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MILANO | Gallerie d’Italia – Piazza Scala | Fino al 18 marzo 2018

Intervista a OMAR GALLIANI di Matteo Galbiati

Le Gallerie d’Italia – Piazza Scala a Milano, in occasione della mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri, hanno voluto proporre anche la monografica Intorno a Caravaggio che ha per protagonista Omar Galliani (1954), artista le cui opere rendono chiaro omaggio al dialogo, alla reciprocità e alla sua passione verso il maestro Seicentesco.
Il rapporto con il Merisi, del resto, è stato gradiente fondante del lavoro di Galliani fin dagli inizi della sua fortunata avventura artistica: originalissimo e peculiare interprete del nostro tempo, l’artista ha legato il suo fare, fatto di un disegno avvincente che si anima tra un chiaro-scuro capace di avvolgere con la sua diafana bellezza lo sguardo di chi osserva, all’esperienza caravaggesca, verso la quale ha un debito di sentimento e di forma, di contenuto e di potenza evocativa, che ne hanno ispirato il suo potente segno.

Omar Galliani. Intorno a Caravaggio, veduta della mostra, Gallerie d’Italia – Piazza Scala, Milano

Omar Galliani. Intorno a Caravaggio, veduta della mostra, Gallerie d’Italia – Piazza Scala, Milano

Tra opere giovanili e il Rosso cadmio per Caravaggio, recentissimo ciclo inedito di lavori presentati per questa occasione, il percorso della mostra mette in luce differenze e analogie tra i due artisti, caricandone l’esperienza di forti e magiche suggestioni determinate da una vicinanza e un confronto diretti e prossimi.
Il valore simbolico della luce, le interpretazioni spaziali, l’importanza della suggestione dei materiali e le trasfigurazioni formali delle immagini portano Galliani a rendere significati inediti dell’espressività caravaggesca cui si ispira, accostandosi ad una lettura personalissima e, per questo, di forte pathos espressivo ed emotivo.

Galliani e Caravaggio un confronto interessante e appassionante: cosa vi accomuna? Cosa ti affascina della sua opera? Cosa ha rappresentato o rappresenta per te e la tua ricerca?
Cosa accomuna tempi, luoghi, poetiche apparentemente così lontane? Tutto e niente così come la pittura o il disegno possono dirci del mondo, di noi stessi, degli altri… Tutto o niente. Caravaggio ha tagliato i ponti con la pittura precedente, o a lui contemporanea, svestendola degli accessori o delle iconografie stanche e ripetitive.
Cosa possiamo fare oggi quando l’omologazione dei linguaggi e delle immagini si reggono soltanto sullo stupore di un attimo… Disegnare, dipingere consapevoli della ferita ancora aperta che l’opera rappresenta, presenza di un tempo lontano ma ancora vivo, pulsante.
In questa mostra alle Gallerie d’Italia sono presenti alcune mie opere dedicate a Caravaggio realizzate alla fine degli anni ’70 quando imperversava il concettuale e il mio lavoro si reggeva su di un sottile filo tra disegno disegnato e pittura dipinta, in cui la riflessione sul gesto e l’attimo trovavano nel materiale la propria radice evocativa.
Non esiste un solo disegno attribuibile a Caravaggio, il mio lavoro allora già si mostrava attraverso il disegno con cui cercavo di sincronizzarmi sulla “pennellata” del Merisi. Operazione vana e impossibile… disegnare l’attimo, la materia pittorica, trascinare per ore una matita per raggiungere l’intensità di una pennellata che vira rapidamente dalla luce all’ombra. In quegli anni riflettevo su ciò che sembrava a tutti ovvio e mi ripetevano, “lascia stare il passato, il passato è passato”. Io ero presente ed ero consapevole della mia contraddizione. Caravaggio dipingeva un tempo che ancora nessuno conosceva ed era già il tempo di “domani”. Quale è oggi il nostro tempo?
Esiste davvero un presente che sia indenne dal passato? Il tempo della pittura e del disegno sono ancora qui e ne stiamo parlando.

