Non sei registrato? Registrati.
LODI | Platea | Palazzo Galeano | 9 giugno – 31 agosto 2021

Intervista a CLAUDIA FERRARI, CARLO ORSINI e FRANCESCA GROSSI di Matteo Galbiati

Con la performance pubblica e la grande installazione fotografica Trionfo dell’Aurora Marcello Maloberti (1966) ha voluto omaggiare la sua città avviando l’attività di Platea | Palazzo Galeano, una nuova associazione culturale che, nata nel pieno della pandemia, ha per obiettivo quello di sostenere l’arte dei nuovi artisti emergenti che si alterneranno in questo spazio peculiare, vera e propria vetrina sulla città. In occasione dell’evento inaugurale di Maloberti – cui seguiranno quelli di alcuni suoi studenti da lui segnalati – abbiamo riunito le tre testimonianze di personalità chiave per la progettualità dell’associazione Platea | Palazzo Galeano: la presidente Claudia Ferrari; il direttore artistico, Carlo Orsini; Francesca Grossi che, giovane allieva di Maloberti, coordina gli interventi dei primi quattro giovani artisti che, da settembre a dicembre, animeranno lo spazio dell’associazione. Scopriamo con loro storia, progettualità e finalità di Platea:

Marcello Maloberti, Trionfo dell’Aurora, azione performativa Courtesy l’artista e Platea Palazzo Galeano Foto Tspace Photo

Cosa vi ha spinto ad istituire Platea | Palazzo Galeano? Chi la compone, chi l’ha voluta?
Claudia Ferrari – Platea nasce da un’idea di 5 amici ognuno con un talento e una visione diversi il cui incontro ha dato vita a questa bellissima esperienza. Credo che ognuno di noi abbia visto in questo progetto un’opportunità e ne abbia dato la propria lettura, c’è un’anima sociale e un’anima più artistica e intellettuale.
Quando ho proposto l’idea, Carlo Orsini, architetto esperto d’arte ha subito accettato con entusiasmo, intuendo le potenzialità di Platea e mettendo a disposizione le proprie conoscenze; Luca Bucci, architetto ha progettato la vetrina e seguito i lavori; Lorenzo Bucci, giovane artista, ha insistito perché le/gli emergenti fossero al centro; Laura Ferrari, imprenditrice e collezionista ha messo in gioco la propria professionalità; Gian Corsi, serio professionista è il nostro tesoriere.
Fondamentali sono poi stati Raffella Cortese, che ha creduto nel nostro progetto e ci ha sostenuto e Marcello Maloberti che ci ha regalato il nome Platea e ha fatto suo il progetto.

La nuova associazione nasce, quindi, nel 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica, è la vostra risposta resiliente a questo periodo di chiusura? Volete che ci sia un coinvolgimento diverso della popolazione e del pubblico in generale? Quali intenzioni volete che valgano come principi fondanti?
CF – Platea come idea nasce alla fine del 2019 prima delle vacanze natalizie, ma è cresciuta in epoca di lockdown, e quindi è la nostra risposta resiliente, perché non ci siamo mai fermati. Abbiamo lavorato con le belle arti per avere i permessi del caso; abbiamo coinvolto Raffaella Cortese e Marcello Maloberti; selezionato i giovani artisti, sfidando in qualche modo il Virus, che ci ha rallentati, ma l’idea di poter comunque dare una vetrina di arte sempre accessibile dalla strada, è diventata ancora più forte.
Proprio questa possibilità e accessibilità così immediata delle opere d’arte è al centro della nostra visione, chiunque, non importa quale sia l’età o l’interesse personale, vede la vetrina e l’opera esposta, dagli studenti che frequentano la biblioteca, (di fronte alla vetrina) alle signore che fanno la spesa al mercato nella piazza accanto, alle famiglie che attendono l’autobus alla fermata a fianco di PLATEA un pubblico eterogeneo, non sempre avvezzo all’arte contemporanea.
Stiamo anche organizzando delle serate ‘per strada’ di fronte alla vetrina, incontri sull’arte con esperti e artisti, gli incontri sono aperti a tutti gratuitamente e senza necessità di iscrizione.
L’idea di coinvolgere gallerie e artisti di primo piano che facciano da numi tutelari ai giovani è utile per dare visibilità e credibilità al progetto, e per mantenere alta l’attenzione non solo a livello locale, ma anche nazionale.
Platea nasce per promuovere l’arte contemporanea a Lodi e per dare uno spazio ad artisti emergenti. La nostra è una proposta accessibile, aperta, non elitaria, di qualità. Questi sono i principi fondanti.

