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FIRENZE | Eduardo Secci Contemporary | Fino all’11 febbraio 2017

di SERENA RIBAUDO

La Galleria Eduardo Secci ospita la mostra collettiva Tensioni strutturali #2 a cura di Angel Moya Garcia. Tensioni strutturali è stata concepita come una vera e propria trilogia: tre appuntamenti si coniugano nei prestigiosi spazi espositivi di Piazza Goldoni a Firenze, concretando gradualmente un progetto organico e ciò nondimeno denso di determinazioni assai eterogenee. La prima mostra, realizzata nel febbraio 2016, ospitava le installazioni ambientali di Carlo Bernardini, Monika Grzymala, Roberto Pugliese ed Esther Stocker e si focalizzava sul ruolo centrale dell’individuo nella costruzione dello spazio percepito. La terza mostra, che si avrà nel prossimo anno, studierà i processi entropici dell’ambiente quotidiano.

Tensioni strutturali #2. Veduta dell'installazione di Andrea Nacciarriti Crystallize #002 [matter]. Courtesy of Eduardo Secci contemporary

Tensioni strutturali #2. Veduta dell’installazione di Andrea Nacciarriti. Courtesy Eduardo Secci contemporary

Tensioni strutturali #2 analizza le diverse possibilità della materia come elemento di rappresentazione. Davide Dormino, Diamante Faraldo, Andrea Nacciarriti, Marzia Corinne Rossi, Aeneas Wilder s’addentrano con efficacia nelle possibilità (e nei limiti) della materia, ne sondano con fare instancabile le infinite declinazioni. Le opere dei cinque artisti, sotto la sapiente cura di Angel Moya Garcia, concretano un percorso potente ed al contempo dinamico, invitando lo spettatore ad una meditazione sulla materia come madre, substantia artistica, principio costituente. La mostra mette in scena una serie di invenzioni assai perspicue che generano uno straniante corto-circuito per la fondamentale tensione tra pitagorici opposti – immanenza e trascendenza, fisicità ed astrazione, tangibilità ed indefinitezza, stabilità e precarietà – invitandoci ad una sempre stimolante noesis.

Aeneas Wilder, Untitled #191, dettasglio. Courtesy of Eduardo Secci Contemporary

Aeneas Wilder, Untitled #191, 206, dettasglio. Courtesy Eduardo Secci Contemporary

La materia si sublima nell’opera d’arte: come un incommensurabile diapason emerge nella sua diversità, frammentazione, aleatorietà e sperimenta i suoi molteplici modi. A fare da ouverture alla mostra è Untitled #191 di Aeneas Wilder. L’edimburghese innalza un’architettura, costituita da numerosi elementi lignei privi di sistema di fissaggio, che diviene un racconto meticoloso sulla natura transeunte dell’essere, sul metamorfizzarsi della materia, sulla forma che si consuma fino a disintegrarsi.

 Davide Dormino, Lontanodentro #2.Courtesy of Eduardo Secci contemporary

Davide Dormino, Lontanodentro #2. 2013. Courtesy Eduardo Secci contemporary

Lontanodentro #2 di Davide Dormino invita ad una immediata interazione. L’opera di Dormino è una forma vitale, una panoplia di dotti di ferro che fibrilla nell’incessante urtarsi di due direttrici contrapposte: una forza centripeta che l’addensa in un nucleo-ricetto primigenio e una forza centrifuga che l’apre ad un indefinito apeiron.

In All Is Shining the Same Marzia Corinne Rossi dispiega un susseguirsi di elementi autoportanti in carta vetrata industriale pigmentata, materiale che connota la produzione dell’artista. L’alchimia del cromo, la testura delle epidermidi, l’ossessività del pattern contribuiscono a creare nello spettatore un’impressione di tormentosa malìa e di alterazione della percezione. Inaccessibilità di forma e materia caratterizzano l’opera di Diamante Faraldo; A nord del Futuro è un mondo rovesciato offerto allo sguardo subiettivo, un’obliquità intrisa di humor nero cui il richiamo dureriano restituisce la natura intrinseca di enigma.

Marzia Corinne Rossi, All is Shining the same.Courtesy of Eduardo Secci contemporary

Marzia Corinne Rossi, All is Shining the same, 2016. Courtesy Eduardo Secci contemporary

Infine, a chiudere la mostra è Andrea Nacciarriti che rinviene il nodo del proprio operare nell’indagine su fragilità e decantazione. In Cristallize #002 [matter] la furia della deflagrazione diviene audace atto prometeico. Così sfolgorata, la materia si libera dal proprio guscio ontico e s’apre ad una necessaria metavisione.

Diamante Faraldo, A nord del futuro. Courtesy Eduardo Secci contemporary

Diamante Faraldo, A nord del futuro, 2005/2007. Courtesy Eduardo Secci contemporary

Tensioni Strutturali #2
Davide Dormino, Diamante Faraldo, Andrea Nacciarriti, Marzia Corinne Rossi, Aeneas Wilder
a cura di Angel Moya Garcia

25 novembre 2016 – 11 febbraio 2017

Eduardo Secci Contemporary
Piazza Goldoni 2, Firenze

Info: +39 055 661356
www.eduardosecci.com

 

 

 

 

 

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