Omar Galliani, Pathos, 1997, matita su carta, collage 156x107 cm

Omar Galliani, Pathos, 1997, matita su carta, collage 156×107 cm

In mostra è presente il nuovo ciclo intitolato Rosso cadmio per Caravaggio che hai realizzato proprio per l’occasione: quali sono le caratteristiche di queste opere, come si inseriscono nel quadro della tua ricerca di cui sono l’apice? Quali aspetti e riflessioni nuove ci presentano?
Due grandi nuove opere girano attorno alla Sant’Orsola di Caravaggio, un dittico e un trittico. Il primo, il dittico, è un olio su tela in cui il bianco di titanio si fonde con il nero di vite e un rosso cadmio avvolge completamente il resto dell’opera. Ogni anno in inverno mi concedo un grande dipinto ad olio riponendo la grafite. In questo caso è toccato a Caravaggio riaccendere il “desiderio” ed è stato ancora una volta l’attimo ad innescare il contatto. Di quest’ultima opera del Merisi si è scritto tanto, ma un dettaglio mi ha stupito e coinvolto, la lettera ritrovata di colui a cui fu affidata l’opera appena dipinta a Napoli e fresca di vernice ad asciugare d’estate al sole con la conseguente abrasione della pittura. Tutto questo qualche settimana prima della sua morte a Porto Sant’Ercole. Un’opera in cui lo stupore della Santa per la freccia nel seno si fonde con la ferita inferta all’opera da un banale incidente. Cosa ancora poteva regalarci Caravaggio con questa tragica ferita? Soltanto la migliore letteratura o cinema potrebbero eguagliare questo dramma nel dramma tra pittura dipinta e vita vissuta. La seconda opera interamente disegnata a matita ci pone davanti allo specchio in cui Caravaggio specchiava i suoi modelli. Un’immagine è nitida, l’altra sfuggente, al centro un cuore rosso cadmio, polvere rossa a formare un cuore trafitto da una fede d’oro. Un matrimonio tra la Santa e il cielo sottraendosi all’uomo che la sta uccidendo, Attila. Non è forse l’opera meglio dipinta da Caravaggio, ma è certamente la più struggente in cui il tocco rapido, veloce, trattiene la commozione del soggetto e non risparmia nulla all’emozione. Un’opera sublime nella sua disarmante semplicità.
Quest’opera è il suo testamento umano e artistico.

Le Collezioni delle Gallerie d’Italia annoverano il meraviglioso Martirio di Sant’Orsola, ultima opera del Merisi: cosa significa per te accostarti a questo capolavoro e come hai dialogato con quest’opera? Quali valori cogli, in generale, nella sua opera nel suo complesso? Come li proietti nel nostro presente attraverso le tue?
Cogliere questa sfida è stato all’inizio esaltante, poi ti interroghi su cosa puoi dire o fare che già non sia stato detto sull’artista che forse più di ogni altro oggi il mondo guarda con tanta  attenzione, partecipazione, ammirazione. Il suo successo trascende il tempo diventando contemporaneo alla stregua dei nomi degli artisti oggi più vezzeggiati. Quando si vive in tempi di crisi come il nostro e non soltanto economica, ma di idee, la storia ci presenta il conto e se hai coscienza dei tuoi mezzi e non sei ancora omologato da facili campionature poetiche isolati e porta avanti la ricerca, abita la tua trincea. Caravaggio a Roma in quel tempo era un isolato, viveva della sua differenza, distanza e questo lo ha reso unico, irripetibile, irraggiungibile. Poi la vita come un fiume in piena lo ha travolto mischiando il colore al sangue. Oggi viviamo appiattiti su fragili schermi di indifferenza, traditi dall’illusione dell’esserci qui e altrove nello stesso tempo cedendo poi all’ossessione devastante del divenire. Caravaggio non progettava le sue opere, non pensava al futuro, viveva il tempo, le opere erano dentro, questa è la differenza sostanziale tra noi e lui. Questo mi ha detto Caravaggio.

Omar Galliani, Rosso cadmio per Caravaggio, 2017, olio su tela, 100x200 cm

Omar Galliani, Rosso cadmio per Caravaggio, 2017, olio su tela, 100×200 cm

Dopo questo impegno quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti?
La Galleria Nazionale degli Uffizi presenterà, a primavera, un mio grande autoritratto a matita per la collezione degli autoritratti del Corridoio Vasariano.

Omar Galliani. Intorno a Caravaggio
in occasione della mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri

20 dicembre 2017 – 18 marzo 2018

Gallerie d’Italia
Piazza della Scala 6, Milano

Orari: da martedì a domenica ore 9.30-19.30 (ultimo ingresso alle 18:30); giovedì ore 9.30-22.30 (ultimo ingresso alle 21.30); chiuso il lunedì e il 25 dicembre;
Ingresso intero €10.00; ridotto €8.00; ridotto speciale €5.00; gratuito per le scuole, minori di 18 anni e ogni prima domenica del mese

Info: Numero Verde 800167619
info@gallerieditalia.com
www.gallerieditalia.com

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