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BRESCIA | Museo Diocesano | Fino al 5 maggio 2024

di ILARIA BIGNOTTI

Varcata la soglia del Museo Diocesano di Brescia, percorso il perimetro del chiostro protetto dal grande ciliegio, sulla parete ci accolgono concrezioni di ceramica bianca e nera, come arrampicate sui muri: dieci piccoli esseri scultorei la cui superficie-pelle, lucida e attraversata da segni e aperture, sembrano voler condurre il nostro sguardo verso le sale espositive, dove infatti ci rechiamo.


AGOSTINO FERRARI. Oltre la soglia del segno, Museo Diocesano Brescia 2024, Ph. Giorgia Dandrea

Nei due grandi ambienti danza tutta la potenza della pittura di Agostino Ferrari, selezionata nell’ultimo suo ventennio produttivo.
Una pittura come una musica, fatta di grandi onde sonore e di contrappunti di silenzio: le tele ci chiamano, ci chiama l’abisso.


AGOSTINO FERRARI. Oltre la soglia del segno, Museo Diocesano Brescia 2024, Ph. Giorgia Dandrea

Nella prima sala infatti sono esposti i lavori appartenenti al ciclo intitolato dall’artista Oltre la Soglia: “…la soglia tra consapevolezza del mondo reale e tutto ciò che sta nelle fessure della coincidenza temporale della nostra esistenza (…) simbolicamente lo rappresento con una superficie di sabbia nera. Così quando il segno del reale s’infrange contro questa soglia il racconto si esaurisce, si interrompe o si annulla”, ha specificato Ferrari.

AGOSTINO FERRARI. Oltre la soglia del segno, Museo Diocesano Brescia 2024, Ph. Giorgia Dandrea

Osserviamo questo centro nero: ora è allungato e seca il campo visivo, ora è un gorgo ammaliante. Ora è un sipario aperto sull’evento del segno (metafora dell’esistere e del tracciare la propria presenza, anche), ora è un fiotto di fertile liquido che pare sgorgare e mutare.
Il taglio di Lucio Fontana diventa qui punto di partenza, origine di una trasformazione, ma anche ritorno di una vita che entra ed esce nel mistero di ogni atto del vivere, intriso di realtà e anche di spiritualità.

Agostino Ferrari, Oltre la soglia, 2006, cm 150 x 150, acrilico + sabbia su tela

Dopo questa prima sala che ospita sei opere, si accede al secondo ambiente dove sette tele accolgono lo sguardo che rimane come impigliato nelle emergenze sceniche del segno di Ferrari: la sala è infatti dedicata ai Pro Segni, dove, spiega puntualmente l’artista, “il segno si rapporta all’energia. Così come l’energia subisce una trasformazione diventando materia, anche il segno mantenendo lo stesso linguaggio diventa tridimensionale. Non so se è una coincidenza o una conseguenza logica, ma nel 1967 quando sviluppai il mio Teatro del Segno, partendo da una fessura praticata nel supporto, continuavo con una parte dipinta ed infine il segno usciva tridimensionale dal supporto. Allora forse avevo oggettualizzato un alfabeto, ora un racconto”.

Agostino Ferrari, ProSegno, “Nuove scritture”, 2023, cm 120 x 120, acrilico + sabbia su tela e MDF

E questo racconto si mostra davanti a noi, con grandi sipari di segni neri che si aprono come ali di una pittura lieve eppure potente, capace di farci tornare più e più volte e osservarne le potenziali trasformazioni, tra tema e variazione.

AGOSTINO FERRARI. Oltre la soglia del segno, Museo Diocesano Brescia 2024, Ph. Giorgia Dandrea

Meritevole la mostra anche per il coinvolgimento di giovani ricercatori: il percorso espositivo si completa infatti con la videoinstallazione curata da Francesco Pio Bellisario, studente del DAMS per le Arti dell’Università Cattolica: uno schermo centrale accoglie un’intervista rivolta a Ferrari per l’occasione; i due schermi laterali ospitano le riproduzioni delle opere in scorrimento.
Il catalogo della mostra, che contiene i testi critici delle curatrici, è realizzato in collaborazione con lo JUS Museum di Napoli.


AGOSTINO FERRARI. Oltre la soglia del segno
a cura di Maria Cristina Maccarinelli e Elena Di Raddo

Fino al 5 maggio 2024

Museo Diocesano
Via Gasparo da Salò 13, Brescia

Orari: tutti i giorni, 10.00-12.00; 15.00-18.00 | Chiuso il mercoledì

Info: +39 030 40233
museo@diocesi.brescia.it
www.museodiocesano.brescia.it

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