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ROMA | White Noise Gallery | Fino al 25 maggio 2019

di DAVIDE SILVIOLI

Entrandovi, un’invisibile magnetismo sembra pervadere gli ambienti della White Noise Gallery di Roma. Sono le opere di Milena Rossignoli che creano una tensione silenziosa, una reciprocità di impalpabili forze d’attrazione e repulsione, tale da sospendere il tutto in una condizione di equilibrio apparentemente perfetto ma che, come da un istante all’altro, sembra debba essere sovvertito da un’imminente reazione. Il titolo della personale in questione, Limiti di curvatura, a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti, allude difatti alla capacità dell’artista di indagare il senso della soglia, della sopportazione, dello sforzo massimale; dunque del limite.

Veduta della mostra Milena Rossignoli, Limiti di curvatura, White Noise Gallery, Roma

L’autrice, per impostare le sue ricerche, si serve prevalentemente di elementi extra-artistici, mostrandosi pertanto distante dall’operare tradizionale sia nei mezzi che nei procedimenti, attribuendo al risultato finale una carica espressiva subliminale e, indubbiamente, dotata di una straordinaria energia potenziale endogena. L’allestimento, volutamente mimetico al fine di raccordare il grado di percezione dello spazio ospitante alla frequenza di lettura dei lavori presenti, svolge in tale circostanza un’importante funzione di identificazione e congiunzione, andando a valorizzare le qualità estetiche di ciascuna opera e ponendola in rapporto con le altre tramite la loro intrinseca facoltà di instaurare nessi intangibili. Questi si alimentano di agenti immateriali quali gravità, tensione, equilibrio, leggerezza, luminosità, volumetria e tempo. Si vedano, quindi, come ravvisabile in mostra, i modi attraverso cui tali variabili sovrintendono l’attività creativa dell’artista, declinandosi e calibrandosi secondo combinazioni disparate.

Milena Rossignoli, Curva di luce, plastic, wood, iron cable, 400×300 cm

Curva di luce è un intervento di grande raffinatezza, dove il corpo dell’opera, ottenuto in plastica parzialmente trasparente, è suscettibile sia al variare dell’illuminazione sia allo spostamento dell’aria circostante. Decollo articola un legame di dinamiche tacite e in proposizione continua, istituendo un’antitesi senza soluzione fra senso ascensionale e discendente, generando così complementarietà tra le due istanze in gioco, in cui tutto, nonostante ciò, sembra sul punto di destrutturarsi. È proprio quest’ultima impressione a prevalere sull’insieme di impulsi che caratterizza l’intervento dove la proprietà elastica di una componente semi-rigida è spinta al suo acme più prossimo alla rottura definitiva, senza mai raggiungerla completamente. Dirigendosi verso la sala sottostante si è come immersi in un’atmosfera più quieta, dove il denso sovrapporsi delle succitate forze impalpabili, sembra affievolirsi convergendo verso un unico punto fisico fino a trovare stabilità nell’esile corpo di Resistenza I, elaborazione ricalcante le sottili fisionomie di un aquilone di epoca Edo, qui iconizzato nella totale stasi derivante dagli effetti della simultaneità, uguale e opposta, di trazione e resistenza, di causa e effetto.

Milena Rossignoli, Decollo, dimensioni variabili, carbon, rope, wax, clay, 2019 (dettaglio)

In più, in conseguimenti quali Limiti di curvatura o Aria, cemento, cemento, è denotabile la perizia dell’artista nel commisurare in una medesima realizzazione elementi dalle prerogative differenti come, nella fattispecie, legno, cemento, plastica e polistirolo, valorizzandone le peculiarità meno ordinarie e organizzandoli in un alfabeto dalla natura concettuale suggerendo, inoltre, consonanze con alcuni esiti poveristi nonché, nelle Expansión vertical, analogie con certi esempi dell’Antiform tali da contestualizzare la ricerca di Milena Rossignoli in un alveo disciplinare di ampia estensione sia cronologica che stilistica. La sua, come il taglio dell’esposizione sottende, è un’investigazione che, similmente all’asintoto, si avvicina indefinitamente alla propria possibilità di compiutezza (limite) senza mai ottenerla poiché, proprio in tale momento interstiziale, trova la sua ragion d’essere.

Veduta della mostra Milena Rossignoli, Limiti di curvatura, White Noise Gallery, Roma

Milena Rossignoli. Limiti di curvatura
a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti

23 marzo – 25 maggio 2019

White Noise Gallery
Via della Seggiola 9, Roma 

Info: +39 06 6832833
info@whitenoisegallery.it
whitenoisegallery.it

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