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di MAURA BANFO

 

…e io chi sono in tutto questo spazio mare? mi ritrovo…mi perdo…mi racconto…mi allontano, e alla fine sento l’esigenza di fermare qualcosa che mi appartiene nel profondo, di aprirmi e mostrare il mio disordine, il mio tavolo di lavoro, il racconto di ciò che sono. Maura, 2021

 

La riflessione sulla natura (tutta, esseri umani compresi), che mi accompagna da sempre, è una riflessione che mi porta continuamente a pormi delle domande, perché in fondo la natura spesso ci è ostile, non ci cammina a fianco, anzi a volte cerca proprio di ostacolare il nostro cammino. Il mio diventa così un rapporto di necessaria condivisione e di rispetto, una sorta di convivenza. La osservo e ne sento la mancanza quando non c’è. Ma la natura spesso mi turba.

Maura Banfo, #esercizi di natura, 2022, stampa fotografica, cm 40×30, courtesy l’artista

Il mio lavoro è fatto di indagini, indago tutto ciò che ho attorno, osservo e sviscero fino a che trovo una soluzione a me consona per la restituzione finale. Contrariata tra una restituzione “che duri per sempre” e il desiderio di lasciare al caso.
Nel 2016, sprofondata in un buco nero, ho iniziato un percorso di analisi alla ricerca di me stessa, o meglio di qualcosa di me stessa che si era perso e del quale non trovavo più il senso. Ho riportato il mio corpo al centro, come su un foglio bianco, l’ho fermato lì, e da quel centro mi sono messa in ascolto, di me, degli altri, di me con gli altri, degli altri con me, delle mie fragilità e delle mie incertezze. Ne è nato un lavoro dal titolo L’Ascolto, un autoritratto. Il mio primo vero autoritratto. Ho cercato il suono del mare nell’incavo di una conchiglia e ho ascoltato. Il mare fonte di ispirazione e di ricerca, il luogo dell’infinito per eccellenza: il mare che porta con sé miti, leggende, musica, vita e morte, suono e silenzio. La conchiglia simbolo legato all’acqua, alla nascita, nuova vita/ri-nascita, un simbolo di viaggio verso l’altrove.

Il mare stesso è simbolo di viaggio, di distanza, di spazio immenso e profondo.

Il mio spazio mare è un progetto nato proprio dalla necessità di trovare uno spazio “immaginario” in un periodo di silenzio assordante, è uno spazio della mente, una forma di attesa, un contenitore momentaneo di ciò che siamo. È un ascolto allo stare.
Ho realizzato delle piccole wunderkammer, ipotetiche stanze delle meraviglie, che si sono arricchite giorno per giorno come delle scatole magiche a racchiudere il mio spazio di attesa, elementi della natura, voci, scritti, vecchie fotografie, oggetti provenienti da molti viaggi legati al mare, hanno successivamente trovato forma tra le forme, tra disegni, fotografie e piccole ceramiche.

Maura Banfo, Il mio spazio mare, 2021, stampa fotografica, cm 40×30, courtesy l’artista

Nella vita mi sono sempre vista un po’ come una sorta di alchimista, trasformo ciò che mi circonda, ogni cosa che arriva la osservo, la ribalto, la sviscero e (forse) per non farmi travolgere la trasformo. Ne indago il senso e la destinazione alla ricerca di un patto soddisfacente con il nostro ambiente di vita. Il mio invito a chi osserva è un invito ad una contemplazione universale, dove ognuno può rispecchiare la parte più profonda di sé stesso, interpretando senza filtri obbligati.

Il mio spazio mare è un diario intimo condiviso, senza filtri, è uno spazio che tiene unite le mie narrazioni per sovrascritture di memoria scomposta e oggetti di cui amo circondarmi ma che, allo stesso tempo, desidero poi lasciare andare alle loro nuove vite. Sono pagine preziose, ciascuna frutto della cura del pensiero, delle emozioni e della meraviglia con cui la realizzazione di questo progetto respira. Dove il mare resta ancora l’unico elemento neutro. Un diario da condividere, da liberare.

