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Intervista ad Angela D’Amelio
presidente di ArtGallery Associazione No Profit

Un’avventura partita dal web quella di ArtGallery. Da galleria online a spazio espositivo, da comunicatori ad organizzatori di un premio dedicato all’arte giovane da promuovere diffondere e supportare con tutti i mezzi a disposizione. Angela D’Amelio presidente dell’Associazione No profit ArtGallery, già titolare dell’agenzia di comunicazione Carta e Matita, ci racconta come si è arrivati al contest che ha portato Lucas Racasse ad aggiudicarsi il primo Premio ArtGallery in mostra alla Galleria Campari di Milano dalla preview ad invito del 1 luglio fino al 15 luglio.
La prima edizione di un premio totalmente gratuito che mette in palio – al posto di denaro – visibilità, una mostra personale e un team strutturato come ufficio stampa. Una nuova sfida per promuovere i giovani talenti dell’arte…

Francesca Di Giorgio: Ci racconta la genesi di ArtGallery? Com’è avvenuto il passaggio dal web – da una galleria d’arte virtuale – a progetti più concreti dal punto di vista degli attori coinvolti e delle locations stesse?
Angela D’Amelio: Nel 2003 ho voluto fare qualcosa per i giovani e per l’arte. Non avevo budget a sufficienza per aprire una galleria d’arte, così ho trovato una soluzione nel web. Ho progettato un sito internet che simulasse una vera galleria d’arte, con le competenze della mia agenzia di comunicazione Carta e Matita – che si occupa proprio di comunicazione visiva e graphic design (il sito è visibile su www.associazioneartgallery.org  – sezione associazione > artgallery vintage).
Questa avventura è partita dal web. Ogni mese selezioniamo un artista fra i tanti talenti che si propongono, allestendo una mostra a lui dedicata nella nostra galleria virtuale. L’artista del mese è promosso dal nostro ufficio stampa. A fine mostra, regaliamo a ciascun artista un po’ di notorietà in più e la rassegna stampa a lui dedicata, frutto del nostro lavoro come ufficio stampa.
Il progetto è piaciuto a sponsor e appassionati, che ci hanno aiutato a portare le opere dei nostri artisti da una dimensione virtuale a quella fisica. È nata così la serie di mostre-evento “dalla rete alla tela” (www.associazioneartgallery.org/mostre.php).
Con il passare del tempo, siamo cresciuti. Fino a diventare, nel 2008, Associazione No Profit. Abbiamo sentito la necessità di fare qualcosa di più incisivo per trovare e promuovere un giovane artista di grande talento. Così, nell’ottobre del 2009, in collaborazione con l’AIPB (Associazione Italiana Private Banking) abbiamo dato il via alla Prima Edizione del Premio ArtGallery, un concorso internazionale gratuito per artisti che mette in palio una mostra personale per l’artista vincitore. Più di 800 artisti da tutto il mondo si sono iscritti. Un Comitato Scientifico – composto da importanti esponenti dell’arte e della cultura – ha eletto i primi tre classificati e dato una menzione speciale a una giovanissima artista, selezionandoli tra gli oltre 800 partecipanti. Sono artisti di grande talento che promuoveremo al meglio nel difficile mercato dell’arte.
È al via la mostra di Lucas Racasse, l’artista vincitore. La Campari ha messo a disposizione il suo nuovissimo Museo Campari e ci sta supportando anche nella comunicazione, affiancandoci con il loro ufficio stampa. Abbiamo inoltre due curatrici d’eccezione: Marina Mojana (storica d’arte antica, cronista di arte contemporanea per il Sole 24 Ore e direttore artistico del Museo Campari) e Lara Facco (critica d’arte e Responsabile Comunicazione dell’Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italia).

Quindi, da galleria online a luogo fisico di sostegno ed elaborazione di progetti artistici. Cos’è cambiato nel vostro approccio al lavoro?
Promuovere il premio è stato davvero molto complesso e faticoso. Questa volta abbiamo voluto fare le cose in grande. Questa per noi è una sfida, vogliamo davvero con tutto il nostro cuore che questo premio porti notorietà al giovane artista vincitore e per far questo tutto deve essere perfetto, tutto alla massima potenza, dobbiamo dare il meglio!
Abbiamo lavorato per un anno al nostro progetto e, da agenzia che si occupa di graphic design e immagine coordinata, abbiamo acquisito un know how eccezionale nell’ambito dell’organizzazione degli eventi e di ufficio stampa.
Abbiamo preso consulenti esterni a cui ci siamo sottoposti per un corso intensivo sulla gestione presente e futura del progetto.
Perché vogliamo che il Premio ArtGallery diventi negli anni un punto di riferimento per lanciare nuovi giovani talenti artistici.

Comunicare dovrebbe essere il pane quotidiano di un artista contemporaneo eppure si nota ancora una certa diffidenza nei confronti degli aspetti promozionali che il lavoro comporta. Quali competenze e supporti mettete a disposizione degli artisti che si avvicinano ad ArtGallery?
Per questo, abbiamo a disposizione tutte le competenze di Carta e Matita, che è anche main sponsor di ArtGallery. Offriamo tutti gli strumenti per comunicare sul web (sito, newsletter, banner, ecc…) e servizi di progettazione grafica (cataloghi, inviti, locandine, design per il web…). Abbiamo già collezionato molti premi di categoria per la realizzazione di questi materiali. Inoltre siamo in grado di organizzare un evento con attività di ufficio stampa e svolgiamo attività di fundraising.

