eduardosecci.com
www.eduardosecci.com

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