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INTERVISTA DI VIVIANA SIVIERO

L’Accademia Filarmonica di Casale, propone l’eleganza e l’originalità calorosa di Mirco Marchelli, per il primo appuntamento relativo alla programmazione di arte visuale contemporanea. Stato, Participio Passato, il titolo della mostra, che vuole celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, attraverso un nutrito gruppo di opere che hanno come leitmotiv il tricolore, utilizzato come fosse medium materico, per riflettere sull’idea di patria senza discussione o idealizzazione alcuna, ma piuttosto attraverso un pensiero agrodolce che fissa la propria condizione sociale attraverso la bandiera, simbolo iconografico fra i più potenti. Mirco Marchelli mostra così uno spaccato scelto della sua immensa produzione delle meraviglie e realizza una nuova straordinaria mostra, che si avvale della collaborazione della galleria Cardelli & Fontana di Sarzana; in poche parole e per “rubarle” all’artista, un’esposizione adatta a chi, come lui, pur adorando le certezze, ama scoprire ciò che sposta l’attenzione un po’ più in là…
L’11 giugno poi, a ravvivare l’evento, un appuntamento originale quanto interessante: il Palazzo delle Muse, che ospita la mostra, farà da cornice ad un concerto dal titolo
Che Verdi Canti con musiche di Mirco Marchelli e diretto da Giuseppe Garbarino con i cameristi dell’orchestra classica di Alessandria.

Viviana Siviero: Mirco Marchelli, Stato, Participio Passato: che significato particolare hanno queste tre parole per te e quale relazionate le une alle altre?
Mirco Marchelli:
Lavoro in serie di serie di lavori, speculari e di rimando ma spesso resto di fronte a quel che succede già da sé e più che altro, algebrico, risulta agli occhi miei, dover interferire. Ed io interferisco nell’equilibrio della verticalità rendendo stazionario il mio pensiero, reale o figurato che sia. Cerco certezze ma adoro scoprire tutto ciò che sposta l’attenzione un po’ più in là, quindi stato, participio passato di stare, è una delle ipotesi di quella che potrebbe essere indicata come la malattia originaria o modus vivendi di una condizione in cui mi riconosco.

Una mostra che si collega in qualche modo al 150° compleanno dell’Italia: cosa pensi del nostro Paese e della sua arte? Cosa significa essere un artista italiano oggi e quale direzione sta prendendo l’arte secondo te?
Dico soltanto che penso più a ieri che ad oggi e a quel che sarà della storia e sarò io in essa. Perché oggi, di sicuro c’è chi fa grandi cose e se non mi è dato di percepirlo, la colpa è senz’altro mia. Ma a mia discolpa cito i tanti inconsapevoli che han dato contributi all’unità da salvaguardare, oggi come del resto l’arte.

Al centro dell’esposizione, che si snoda nello scenario bellissimo e insolito dell’Accademia Filarmonica, la bandiera, elemento ricorrente nella tua pratica artistica: cosa rappresenta e come la utilizzi? Ci racconti la mostra?
Forma, contenuto, rigore estetico e pure etico, memoria collettiva condita all’intima celebrazione di una liturgia laica, enfatica e ridotta, colta e musicale, amabile e concisa, invisa e malaccetta a tutto ciò che poi contenga l’oggetto stesso del contendere odierno come l’esposizione stessa ci racconta, vista la collocazione fisica ed anche storica del palazzo che la ospita.

Il prossimo 11 giugno si terrà un concerto con tue musiche… Non conoscevo questa tua altra capacità. Ci racconti da cosa nasce e come si relaziona alla tua comune pratica artistica e in questo caso specifico alla mostra?
Trascorsi bandistici fra sinfonie e arie d’opera hanno contribuito assai allo sviluppo della mia pratica creativa, alimentando altresì desideri compositivi variegati, che vanno appunto dalla nostra tradizione alle avanguardie storiche, passando per un gusto musicale decisamente mitteleuropeo, incisivo altrettanto nella scelta di modelli pittorici dichiaratamente congeniali a chi del resto capita di esporsi in dichiarazioni d’amore, tanto d’apparir ad occhi altrui un “farfallone amoroso dentro una macchina per cinguettare”.

A cosa stai lavorando in questo momento? Puoi anticiparci qualche progetto per il futuro?
Procedo a tentoni, soffro di pensiero breve, godo di lunghe pause. Amo far la bella statuina in omaggio a fatti ai quali non sono ancora preparato. Comunque conto di esserci.

La mostra in breve:
Mirco Marchelli. Stato, Participio Passato
Accademia Filarmonica di Casale – Palazzo delle Muse
Casale Monferrato (AL)
Info: +39 0142 452269
www.filarmonica-casale.com
www.cardelliefontana.com

Inaugurazione giovedì 5 maggio dalle 18.30
5 maggio – 30 luglio 2011

In alto:
Ritratto di Mirco Marchelli all’Accademia Filarmonica di Casale
In basso, da sinistra:
“Stato, participio passato”, 2008, 
installazione 
cm 200x200x8 + sgabelli e riviste
“Stato, Participio Passato”, 2011, tecnica mista, cm 82×56

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