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MILANO | Spazio|22 | 23 novembre 2018 – 17 gennaio 2019

di MATTEO GALBIATI

Uno e tre spazi per Spazio|22 di Milano, interessante realtà multipla e condivisa di profilo internazionale per artisti e modalità espositive, dove coabitano la Federico Luger Gallery (FL Gallery) e la Galleria Pack e dove, nella project room, si alterna una galleria ospite che, fino al 17 gennaio prossimo, sarà protagonista Studio La Città. Tre mostre diverse, quindi, in questo ampio ambiente suddiviso in stanze in cui si possono intrecciare e confrontare, sempre nell’autonomia assoluta delle rispettive proposte, le visioni, gli orientamenti, gli interessi, le poetiche e le programmazioni che, in modo armonico, definiscono l’anima di questo luogo.

Peter Belyi, Source – Sorgente, 2018,
installation view of the exhibition “Source – Sorgente”, 2018, Galleria PACK, 23rd November 2018 – 17th January 2019 Courtesy the artist and Galleria PACK Photo-credits: Antonio Maniscalco

Alla fine dell’anno, ultima serie di eventi per il 2018, le tre mostre sono dedicate ad artisti di importanti esperienze internazionali che, tra pittura, fotografia, installazione, ci lasciano assaporare temi di stretta attualità e totalmente calati nella dimensione estetica ed etica del nostro presente.
Peter Belyi (1971) con Source – Sorgente (proposto da Galleria Pack) domina il grande spazio centrale della galleria con un’installazione site-specifc – capace quindi di rinnovarsi sempre mutando la propria conformazione ed identità, ma senza tradire il suo contenuto significante – con la quale l’artista russo, in coerente richiamo all’esplorazione sul valore metaforico dei materiali che sta conducendo con l’ultima sua produzione, propone un “torrente” di truciolato evocativo di acqua o petrolio che fuoriesce da alcuni barili, disperdendosi nell’ambiente. Il messaggio è quello di far riflettere sulle imposizioni del sistema globale, dei suoi sprechi obbligati dell’artificialità di meccanismi che inquadrano e vincolano le esistenze di uomini diversi. La riflessione che ci sollecita, guardando la “pozzanghera” fissata nel legno, è quella dedicata all’esaurimento delle nostre risorse e al profilarsi del nuovo destino dell’umanità che, senza utopie plausibili, nel post-industriale dovrà affrontare l’epoca (e le sue sfide) del dopo globalizzazione.

Franklin Evans, “selfportraitas”, 2018, installation view of the exhibition “selfportraitas”, 2018, FL Gallery, 23rd, November 2018 – 17th January 2019 Courtesy the artist and FL Gallery Photo-credits: Antonio Maniscalco

Federico Luger Gallery ci propone un nuovo ciclo di opere pittoriche di Franklin Evans (1967) che opera individuando, nel sotto traccia dei suoi dipinti, le presenze di opere di altri autori che si fanno “materiale” per le sue indagini.
Quotidianità, memoria storica ed artistica e latenti presenze di vario ordine e grado contribuiscono a caratterizzare il linguaggio dell’artista americano, capace di proiettare nell’oggi l’anima delle testimonianze lasciataci dalla storia e dall’arte. Per la personale milanese Evans sceglie di concentrarsi sul significato di un tema fondamentale nell’arte come quello dell’autoritratto: considerando il valore nel presente del selfie che, con l’affermazione prepotente dei vari social, ha finito per appianare il valore di questo genere nobile della trazione artistica, l’artista ci mette alla prova con la trama ricca di collegamenti delle sue opere per rinvigorire lo sguardo e farlo uscire della banalità delle immagini di rapido consumo. L’approccio interdisciplinare delle sue dichiarazioni pittoriche e la citazione di modelli genera una complessa e stratificato intreccio di chiavi di letture che stabiliscono nuove relazioni e nuove consonanze interpretative.

Mikhael Subotzky and Subodh Gupta, Mind Travels, 2018, installation view of the exhibition “Mind Travels”, 2018, Studio la Città as guest of SPAZIO22, 23rd November 2018 – 17th January 2019 Courtesy Studio la Città, Verona Photo-credits: Antonio Maniscalco

Studio La Città, galleria ospite della project room di Spazio|22, contribuisce all’alto livello delle precedenti proposte con Mind travels, mostra che si basa sul dialogo tra le opere di Mikhael Subtotzky (1981) e Subodh Gupta (1964). Da una parte abbiamo le foto del giovane artista sudafricano (Subtotzky) che, senza edulcoranti alterazioni, testimoniano la vita in un carcere di massima sicurezza e nella cittadina di Beaufort West dove sorge questa casa di pena. Tra emarginazione e sconfitta, facilità e tensione, vulnerabilità e brutalità, le fotografie ci regalano uno spaccato di forte e intensa umanità. Perno della mostra è la scultura dell’indiano Gupta che, con Dubai to Mumbai, pone l’attenzione sull’incessante flusso migratorio degli indiani. Ancora una volta l’artista sa definire nelle sue opere il senso dell’icona e dell’emblema che, pur in una vocalità ampia di mezzi espressivi, hanno sempre un potere evocativo immediato e diretto.
Tutte le mostre insistono sulla restituzione di altri punti di vista con cui osservare con maggior attenzione e più intenso senso critico la realtà del nostro tempo e la condizione del modo di oggi.

Peter Belyi. Source – Sorgente
in collaborazione con Hélène de Franchis
Galleria Pack

Franklin Evans. “Selfportraitas”
Federico Luger Gallery

e

Mikhael Subtotzky e Subodh Gupta. Mind travels
Studio La Città ospite di Spazio|22

23 novembre 2018 – 17 gennaio 2019

Spazio|22
Viale Sabotino 22, Milano

Orari: da martedì a venerdì 11.00-19.00; sabato 15.00-19.00 e su appuntamento

Info: +39 0236554554
info@galleriapack.com
www.galleriapack.com

info@flgallery.com
www.flgallery.com

info@studiolacitta.it
http://studiolacitta.it/

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