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MANTOVA | MantegnaCercasi

Intervista ad ELISA BERTAGLIA di Chiara Serri

Corpi, radici sospese, serpi e animali fantastici nelle opere di Elisa Bertaglia, giovane artista di Rovigo che avevamo presentato sul numero #74 di Espoarte, poco dopo la sua prima personale. Da allora, tante mostre e menzioni, fino alla vittoria del premio MantegnaCercasi, ex aequo con Marco Pace (il Premio Camera di Commercio se lo è aggiudicato Elena Monzo, ndr). Su invito di Francesca Baboni e Stefano Taddei, ha realizzato una carta di grandi dimensioni, in cui il segno è traccia, l’uomo fuscello di fronte alla sublime grandezza della natura.

Il concorso MantegnaCercasi si propone di “fare di Mantova la città del Rinascimento Contemporaneo”. Una grande responsabilità…
MantegnaCercasi è stato una sorpresa: nel cuore della città rinascimentale un concorso dedicato ai giovani artisti. C’è bisogno di iniziative come questa che diano voce alle nuove generazioni, a sostegno dell’arte e della cultura. Sono stata invitata da Francesca Baboni e Stefano Taddei, che hanno creduto fin dall’inizio nel mio lavoro. Devo a loro questo successo!

La prima edizione di MantegnaCercasi s’intitola Orientalmente. A te e agli altri artisti invitati è stato chiesto di offrire una personale lettura della cultura cinese. Come ti sei approcciata al progetto?
Ho cercato di individuare, all’interno della mia ricerca, alcuni aspetti assimilabili alla cultura orientale, come l’utilizzo della carta, la costruzione a-prospettica dell’ambiente e l’utilizzo del bianco, successivamente potenziati nell’opera in concorso. Siccome era previsto un periodo di esposizione nelle vetrine del centro, ho realizzato un lavoro di grandi dimensioni, che potesse essere letto anche da lontano.

Nella motivazione della tua vittoria è dato grande risalto all’uso della carta, che da sempre caratterizza la tua ricerca. Un materiale, per anni relegato in secondo piano, oggi oggetto di rinnovato interesse. Come sei arrivata a fare della carta il tuo supporto d’elezione?
Per me la carta è un materiale prezioso, che amo proprio per le sue caratteristiche intrinseche. Ho iniziato a lavorare principalmente su carta nel 2008 e nel 2009 il mio primo lavoro è stato selezionato per una collettiva alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Da quel momento ne ho intuito le potenzialità espressive. La carta è un materiale vibrante, che risponde al meglio alle necessità del mio linguaggio, coniugando immediatezza gestuale e grande libertà nell’uso congiunto di diverse tecniche: olio, pastello, pennarello, carboncino…

L’opera selezionata appartiene alla serie Alma Venus et Venatrix Diana. Di cosa si tratta?
Lavoro spesso per cicli di opere (Populus I-II-III-IV, Alma Venus et Venatrix Diana, Profunde), ai quali raramente pongo la parola “fine”. Il titolo Alma Venus et Venatrix Diana risale al 2011, anno in cui ho realizzato la mia prima personale a Reggio Emilia. A partire dall’incipit del De Rerum Natura di Lucrezio, la serie analizza il tema della caccia, intesa come pulsione primordiale e istintiva dell’uomo nell’approcciarsi a ciò che lo circonda. L’opera in concorso è pienamente inserita in questo ciclo. Tre bambini avvolti da vipere sono sospesi nel vuoto, in bilico tra tuffo e ascensione, in un’ambientazione scenografica, spoglia e onirica, definita da tre imponenti massi verticali. Il mio lavoro si sviluppa attraverso un linguaggio simbolico: i bambini avvolti da vipere rappresentano il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta, la loro condizione di sospensione è metafora della crisi d’identità, propria della società contemporanea.

I soggetti privilegiati delle tue opere?
Il legame con la letteratura per me è molto importante, ma non si tratta d’illustrazione. I miei soggetti – bambini, radici sospese, lupi, animali fantastici, corvi e giovani donne – fanno riferimento ad un immaginario personale e collettivo, che attinge al mio vissuto, ma anche alla tradizione e alla memoria dei luoghi del Polesine. Nella rappresentazione, i soggetti sono sottoposti ad un processo di astrazione, divenendo emblemi di una nuova mitologia.

A cosa stai lavorando in questo momento? C’è all’orizzonte una nuova serie?
Ho appena ultimato un nuovo ciclo, Profunde, esposto in anteprima presso la Galleria Arte a Colori di Colle Val D’Elsa (SI). Al momento sto lavorando ad una nuova serie, ancora senza titolo, che verrà esposta nell’ambito della collettiva Luci Sorgenti, curata da Miriam Montani a Cascia Umbra (PG) dal prossimo 21 maggio.

Altri progetti in cantiere?
Oltre alla mostra in Umbria, ho in programma una personale alla Galleria MZ di Augsburg (Germania) ed una collettiva a Palazzo Principi di Correggio (RE), a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei.

Le sorti dell’opera vincitrice del concorso MantegnaCercasi?
L’opera sarà esposta, fino al 16 maggio, presso la Galleria Mossini di Mantova. Entrerà successivamente a fare parte della Pinacoteca della Camera di Commercio di Mantova.

Per finire con il sorriso: che effetto fa essere paragonati al Mantegna?
Stupendo… ma non ci si può prendere troppo su serio!


Info:
www.mantegnacercasi.it
www.mantegnacercasi.it/elisa-bertaglia

 www.elisabertaglia.com

Gallerie di riferimento:
Galleria MZ, Augsburg, Germania
RezArte Contemporanea, Reggio Emilia

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