Nella rete in progress che state costruendo affidate un ruolo fondamentale alla relazione tra il mondo del business e quello della cultura. In cosa consiste e com’è nata la collaborazione tra ArtGallery e l’importante gruppo bancario internazionale Maple Bank e l’Associazione Italiana Private Banking (AIPB)?
Partiamo da una considerazione: non esiste il no profit senza il profit! Per poter crescere e realizzare i sogni, occorre che qualcuno ci creda e ti sostenga. Fino ad oggi non abbiamo mai dato importanza alla parte finanziaria, ci siamo lanciati nel progetto sponsorizzando tutto noi come progetto di Carta e Matita. Poi siamo cresciuti, e oggi il Premio rappresenta per noi una bella sfida: promuovere giovani talenti artistici. Così abbiamo coinvolto anche l’AIPB per il lancio del Premio. Durante la cena annuale di AIPB si è presentata l’occasione ideale per presentare alle Private Bank questo progetto, nella speranza di trovare una Banca disposta a patrocinare e a promuovere la nostra iniziativa.
Con Maple Bank il rapporto è diverso. Con loro applichiamo già da molti anni una formula innovativa di “affitto di opere d’arte”. La loro sede è in una location veramente prestigiosa. Abbiamo chiesto loro di lasciare le pareti prive di quadri: ci pensiamo noi a selezionare per loro artisti che le possano riempire. In cambio, la banca riconosce esclusivamente all’artista un fee di noleggio mensile. I ragazzi sono molto contenti di questa forma di promozione. Esporre in questi locali offre loro, oltre al contributo economico mensile, la possibilità di vendere le loro opere.

In quest’ambito rientra anche il rapporto con l’azienda Campari che dal 2 al 15 luglio offre gli spazi della sua galleria al vincitore del primo contest ArtGallery…
Campari ha dimostrato come sempre di essere dalla parte dell’arte, di essere dalla parte dei giovani e di essere dalla parte di quegli imprenditori – un po’ sognatori ma molto realisti – che credono e combattono per la riuscita dei loro progetti. Di essere quindi dalla mia parte.

Il mondo dell’arte ha imparato a conoscere la formula del premio e del concorso soprattutto nel caso dei giovani. Cosa rende “alternativo” il vostro premio e in che senso può essere un appoggio continuativo alle ricerche artistiche?
Il nostro Premio è diverso da tutti gli altri intanto perché non regala soldi ma visibilità.
Il Premio ArtGallery vuole essere una tappa fondamentale nella carriera di un artista.
I premi, infatti, rappresentano tappe importanti che sanciscono il valore culturale di questa carriera. Conferiscono prestigio e segnalano la possibilità di una fama durevole, ecco perché, a partire dai prestigiosi membri del Comitato Scientifico, tutto è stato ai massimi livelli, per dare credibilità alle nostre scelte.
Personalmente mi sono ispirata a Peggy Guggenheim, che ci ha insegnato la tenacia, la perseveranza, l’amore per l’arte e quel pizzico di follia che permettono di ottenere l’impossibile.
Non è semplice, per un’associazione no profit trovare i mezzi per organizzare un concorso così ambizioso. 800 ragazzi iscritti mi hanno fatto pensare che c’era bisogno di questo premio, c’era bisogno di persone che, come me, avrebbero potuto dare un aiuto concreto a questi ragazzi – spesso di vero talento e sicuramente tutti molto preparati – che non riescono a trovare spazi per emergere.

Voi stessi siete stati insigniti di alcuni significativi premi, un buon inizio… ci sono nuovi progetti all’orizzonte?
Oltre al lancio del Premio, che sarà un appuntamento fisso per i prossimi anni, abbiamo un secondo appuntamento alla cena dell’AIPB. Consegneremo una targa ufficiale al vincitore, e proietteremo un videoclip a testimonianza di tutto il lavoro fatto finora.
Inoltre, a novembre il Centre Culturel Français all’interno del Palazzo delle Stelline ospiterà la mostra di un nostro artista e, entro l’anno, Altavia Italia ci darà la possibilità di allestire una bella galleria tutta nostra all’interno dei suoi bellissimi spazi sul Naviglio Pavese. Insomma, ne abbiamo in programma delle belle! Ma vi terremo sempre informati!

Il premio in breve:
Prima edizione Premio ArtGallery
Associazione ArtGallery
Via Orseolo, 3 Milano
Info: +39 02 58102678
www.associazioneartgallery.org

Lucas Racasse. Every day is picture day
Galleria Campari
Via Casiraghi 161, Sesto San Giovanni (MI)
Info: +39 02 62251
2 – 15 luglio 2010
Opening su invito giovedì 1 luglio 2010 ore 19.00

In alto da sinistra:
Angela D’Amelio Presidente Associazione ArtGallery con l’opera di Andy, Bowielinzay, acrilicofluo, cm 90×90
Roberta Segata, Le quattro stagioni, 2008, lambda painting on Dibond, cm 70×100, (seconda classificata Premio ArtGallery)

Sopra da sinistra:
Chiara Fersini, The little story of the key tree, stampa fotografica, cm 50×70, (seconda classificata Premio ArtGallery)
Lucas Racasse, Inferno, 2009, bootleg painting stampa su Dibond, cm 180×145, (primo classificato Premio ArtGallery)

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