Maura Banfo, Il mio spazio mare, veduta della Galleria Riccardo Costantini Torino, courtesy l’artista

L’oro del mare è l’ultimo progetto a cui sto lavorando. Un omaggio al bisso, la seta naturale marina che si ottiene dai filamenti che secernono le Pinna nobilis, grandi molluschi conosciuti anche come nacchere.
La sua raccolta, oggi vietatissima, è una pratica femminile antica e sacra, che si tramanda come un sapere magico, lo raccoglievano e lo lavoravano le donne dell’acqua, sacerdotesse del mare. Parole misteriose ne accompagnano la filatura che è quasi una danza. Nasce da un canto. E anche se arriva dal mare, non è un suono di sirene, come sostiene Chiara Vigo, ultima detentrice di questa pratica e fondatrice del Museo del Bisso a Sant’Antioco, in Sardegna.

Maura Banfo, L’oro del mare, 2021, stampa fotografica ai sali d’argento/foglia oro, cm 26×20, collezione privata

Un filo d’oro che viene dal mare, un filo di connessione con l’altro da sé, uno sguardo e un’attesa rivolti sempre verso la riva opposta, indagando un nuovo ascolto di un silenzio, oggi più che mai, un silenzio assordante che ci immobilizza nell’impotenza di un evento che sta ponendo quesiti all’umanità intera. Domande senza risposte.
Oro, elemento stabile e eterno, Oro come luce del mare, Oro antico, primordiale, metaforico, materico, etereo, che accompagna il mio lavoro dai primi passi.
Fotografie in bianco e nero con interventi in foglia d’oro sono l’inizio di questo nuovo viaggio, per nuovi mari, accompagnate anche da una poesia di Chiara Vigo scritta appositamente per il mio progetto.

Acqua
Scorre leggera e pura
Anima di luce
Per chi vuole essere, amare e tessere il filo che da essa sorge….
Messaggio di pace per tutte le genti…
Amore infinito
Dal telaio della vita
Di dolce ricordo…di vite passate ma vive
Nell’anima mia.
Chiara Vigo, 2021

 

Maura Banfo

Maura Banfo, Torino 1969. Dopo anni d’irrequietezza “vagabonda” ad esplorare il mondo, trova nella sua città natale il proprio “nido” dove inizia una ricerca attraverso la fotografia come linguaggio predominante. Il lavoro di Maura Banfo dagli anni Novanta a oggi, ha segnato delle tappe importanti nel sistema dell’arte contemporanea italiana, con uno sguardo e una presenza significativa anche in ambito internazionale.
Maura Banfo ha sempre subìto la fascinazione della materia: nella sua ricerca pluridecennale – costellata di mostre, residenze d’artista e molti riconoscimenti – ha attentamente indagato osservando la realtà, a partire dagli oggetti che la circondavano e decidendo di restituirli con il mezzo fotografico come nuove entità spogliate del loro significato, architetture da esplorare, entità da osservare sotto punti di vista inediti per aprirli a nuovi codici di senso. La sua forza sta nel mantenere ben riconoscibile la propria impronta creativa e la propria poetica, ma in una continua scoperta di nuove sfaccettature e punti di vista: sebbene prevalga una preferenza per la fotografia, lavora con padronanza anche con il video, il disegno e l’installazione. Le sue opere sono presenti in molte collezioni private e pubbliche.
Nel 2018 insieme alle artiste Annalisa Cattani e Susanna Ravelli forma il collettivo MANÙS, progetto artistico e di ricerca indipendente. Ne nasce così un progetto editoriale, un tabloid cartaceo, uno “spazio” per contenere un’opera collettiva in progress dove le parole sono il collante per una produzione di pensiero critico e condiviso. www.maurabanfo.com

Leggi qui i contributi delle artiste invitate in Open Dialogue: www.espoarte.net/tag/open-dialogue/

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