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VENEZIA | Fondazione Giorgio Cini | 10 maggio – 28 luglio 2019

In concomitanza con l’apertura della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia la Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, apre la retrospettiva antologica intitolata Burri la pittura, irriducibile presenza. In un memento di grande attenzione critica attorno all’opera di Alberto Burri (1915-1995), protagonista di numerose mostre e celebrazioni in Italia e all’estero, questo progetto, curato dal Presidente della Fondazione Burri Bruno Corà, è stato pensato appositamente per l’istituzione veneziana.

Alberto Burri, Legno Sp, 1958, legno, tela, acrilico, combustione, vinavil su tela, cm 129.5×200.5 (cm 132.5×203.5×6), Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

La mostra ripercorre cronologicamente le tappe più significative del viaggio che il maestro umbro ha compiuto attorno al tema della ‘materia’ con 50 capolavori che vanno dai rarissimi Catrami (1948) agli ultimi monumentali Cellotex (1994).
Provenienti da importanti musei italiani e internazionali, tra cui, naturalmente, la Fondazione Burri, e da prestigiose collezioni private, queste opere permettono una lettura completa della vicenda artistica di Burri, che torna a Venezia con una grande mostra dopo quella storica del 1983, che fu momento fondamentale della sua carriera. Tra i più grandi protagonisti dell’arte del XX secolo, Burri viene letto con un allestimento che attraversa nel profondo l’anima della sua visione, attraverso le varie sfaccettature del suo racconto materico che nelle infinite trasformazioni diventa mezzo per un racconto artistico che ne ha reso celebre il linguaggio visivo.

Alberto Burri, Cretto G3, 1975, acrovinilico su cellotex, cm 172×151 (cm 175x154x7.5), Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

Sottolinea Bruno Corà:

“Dopo un quarto di secolo dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1995, la mostra pone in evidenza la trasformazione recata da Burri nell’arte del XX secolo Non è improprio paragonare l’innovazione linguistica introdotta da Burri con la ‘presentazione’ sistematica della materia reale al posto della mimesi rappresentativa, alla rivoluzione giottesca compiuta nel sostituire ai cieli d’oro della pittura medioevale il celeste che si poteva osservare in natura. In entrambe le innovazioni veniva introdotto il ‘vero’ nella pittura al posto della finzione imitativa di esso. Lo shock prodotto da Burri negli anni dell’immediato dopoguerra – prosegue il curatore – si può misurare solo con l’effetto ottenuto in tutto l’arco di esperienze artistiche da lui influenzate: dal New Dada di Rauschenberg, Jonhs e Dine, al Nouveau Réalisme di Klein, César, Arman e Rotella, dall’Arte Povera di Pistoletto, Kounellis, Pascali e Calzolari all’arte processuale e fino al neominimalismo a base monocroma.”

Alla Fondazione Cini vengono, così, ricostruite le fasi fondamentali della pittura di Burri con un repertorio di documentazione davvero organico, completato anche da alcuni rari film che vedono il maestro al lavoro.

Burri. La pittura, irriducibile presenza
a cura di Bruno Corà
mostra realizzata con Fondazione Burri
in collaborazione con Tornabuoni Art, Paola Sapone MCIA
in partnership con Intesa San Paolo, Gallerie d’Italia
allestimento Architetto Tiziano Sarteanesi
catalogo bilingue (italiano-inglese) con saggi critici di Bruno Corà, Presidente della Fondazione Burri; Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini

10 maggio – 28 luglio 201

Fondazione Giorgio Cini
Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia

Orari: tutti i giorni 10.00-17.00

Info: Fondazione Giorgio Cini onlus
+39 041 271 0211
www.cini.it

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