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Tempo di premi. I Leoni della 54. Biennale Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

La Giuria della 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia composta da Hassan Khan (Presidente, Egitto) e da Carol Yinghua Lu (Cina), Letizia Ragaglia (Italia), Christine Macel (Francia) e John Waters (USA) sabato 4 giugno si è così espressa riguardo ai premi ufficiali:

Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale al Padiglione della Germania.

« […] L’installazione scenica che Christoph Schlingensief ha ideato per l’oratorio Fluxus A Church of Fear vs. the Alien Within (Eine Kirche der Angst vor dem Fremden in mir) il più personale dei progetti teatrali da lui sviluppati nei suoi ultimi anni di vita, è al centro dell’esposizione proposta nella sala principale del padiglione. L’opera presenta in modo chiaro e aperto, la lotta dell’artista contro il cancro e tutte le esperienza soggettive ad esso conseguenti; oltre alla biografia, malattia e credo di Schlingensief, esamina anche il rapporto di quest’ultimo con la musica e le arti visive e la musica […]» (Susanne Gaensheimer)
Il commento della giuria:
Christoph Schlingensief ha sviluppato una pratica multidisciplinare che è al contempo intensa, impegnata e caratterizzata da una forte visione personale. La giuria vuole inoltre riconoscere il lavoro curatoriale del commissario Susanne Gaensheimer.

Leone d’oro per il miglior artista di ILLUMInazioni a Christian Marclay

«[…] Proveniente dall’ambito della musica sperimentale degli anni settanta, l’artista svizzero-americano si muove in bilico tra visione e udito, alla ricerca di più ampie risonanze potenziali del suono registrato e della cultura materiale che lo circonda […]. Con The Clock (2010) raggiunge l’apogeo del suo metodo. Un pezzo di 24 ore composto di momenti filmici in cui i personaggi interagiscono con il tempo: per esempio, guardano l’ora o nella stessa inquadratura appare un orologio. Ogni ripresa coincide con l’ora reale, quindi gli spettatori guardano al secolo scorso, ma hanno anche il senso di abitare il presente […]» (MH)
Il commento della giuria:
per il suo lavoro ampiamente acclamato, The Clock. Marclay negli ultimi trent’anni ha scardinato i confini tra i diversi generi e forme artistiche. The Clock è indubbiamente un capolavoro.

Leone d’argento per un promettente giovane artista di ILLUMInazioni a Haroon Mirza

«L’arte di Haroon Mirza si basa su gesti finemente calibrati. Le sue installazioni e le sue composizioni sembrano procedute da un’intensa ricerca preliminare, ma in un modo che solo ispirati amatori – nel senso letterale del termine – sarebbero in grado di porre in atto[…]. Haroon Mirza ha messo in insieme un’installazione per una sala triangolare del parapadiglione a forma di stella di Monika Sosnowska, per poi riprodurre questo spazio in una seconda versione realizzata all’Arsenale. Per tale versione l’artista ha coniato il nuovo titolo The National Apavilion of Then Now».(BC)
Il commento della giuria: per il modo in cui la sua opera cattura immediatamente l’osservatore grazie all’originale uso del contrasto tra forza e fragilità.

In alto:
Eine Kirche der Angst vor dem Fremden in mir. Bühneninstallation des Fluxus-Oratoriums von Christoph Schlingensief im Deutschen Pavillon, Altaransicht mit Filmprojektion Foto: (c) Roman Mensing, artdoc.de
In centro:
Christian Marclay, “The Clock”, 2010, edition of 6 Single-channel video, 24 hours,  courtesy White Cube, London and Paula Cooper Gallery, New York
In basso:
Haaron Mirza, “The national apavilion of then and now”, 2011, installation (3 sided triangle structure, each side length 809), anechoic chamber, LED’s amp, speakers, electronic circuit. Installation view: ILLUMInations, 54. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia, photocredit Francesco Galli, courtesy la Biennale di Venezia

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