Marcello Maloberti, Platea, poster

Quali saranno le direttrici e l’orientamento dell’Associazione per il futuro dopo questo primo inizio?
CF –  Stiamo lavorando per la programmazione delle mostre dei prossimi anni.
Resta centrale la volontà di promuovere i giovani artisti e quindi ripeteremo ogni anno la combinazione galleria/artista nume tutelare e, a seguire, quattro giovani emergenti per il periodo primaverile ed estivo; mentre nei mesi invernali stiamo valutando collaborazioni con artisti e gallerie su progetti singoli.

Lo spazio di Platea | Palazzo Galeano è inaccessibile, ma è fruibile sempre, giorno e notte, aprendosi come vetrina sulla città: cosa ha motivato questa particolare scelta?
Carlo Orsini – L’idea di uno spazio inaccessibile ma sempre visibile per la fruizione di un’opera d’arte nasce da una riflessione sul rapporto tra arte pubblica ed arte per il pubblico; intendendo con arte pubblica un artefatto che ingombra lo spazio pubblico e si impone fisicamente alla presenza dello spettatore, abbiano cercato di optare per un’arte per il pubblico in cui il passante frettoloso che cammina nel centro di Lodi incontra l’opera d’arte con un “incidente di sguardo” all’interno di un tabernacolo con una sua profondità ed intimità, che obbliga ad un “incidente di tempo”: fermarsi a guardare l’opera, dedicare anche pochi secondi ad essa è un modo di invitare alla fruizione dell’arte per innescare un pensiero, che in altro modo non si sarebbe generato.

Perché avete scelto il progetto Trionfo dell’Aurora di Marcello Maloberti per avviare il vostro format?
CO – Essendo Marcello Maloberti un artista che ammiro e che seguo da molti anni, apprezzando la sua poetica diretta e la sua attitudine performativa, conoscendo la sua propensione alla trasmissione della sua pratica artistica agli studenti della NABA dove insegna, mi sono rivolto a lui per la selezione dei giovani artisti da sostenere nel progetto Platea (artisti che esporranno in seguito a questa mostra). Da li è nata l’idea di utilizzare una sua opera come inaugurale dello spazio: Il trionfo dell’aurora ben rappresenta l’attitudine intermediale di Maloberti, in cui fotografia, azione performativa, storia dell’arte e volontà scultorea si fondono insieme in modo completo. Credo che la sua presenza riempia lo spazio di Platea sia nell’interno vetrina che nello spazio antistante, generando quella curiosità che l’incidente di sguardo richiede.

Marcello Maloberti, Trionfo dell’Aurora, 2018-2021 Courtesy l’artista e Platea Palazzo Galeano Foto Tspace Photo

Quale caratteristica è predominante di questo intervento? Cosa resta oltre la performance inaugurale? Cose “legge” il pubblico dopo l’inaugurazione?
CO – La caratteristica dell’opera è sicuramente la presenza. In una epoca di privazioni di relazioni e di distanziamenti, l’ostensione di un corpo nudo in relazione con frammenti di immagini della storia dell’arte si rende inequivocabilmente presente nello spazio di Platea. La performance inaugurale, che ha visto la distribuzione di 2.500 poster con la foto dell’opera e la lettera che Maloberti ha scritto alla presidente dell’associazione Claudia Ferrari, ha rappresentato un momento eucaristico in cui il corpo del performer è stato distribuito al pubblico, e, come afferma Maloberti in una sua famosa Martellata, “il pubblico è il mio corpo”. Tutto questo residua la presenza del poster nelle case di chi l’ha ricevuto in una diffusione capillare domestica dell’eco dell’opera. Ciò che il pubblico legge dopo l’inaugurazione è, come ho detto, una presenza. Presenza che si specifica in molti aspetti: presenza del progetto Platea, presenza dell’opera esposta alla visione, presenza del corpo del performer in una ostensione senza mediazioni, presenza dello sguardo continuo degli spettatori sull’opera, presenza di un pensiero che si innesca al cospetto dell’opera.
Questo era e rimane il nostro obbiettivo come associazione.

