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TORINO | Gagliardi e Domke | 22 settembre – 23 dicembre 2020

di VALENTINA VAROLI

UNMADE è la prima personale della scultrice Ilaria Gasparroni (1989), da Gagliardi e Domke di Torino. La mostra, curata da Livia Savorelli, presenta cinque sculture site specific realizzate dalla giovane scultrice abruzzese durante il periodo di lockdown.

Ilaria Gasparroni, L’amico ritrovato, 2020, installation view Unmade, Gagliardi e Domke, Torino. Foto di Enzo Isaia

UNMADE, letteralmente “disfatto”, parte da una riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo che si trova a muoversi in una realtà sovvertita, quasi distopica. La ricerca di Gasparroni nasce dalla constatazione di un mondo depauperato nelle sue risorse fondamentali e fiaccato nei suoi valori basilari. L’artista però non si limita semplicemente a riscontrare la realtà ma cerca di andare oltre, racchiudendo in ogni opera degli spunti per ripensare la nostra società.
Prima tra tutte l’opera Madre e figlio nella quale due mezzi busti scolpiti e disposti su una lastra di travertino rosso sembrano vegliare un piccolo albero di ulivo posto al centro. Proprio questo elemento vegetale conferisce un significato vitale all’opera, ribaltando l’iniziale impressione mortifera dei due ritratti, e rendendo manifesta l’importanza di custodire le risorse naturali del pianeta per garantire la continuità tra le generazioni.

Ilaria Gasparroni, Madre e Figlio, 2020, installation view Unmade, Gagliardi e Domke, Torino. Foto di Enzo Isaia

Il tema della tutela delle risorse e della salvaguardia dell’ambiente è evidente anche nell’opera L’oro della vita dedicata all’importanza fondamentale delle api per mantenere l’equilibrio del nostro intero ecosistema. Le api, infatti, svolgono una funzione indispensabile per l’impollinazione e il mantenimento del 75% delle coltivazioni umane. L’installazione a parete è composta da quattro alveari e otto api di cui solo una in onice. Le altre sette api disposte su tutta la parete sono in marmo di Calacatta e, allontanandosi dai favi, sembrano diventare sempre più eteree come a voler sottolineare la fragilità di questi insetti, la cui sopravvivenza è messa fortemente a rischio dal cambiamento climatico, dall’inquinamento e dall’uso sempre più massiccio di pesticidi.
E ancora, il riferimento all’agricoltura e all’importanza della terra è manifesto nell’installazione Stillleben / Natura morta che unisce pannocchie vere e scolpite, disponendole per terra in un chiaro riferimento alle tradizioni rurali e allo spazio sociale dell’aia. L’opera è un’esortazione a riscoprire le proprie radici per ritrovare una dimensione più umana e sostenibile avvicinandosi nuovamente alla terra.

Ilaria Gasparroni, Stillleben / Natura morta, 2020, installation view Unmade, Gagliardi e Domke, Torino. Foto di Enzo Isaia

Questa necessità di riunire passato e presente per elaborare una memoria vitale e costruttiva emerge anche nelle opere L’amico ritrovato e Memorie di una vita. La prima, che apre il percorso espositivo, mostra su un tavolo i pezzetti solo parzialmente composti di un puzzle. Sulla scatola aperta e ormai rovinata si vede il disegno di una carta geografica. A distanza di anni, molti pezzi del puzzle sono andati persi, molti non combaciano più, l’immagine stessa è ormai totalmente lontana e avulsa dalla realtà.

Ilaria Gasparroni, L’amico ritrovato (particolare), 2020, installation view Unmade, Gagliardi e Domke, Torino. Foto di Enzo Isaia

In Memorie di una vita una catasta di vecchi bagagli, che immediatamente richiamano alla mente il parallelismo con la famosa “valigia di cartone” con la quale i nostri nonni hanno affrontato le migrazioni novecentesche, culmina con una valigia aperta e riempita di sabbia sulla quale sembrano quasi risplendere sue conchiglie scolpite. Si ha la tentazione di accostarle all’orecchio per ascoltare il rumore del mare, per sentire le storie di ricordi e di vita che possono ancora raccontare.

Ilaria Gasparroni, Memorie di una vita (particolare), 2020, installation view Unmade, Gagliardi e Domke, Torino. Foto di Enzo Isaia

Memoria personale e collettiva, rivendicazione della tradizione e consapevolezza delle attuali tematiche ambientali si intrecciano quindi nel lavoro della Gasparroni esortandoci a riflettere sugli aspetti più fondamentali non solo del nostro presente ma al contempo del nostro passato e del nostro futuro.
La personale di Ilaria Gasparroni, vincitrice del Premio Speciale Gagliardi e Domke assegnato in occasione di Arteam Cup 2019, dialoga perfettamente con la collettiva AMARCORD allestita al piano terra della galleria. In linea con la ricerca dell’artista, il tema del ricordo prende corpo nei lavori di J&Peg, Daniele D’Acquisto, Carlo Steiner, Miha Strukelj, Ennio Bertrand e Fabio Viale, invitando ciascuno di noi a interrogarsi sul valore della memoria sia personale che collettiva.

Ilaria Gasparroni e Pietro Gagliardi, durante l’allestimento di Unmade. Ph Enzo Isaia


Ilaria Gasparroni. UNMADE
a cura di Livia Savorelli

22 settembre – 23 dicembre 2020

Gagliardi e Domke
Via Cervino 16, Torino

Info: +39 011 1970 0031
+39 3355917024
info@gagliardiedomke.com
www.gagliardiedomke.com

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