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SAVONA | Galleria Vico Spinola | 27 ottobre – 27 novembre 2023

di FRANCESCA DI GIORGIO

Gli spazi della Galleria Vico Spinola, nel centro storico di Savona, si trasformano ancora una volta, dopo Così è (se vi pare), mostra bi-personale di Vanni Cuoghi e L’OrMa – nell’ambito della prima edizione 2022 del festival diffuso di arte contemporanea Connexxion (quest’anno in arrivo dal 25 novembre 2023 al 27 aprile 2024), a cura di Livia Savorelli (leggi qui) – in cui la galleria, all’occhio dello spettatore, diventava uno spazio altro, un grande diorama, una riflessione sulla natura e sul potere illusorio dell’arte tra realtà e finzione.

Monica Gorini. Decodificare la natura. Interconnessioni sensoriali, veduta della mostra, Galleria Vico Spinola, Savona

Oggi, nei giorni in cui Savona sta per tornare ad ospitare arte contemporanea con la mostra dei 70 finalisti del Premio Arteam Cup VIII, dal 25 novembre al 2023 al 6 gennaio 2024, in parallelo alla seconda edizione del festival Connexxion, la mostra personale di Monica Gorini, Decodificare la natura. Interconnessioni
sensoriali, a cura di Livia Savorelli, permette di entrare in una dimensione nuova attraverso scelte allestitive che seguono le visioni dell’artista trasportandoci in un momento vissuto irripetibile ma dalla sconfinata suggestione.
 Ecco, che l’opera video, Le rêve infini (il sogno infinito), è il tentativo riuscito di perpetuare un ricordo e restituirlo a chi entra in galleria trovandosi così immerso in una dimensione percepibile con tutti i sensi dove la gerarchia sensoriale, che vorrebbe la vista predominante, viene abbattuta.
È il nostro l’olfatto ad orientare i movimenti nella sala della Galleria avvolta da una leggera coltre di fumo bianco opalescente prodotto da una macchina che, come racconta Monica Gorini «vuole ricreare la stessa atmosfera onirica presente nel video».

Monica Gorini. Decodificare la natura. Interconnessioni sensoriali, veduta della mostra, Galleria Vico Spinola, Savona

«Le reve infini è nata lungo La Senna» – continua l’artista – «in un momento magico, quando il paesaggio evoca immagini e sensazioni oniriche che permettono di percepire una realtà misteriosa e profonda. Al mattino presto, per via dei vapori sul fiume, l’aria è diafana, rarefatta, legata a una materia impalpabile e in movimento. L’ho definita L’heure bleue, l’heure secrète de l’évanescence. In quell’ora, più che in altri momenti, avverto un sottofondo di indicibilità nel mio rapporto con la natura; un’estasi in cui viene superato il confine del mio corpo. C’è un sorta di fusione con il paesaggio circostante. Faccio parte dell’aria opaca ed evanescente che si muove sopra la superficie del fiume come in una danza». Da lì l’intuizione di unire al video un brano di musica contemporanea, realizzato dal sound artist Ocrasunset, in cui sono presenti anche delle modulazioni dei suoni registrati lungo il fiume. L’idea, invece, di far danzare le danzatrici in mezzo ai fumogeni per l’artista è un modo di decontestualizzare degli strumenti di solito legati ad un immaginario di guerriglia da piazza: da elementi di scontro a dispositivi poetici capaci di provocare emozioni.
Ma dicevamo… è l’olfatto a guidarci: l‘aria che avvertiamo sulla pelle entrando in Galleria Vico Spinola è una nuvola impalpabile umida e leggera diffusa e più ci avviciniamo alla proiezione video più sentiamo una particolare essenza scelta ad hoc per l’installazione: «La “Sacred Mountain”, una miscela di olii essenziali che evocano sensazioni spirituali e la percezione di essere in un luogo magico derivante dalla vicinanza alla natura. Lo spettatore si trova dentro il paesaggio a danzare con le ballerine, a galleggiare nello spazio dimenticandosi di essere in un luogo antropizzato».

Monica Gorini. Decodificare la natura. Interconnessioni sensoriali, veduta della mostra, Galleria Vico Spinola, Savona

È un’opera da toccare e da annusare, De plantes et de fleurs sur le velours du soir (Piante e fiori sul velluto della sera), «Pensata per lavorare con forme più raffinate e lente di percezione rispetto al visivo. Il visitatore, interagisce con l’opera e sceglie come toccare, come annusare… L’opera permette ai visitatori di inalare le fragranze relative a quattro colori ritratti per gli elementi vegetali: la gamma dei rosa e dei bianchi rappresenta la manifestazione cromatica di un fiore durante la giornata, i blu dell’acqua, poi le gamme dei verdi» spiega la Gorini, «sono interessata all’aspetto olfattivo perché i profumi producono sensazioni, evocano forti emozioni e sbloccano ricordi. I profumi utilizzati sono molto di più che una fragranza; non sono sintetici ma olii essenziali puri e di grado terapeutico» è così che la mostra diventa un’esperienza olistica, visuale ed emozionale anche nel sentir raccontare dall’artista le particolarità di tutte le essenze scelte con cura: «L’olio essenziale joy, uno tra quelli diffusi sulle palette con le cromie dei bordeaux e dei rosa, contiene: Rosa damascena, Citrus bergamia, Citrus reticulata, Cananga odorata, Pelargonium graveolens, Jasminum officinale, Chamaemelum nobile».

Monica Gorini. Decodificare la natura. Interconnessioni sensoriali, veduta della mostra, Galleria Vico Spinola, Savona

La chiave interpretativa dell’opera è così lasciata al nesso tra le essenze e le cromie dei tessuti: tasselli con altezze diverse e ricoperti di stoffe di differenti texture. Non è un caso che i tasselli ricordino i tasti di un pianoforte, quello che abbiamo di fronte non è un quadro ma un’armonia di sensazioni di equilibrio e di benessere, un paesaggio olfattivo composto da “toni” differenti.
È sempre da un dialogo con l’artista che scopriamo che «l’azienda che produce gli olii utilizzati diffusi nelle installazioni è stata scelta per l’attenzione alla coltivazione di elementi vegetali secondo metodi semplici e non invasivi del territorio, ma anche per i suoi progetti sostenibili, volti al miglioramento dell’integrità ecologica delle aree al fine di aumentare il benessere umano».

Monica Gorini. Decodificare la natura. Interconnessioni sensoriali, veduta della mostra, Galleria Vico Spinola, Savona

La direzione in cui si muove la ricerca di Gorini è chiara e per certi versi invita ad abbracciarla come si dovrebbe fare con qualsiasi esperienza umana. È a partire dal contatto multisensoriale con la Natura che possiamo arrivare ad una visione allargata del mondo, una sorta di AR (augmented reality) analogica, senza l’intervento di macchinari ma solo con un “training” continuo per i nostri sensi.

Monica Gorini. Decodificare la natura. Interconnessioni sensoriali, veduta della mostra, Galleria Vico Spinola, Savona

Monica Gorini. Decodificare la natura. Interconnessioni sensoriali
a cura di Livia Savorelli

27 ottobre – 27 novembre

Galleria Vico Spinola
Vico Spinola 2r, Savona

Info: +39 347 7970370
info@galleriavicospinola.it
www.galleriavicospinola.it

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