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ROMA | Fondazione Filiberto e Bianca Menna  e Lavatoio Contumaciale | 12 aprile – 12 luglio 2023

di NICOLETTA PROVENZANO

«Il chronos è ciò in cui vi è kairόs e il kairόs è ciò in cui vi è poco chronos [chronos esti en ho kairós kai kairós esti en hō ou pollos chronos]» ricorda Agamben ne Il tempo che resta citando il Corpus Hippocraticum: tra Kairos e Chronos la contemporaneità si fa relazioni tra passato e presente, un incontro tra l’avvenire di ieri che trova appuntamento nell’oggi, così la mostra Occasioni del Tempo della Fondazione Filiberto e Bianca Menna – nata nell’ambito del progetto del PAC2021 – Piano per l’Arte Contemporanea  e a cura di Antonello Tolve e Stefania Zulianinella sede romana della Fondazione e nel Lavatoio Contumaciale, attraversa un arco temporale disteso fatto degli incontri e di occasioni che tracciano una collezione d’arte densa di storie, di amicizie, di stima, di temperamenti artistici diversi, oggi vibranti nel dialogo reciproco, eclettico e trasversale.

Lavatoio contumaciale, piazza Perin del Vaga, Roma, installation view, courtesy Fondazione Filiberto e Bianca Menna

Le opere della collezione introducono ad un viaggio in una storia e in un mondo dell’arte che si evidenzia nel suo flusso e nella sua organicità complessa, nella pluralità e molteplicità di linguaggi coincidenti con la contemporaneità nella scissione di una diacronia lineare, nella frattura o discontinuità che consente l’incontro tra tempi e generazioni.
L’esposizione, orchestrata nei due spazi romani, ospita un piccolo nucleo del patrimonio artistico dei coniugi Menna presentando opere del panorama artistico caratterizzante gli anni ’70 e ’80: Vincenzo Agnetti, Renato Barisani, Tomaso Binga, Dadamaino, Salvatore Emblema, Piero Gilardi, Emilio Isgrò, Maria Lai, Ketty La Rocca, Renato Mambor, Fabio Mauri, Antonio Passa, Pino Pinelli, Vettor Pisani, Enrico Pulsoni, Bernard Venet, Claudio Verna, Michele Zaza.

Dadamaino, Costellazioni, 1986, china blu su carta, 36×24 cm e china rossa su carta, 34,5×25 cm, Occasioni del tempo, installation view, courtesy Fondazione Filiberto e Bianca Menna

Le due opere Costellazioni di Dadamaino accompagnate da una lettera dell’artista, rivelatrice del rapporto di stima e fiducia, di intesa e d’amicizia con i Menna, aprono lo sguardo verso un’atmosfera cosmica vibratile ed energica, disseminata e rarefatta, in cui il segno procede lungo la superficie in aggregazioni e dissolvenze, tanto pure quanto disperse e inafferrabili.

Tano Festa, Rosso e Nero, 1962, acrilico su carta, 42×59 cm, courtesy Fondazione Filiberto e Bianca Menna

Nel Rosso e Nero di Tano Festa la violenza cromatica conduce in un contrasto ardente, in una realtà tangibile che si pone come cesura inquieta e in bilico, implacabile e spontaneo, co-appartenente a dualità intrinseche nell’umano.
Ketty La Rocca in You-You ritratto di Filiberto Menna dedica allo storico dell’arte la moltiplicazione di sguardi e identità, del sé e dell’altro, del tu e del voi, nella seconda persona singolare/plurale del pronome personale You: una foto che afferma e sfoca i confini, delineandoli nel segno scritto.

Ketty La Rocca, You-You ritratto di Filiberto Menna, 1973, inchiostro su fotografia, 12×17,5 cm, courtesy Fondazione Filiberto e Bianca Menna

Nell’assolutezza del rosso dell’opera Mao Tze-Tung (al centro) dorme nel rosso vestito di rosso di Emilio Isgrò, la simbologia ideologica traccia la storia comunista nella cromia espressiva simulacrale che la identifica oltre la sfera della rappresentazione.

Emilio Isgrò, Mao Tze-Tung (al centro) dorme nel rosso vestito di rosso, 1974, litografia, prova d’autore II_X, 50×70 cm, courtesy Fondazione Filiberto e Bianca Menna

Tomaso Binga con Domus aurea. Alfabeto poetico monumentale rivolge la semantica e il modello culturale dei segni alfabetici in corpi segnico-grafici che riscrivono il linguaggio, scardinandolo dalla rappresentazione egemone della maschilità per una soggettività corporea femminile, autonoma, autodeterminante e significante.

Lo scorrevole di Vettor Pisani – nella versione che cita il ritratto fatto da Man Ray a Meret Oppenheim – congiunge, ricompone e riforma erotismo e crudeltà, maschile e femminile, attrazione e volontà, dominio e sottomissione, corporeità e meccanica, che divengono soglia ambigua, magnetica e ritualistica.

Vettor Pisani, Lo scorrevole, 1972, fotografia su cristallo, 76×116 cm, Occasioni del tempo, installation view, courtesy Fondazione Filiberto e Bianca Menna

La mostra Occasioni del tempo, nella volontà di esporre al pubblico un nucleo delle 270 opere della collezione Filiberto e Bianca Menna è un primo passo e uno slancio verso il desiderio di far nascere a Salerno un museo d’arte contemporanea, così da creare un punto nevralgico per le arti nella città natale di Bianca Menna, in cui ha sede principale la Fondazione: una lungimiranza e un amore per l’oggetto artistico che si ritrova nell’azione collezionistica in grado di leggere e interpretare il tempo, di curarsi del destino dell’opera; come scriveva Walter Benjamin nel testo Estraggo la mia biblioteca dalle casse. Discorso sul collezionismo: «Per il vero collezionista, in ogni singolo pezzo della sua collezione tutto si fonde in una enciclopedia magica, il cui significato sta nel destino di quell’oggetto. È proprio qui, in questo ambito assai ristretto, che si intuisce come i grandi fisiognomici – e i collezionisti sono i fisiognomici del mondo oggettuale – si facciano indovini e veggenti».

 

Occasioni del tempo. Opere della Collezione Filiberto e Bianca Menna
a cura di Antonello Tolve e Stefania Zuliani

12 aprile – 12 luglio 2023

Fondazione Filiberto e Bianca Menna
Via dei Monti di Pietralata 16, Roma

Lavatoio Contumaciale,
Piazzetta Perin del Vaga 4, Roma

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, ore 10.00-14.00

Info: +39 089 254707 | +39 340 1608136
www.fondazionemenna.it

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