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MILANO| Dep Art | 1 febbraio – 14 aprile 2022

di MATTEO GALBIATI

La figurazione di Valerio Adami (1935), colta e ricca di riferimenti, densa di immaginazione e di esperienze, difficilmente può essere confusa o diversamente attribuita se non al carattere esclusivo che il suo autore le ha conferito e nel tempo ha affermato. La riconoscibilità immediata dello sguardo e della ricerca dell’artista è determinata proprio da una pittura composta e netta, senza mediazioni o artefazioni, i cui strumenti espressivi si riducono alla latente presenza di un disegno strutturante e a un colore vissuto in purezza che si estende in campi nitidi e saturi, certo nei loro contorni marcati e sicuri.

Valerio Adami, Stanze, 2005, acrylic on canvas, 198×147 cm Courtesy Dep Art, Milano Photo by Bruno Bani, Milano

In questo modo Adami ritrae e racconta la nostra dimensione umana e lo fa da sempre con un’aderenza al tempo e alla storia, all’arte e al pensiero dell’uomo in generale, in via totalizzante ed esclusiva. Sempre senza errori, eccessi, ridondanze: il cuore pulsante è chiaro, tutto sta nella sua stessa convinzione, accesa e definita, così come il silenzioso apparire delle sue “effigi” assegna alle figure, ai luoghi, agli ambienti, il valore di una meditazione raccolta e compresa.
Valerio Adami. Immagine e pensiero, la ricca antologica monografica che la galleria Dep Art di Milano allestisce nei suoi spazi tornando a celebrare la grande arte italiana, di Adami mette in luce proprio il segno poetico di un autore il cui sguardo artistico all’immagine non conferisce solamente il tono rappresentativo, ma anche quello riflessivo. Idea e figura si fondono e si esprimono; come si specifica nel titolo stesso di questa mostra, immagine e pensiero coabitano nell’apparire alla nostra osservazione. Adami guarda alla realtà espressiva di quanto rappresenta, ma questo non è mai un limite, non è un deterrente per allontanarsi da considerazioni ulteriori che dis-articolano la superficie dipinta per estrarne altre essenze sentite come immanenti.

Valerio Adami. Immagine e pensiero, veduta della mostra, Dep Art, Milano Courtesy Dep Art, Milano Photo by Bruno Bani, Milano

Le 28 opere selezionate con attenzione, tra piccolo e grande formato, cui si uniscono anche gli esiti felicissimi di alcune rare opere musive del maestro, raccontano un cammino che, dagli anni Settanta ad oggi (questo l’arco temporale rappresentato e riassunto in mostra), ha trovato la forza, la determinazione e la coerenza di provare a leggere il mondo con la forza di altre verità. Verità che la schiettezza, accesa ma non chiassosa, frammentata ma non dispersiva, della sua opera ha saputo rendere poesia.
Tutto vive attraverso la continuità esclusiva del colore che, steso in modo piatto, senza sfumature, ombre, variazioni, annulla ogni passionalità singolare per concedere quel senso ulteriore dell’immagine e così questa, resa silenziosa e “assoluta”, acquista una distanza surreale dalla verità del soggetto cui dedica la propria narrazione. Quella riportata da Adami è, allora, una realtà complessa e molto più elaborata di quello che appare: il segno apparente della semplicità della figura, la sua deducibilità lampante si amplifica secondo un tono che supera la scontentezza dell’apparenza e si rilancia in un mistero tutto da risolvere o che, forse, è già assolto e risolto dalla nostra coscienza.

Valerio Adami, Sequenza, 1975, acrylic on canvas, 92×73 cm Courtesy Dep Art, Milano Photo by Bruno Bani, Milano

L’artista somma, all’intenzione iconica della rappresentazione, la volontà incontrata dell’altro di cui il dipinto diventa il fattore agente e catalizzatore: l’ortografia puntuale delle sue composizioni si fa grammatica ideale per emancipare un certo tipo di pittura a valori differenti e non scontati.
Un’armonia e una risonanza esclusive che, annullando l’ovvio apparire immediato delle sue storie, ostentano e mantengono il saldo principio dei propri convincimenti e la propria forza affermativa in quel taglio bidimensionale, nell’assenza di prospettive, nella fermezza e nella frammentazione dei campi cromatici che ricompongono l’immagine rendendola sempre vigorosamente totale. Il timbro antinaturalistico, per contrasto, ammette quindi tutte le esperienze possibili. Questo rende la sua pittura un viaggio che cristallizza la memoria, il mito, l’esperienza e diventa una sorta di monumentale diario della realtà della nostra esistenza. Con una pittura che non solo è orizzonte e destinazione, ma che sa anche già essere immaginazione e ricordo.

Valerio Adami. Immagine e pensiero
a cura di Gianluca Ranzi

1 febbraio – 14 aprile 2022

Dep Art Gallery
Via Comelico 40, Milano

Orario: da martedì a sabato 10.30-19.00

Info: +39 02 36535620
art@depart.it
www.depart.it

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