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ROMA | Federica Schiavo Gallery | 6 febbraio – 15 marzo 2014

di Daniela Trincia

È con un certo compiacimento alla composizione pittorica e alle possibilità tonali che essa consente, con la volontà di oscillare dalla bidimensionalità alla tridimensionalità scultorea e viceversa, che Gabriele Silli (Roma, 1982, dove vive e lavora) costruisce la sua personale nella Federica Schiavo Gallery. Traendo spunti e insegnamento da quanto e da quanti lo hanno preceduto nelle arti visive, Silli prende tutte queste suggestioni e, allo stesso modo con cui i pensieri sono compressi in una mente, affollandosi, mischiandosi, fondendosi, sovrapponendosi, così l’artista romano comprime i suoi elementi. Come un rinnovato alchimista, utilizzando nuovi materiali e vecchie combinazioni chimiche – come quelle della soda caustica – Silli mescola, sovrappone gli oggetti trovati (carte, resine, creme, stoffe, pelli animali, paste ferrose, cemento) costruendo dei manufatti che di seriale hanno le dimensioni (modulari scatole di piombo) ma si differenziano uno dall’altro per la diversa composizione e reazione agli agenti chimici.

Gabriele Silli Organo del sommerso nei bagni tripudio caustico-cloridrici, 2014 9 objects made out of paper, resins, creams, textiles, animal leathers, cement installed on an iron table with glass containers  approximately 25 x 30 x20 cm each installation: 150 x 180 x 80 cm photo by Federico Maria Tribbioli courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma
Con una particolare attenzione alla materia e alla sua predisposizione alla trasformazione, l’artista ne accentua le capacità di variazione attraverso pesanti manipolazioni. Trattamenti pure violenti che si esprimono anche nel titolo della mostra. Esercizi di accanimento ottativo-digitali vuole infatti esprimere la pratica artistica di Silli che, seppur desideri cancellare, distruggere le immagini e le figure riconoscibili, parte comunque da queste immagini per poi dar inizio alla sua azione iconoclasta atta a creare, attraverso la trasfigurazione dell’iniziale soggetto, un nuovo catalogo di forme nuove, come nelle Serie Maggiore e Serie Minore.

Gabriele Silli, Grande ottativo-digitale, 2014 75 fashion magazines altered in acid bathes, paper collage, ink and pigments mounted on three aluminium panels 175 x 418 x 0,5 cm photo by Federico Maria Tribbioli courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma
In queste due serie, allestite nella seconda sala della galleria e disposte sopra a degli scarni tavoli e ripiani, Silli crea delle nuove “riviste”, che hanno, però, completamente perso la loro lucentezza patinata e il loro glamour. Riviste che ritornano nel ciclo Dominio dell’agente imprevisto nel quale sono state adottate le carte prodotte dalla stessa stamperia delle copertine di Vogue Italia. Ma il modo di procedere dell’artista è subito mostrato e raccontato nella prima sala: il Grande ottativo-digitale, infatti, è una sorta di grande mosaico (cm 175x 418×0,5) le cui tessere sono ottenute da settantacinque riviste di moda, ognuna trattata in bagni caustici e poi maneggiate da Silli che, con le sue mani, ha scomposto e ricomposto i lacerti di carta, anche attraverso l’inserimento di carta nuova, creando così una sorta di grande collage.
L’Organo del sommerso dei bagni tripudio caustico-cloridrici, l’installazione al centro della sala, è la complessa “macchina” realizzata dall’artista per creare le sue “invenzioni” e i suoi “esperimenti” alchemici.

Gabriele Silli. Esercizi di accanimento ottativo-digitali

6 febbraio – 15 marzo 2014

Federica Schiavo Gallery
piazza di Montevecchio 16, Roma

Info: +39 0645432028
info@federicaschiavo.com
www.federicaschiavo.com

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