Come è nata e come si è sviluppata la collaborazione con Marcello Maloberti? Quale progettualità Marcello Maloberti ha condiviso, da artista e da docente, con voi?
Francesca Grossi – Marcello Maloberti è stato nostro docente alla NABA durante il triennio in Pittura e Arti Visive. Al terzo anno di università mi ha messo in contatto con Carlo Orsini e Claudia Ferrari e da lì è nato tutto. Non è scontato avere una figura così accanto. Ci ha dato la possibilità di entrare a far parte di questo progetto senza mai perderci di vista. È una guida, lo è sempre stato anche nelle vesti di professore. È capace di farti prendere coscienza di determinati aspetti del tuo lavoro facendone emergere i punti di forza.

Sono previsti altri 4 episodi che sono stati da te coordinati, cosa ci aspetta nei prossimi mesi? Quali artisti e quali interventi?
FG – A partire da settembre inizierà il ciclo espositivo dei giovani artisti che vedrà come protagonisti Vittoria Viale, Giulio Locatelli, Silvia Berry e Vittoria Mazzonis, in ordine di esposizione. Gli interventi saranno site-specific, Platea diventerà l’occasione di trasportare lo spettatore nella loro dimensione artistica. L’intento è di creare nuovi spazi immaginari all’interno della vetrina. 

Vittoria Mazzonis, Autoritratto

Come si legano tra loro queste opere e in cosa si differenziano?
FG – Le opere nascono tutte dalla volontà di riuscire a creare una connessione con il pubblico che si trova davanti allo spazio, un pubblico che non avrà la possibilità di vivere a pieno l’opera come succede solitamente nelle gallerie. Non è facile ragionare in questo senso ma è l’aspetto che da subito ha attratto e stimolato i progetti degli artisti. Alla base di Platea c’è il concetto di dono, gli artisti cercano di regalare una parte del loro lavoro alla città di Lodi. Le esposizioni saranno molto diverse le une dalle altre, verranno utilizzati medium differenti tra cui l’installazione, il disegno, il video e la fotografia. 

Hai coordinato questo progetto, che esperienza è stata per te lavorare in questo contesto? Idee per il futuro? Spunti utili emersi per il “domani”?
FG – Sicuramente stimolante. Avere la possibilità di interfacciarmi con determinate realtà e persone non è da poco. Sono grata di aver avuto la possibilità di lavorare a questo progetto, in cui ho sempre creduto molto. Ho imparato tanto ma, allo stesso tempo, mi sono resa conto di aver bisogno di una base più solida per potermi muovere sempre meglio in questo campo. Per questo motivo a ottobre inizierò il Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali  alla NABA. 

Marcello Maloberti. Trionfo dell’Aurora
in collaborazione con la Galleria Raffaella Cortese

9 giugno – 31 agosto 2021

Progetto espositivo in 5 episodi a seguire:

Vittoria Viale, settembre 2021
Giulio Locatelli, ottobre 2021
Silvia Berry, novembre 2021
Vittoria Mazzonis, dicembre 2021
coordinamento di Francesca Grossi

Governance Associazione Platea: Claudia Ferrari, Presidente; Laura Ferrari, Vicepresidente; Carlo Orsini, Direttore Artistico; Luca Bucci, Progettista; Lorenzo Bucci, Social Media Manager; Gianluigi Corsi, Tesoriere
main partner Ferrari Giovanni Industria Casearia s.p.a., Consorzio Tutela Grana Padano
in-kind partner Solux Led Lighting Technology, Verspieren Broker di Assicurazione

Associazione Platea | Palazzo Galeano
Corso Umberto I, Lodi

Info: info@platea.gallery
Instagram: platea_palazzogaleano
www.platea.gallery

 

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •