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Ester Grossi da Bologna

La tua nuova ritualità quotidiana…
Essendo inevitabilmente cambiata la percezione del tempo, mi sembra di vivere un’unica lunghissima giornata da settimane, una specie di déjà-vu costante.
Mi sveglio non prestissimo (come al solito, non sono mai stata mattutina), lavoro un po’ al computer e solitamente il pomeriggio disegno o dipingo. Non avendo più una vita sociale, la sera leggo e guardo film. Nonostante gli stimoli e la costante curiosità, il fatto di non avere una vita fuori le mura domestiche mi rende poco concentrata su tutto.

Com’è cambiato il tuo modo di lavorare?
Solitamente lavoro in modo progettuale; analizzo e sviluppo determinate tematiche e soggetti. In questo periodo, invece, ho deciso di lavorare liberamente su dei disegni astratti. Si tratta di appunti “scacciapensieri” che mi aiutano anche ad allontanarmi, momentaneamente, dal caos mediatico di questi giorni. Ho la sensazione che la mancanza di vita reale vissuta abbia amplificato, in modo quasi fastidioso, quella virtuale.

Cosa ti manca? La tua personale esperienza dell’“assenza” e della “mancanza”.
Mi manca soprattutto l’orizzonte, ma anche l’imprevisto, l’incontro inaspettato, i cambi improvvisi di direzione delle giornate. Amo particolarmente quando qualcuno o qualcosa stravolge (in modo divertente) i miei programmi giornalieri. Ora è difficile che accada.

Quando tutto questo finirà: una cosa da fare e una da non fare mai più.
Una cosa da fare assolutamente è tornare a viaggiare. Da non fare mai più, è dare per scontata la nostra solita libertà di mobilità. Pensare di non poter allontanarmi dal mio quartiere mi sembra davvero surreale. Cerco di non pensarci.

Ad oggi quali sono state per te le conseguenze immediate della diffusione del Covid-19 sul tuo lavoro e quali pensi possano essere le conseguenze a lungo termine?
Le conseguenze della diffusione del Covid-19 credo si vedranno realmente più avanti. Nel presente mi sembra di vivere in un limbo dove tutto è un’incognita. In realtà, noi artisti, siamo abituati a convivere con questa sensazione. Al momento sto lavorando a dei progetti di mostre e residenze all’estero e chiaramente, vista l’incertezza generale anche sulla riapertura delle frontiere europee, non ho la possibilità di programmare date precise.
Riguardo alle conseguenze nel mondo dell’arte, alcune, quelle economiche, sono già visibili. Mi auguro che i problemi strutturali e fiscali del settore artistico e culturale in Italia, che questa crisi ha riportato nuovamente a galla, spingano il governo a prendere provvedimenti seri e concreti al riguardo.

Ester Grossi è nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Dopo il diploma in Moda, Design e Arredamento, consegue  la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso l’Università di Bologna. La sua ricerca artistica è sempre stata caratterizzata da un interesse nei confronti della cultura popolare, il folklore e della comunicazione di massa, tematiche che ha approfondito e presentato in varie esposizioni in Italia e all’estero. Grazie ad un background multidisciplinare, ha sviluppato nel corso degli anni progetti in diversi ambiti artistici sperimentando discipline come la pittura, la moda, la grafica, l’illustrazione e il cinema. Tra le ultime mostre: Essenziale (Galleria Spazio Testoni, 2019), Premio Eccellenti Pittori/Brazzale (Museo Le Carceri, 2019).
Le sue gallerie di riferimento sono Spazio Testoni (www.spaziotestoni.it) e CRAC Chiara Ronchini Arte Contemporanea (www.cracgallery.com).
www.estergrossi.com

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