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TERMOLI (CB) | MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli | 27 maggio – 17 settembre 2023

di MIRIAM DI FRANCESCO 

L’edizione 2023 del Premio Termoli indaga le ragioni della sua esistenza dopo ben 62 edizioni, trovando nella “messa a fuoco” della frammentata condizione dell’arte contemporanea italiana la maniera di tenere fede alla tradizione congiunta al lavoro di ricerca e innovazione. Dal 27 maggio al 17 settembre, uno tra i più longevi premi nel panorama artistico italiano, si articola nelle sezioni di arti visive e Architettura e Design. Più che una curatrice, Cristiana Perrella, diviene la regista del comitato curatoriale composto da Davide Ferri, Alessandro Rabottini, Bruna Roccaselva e Alessandra Troncone che, su invito, hanno selezionato gli undici artisti in concorso.
Il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli accoglie così, a partire dalla sua architettura a pianta centrale dove una volta si estendeva la piazza del mercato rionale, le opere di Giulia Cenci, Linda Fregni Nagler, Chiara Enzo, Lorenza Boisi, Valerio Nicolai, Michele Tocca e un ventaglio di solo-show per Luca Bertolo, Eugenio Tibaldi, Adelita Husni Bey, Diego Cibelli, Luca Monterastelli, Irene Fenara. Infine, in un unico ambiente sono raccolti i progetti finalisti di Architettura e design che hanno partecipato alla call internazionale per la realizzazione del layout e degli elementi d’arredo della futura biblioteca del museo: BB (Milano), Chiara Cavanna–Isabella Ciminiello–Simone Nardi (Torino), thehighkey (New York), Matilde Cassani Studio (Milano), Ortiz + Zhou_O+R Studio (Siviglia) e Sara&Sara (Ljubljana).
Con la formula del Premio acquisto, la giuria di Arti visive composta da Cristiana Perrella, Caterina Riva, direttrice del MACTE, e Francesco Stocchi, curatore del Museo Boijmans van Beuningen di Rotterdam, decreterà l’opera vincitrice che andrà ad arricchire la collezione permanente del museo.

La linea progettuale corale rispecchia il percorso espositivo multidisciplinare, eterogeneo nei linguaggi, che ha richiesto un significativo lavoro di co-progettazione tra curatori e artisti, imprimendo un dialogo serrato tra le opere e generando scenari del tutto imprevisti in base all’allestimento ottenuto. Pur nel composito panorama dei giovani artisti, dal percorso espositivo emergono sottotracce di paesaggi interiori come riflesso dello sguardo degli artisti sul mondo naturale.

Giulia Cenci, Pissing figures, 2020. Installation view at 63 Premio Termoli, MACTE. Foto © Gianluca Di Ioia

L’opera Pissing figures di Giulia Cenci entra in medias res nella visione inquietante dell’ibrido post-umano in dialogo con la pittura di Michele Tocca (After Rain; Dry rain-jacket; Woods), costituita di elementi umani che via via cedono il passo al solo paesaggio naturale, e le opere di Linda Fregni Nagler Untitled (Fragments of healing Light) che recupera da archivi fotografici porzioni autentiche di realtà riconfigurandole in storie senza tempo. Si perdono completamente i margini di sé e l’altro da sé con le tele di Lorenza Boisi (Orfeo incanta gli animali con la musica) in un unico grande paesaggio sistemico. Chiara Enzo (Strettamente legati [Il profilo di mia madre; e transito]) con un dittico di piccolissimo formato e di intensa densità emotiva, si cala nelle più profonde fragilità umane, la consapevolezza della finitudine della propria madre, da una parte, e il particolare del tessuto epidermico, l’organo più esteso del nostro corpo, dall’altro, come fondamento biologico della conoscenza. Ad assurgere il compito di contraltare, le monocromie di grande formato di Valerio Nicolai (Dito; Secondo tuffo).

Linda Fregni Nagler, Untitled (Fragments of healing light) 1-6, 2021. Installation view at 63 Premio Termoli, MACTE. Foto © Gianluca Di Ioia

In un gioco ironico tra pittura e realtà si colloca Luca Bertolo che rappresenta con Alba mediterranea. La costa vista dal mare il retro di una tela ribaltando la percezione e alludendo ad una verità che si cela alle nostre spalle. L’imponente paesaggio alpino Architettura dell’isolamento di Eugenio Tibaldi rivela l’ossessione comune tra il lavoro dell’artista di ri-significare i libri in materia scultorea e il precedente inquilino del suo laboratorio indebitatosi per l’acquisto compulsivo dei volumi.

Adelita Husni Bey, The reading / La Seduta, 2017, courtesy l’artista e galleria
Laveronica, Modica. Still da video.

L’installazione video The reading / La seduta di Adelita Husni Bey, volge l’interesse al ruolo antropologico che riveste il magico come fondativo del reale. Diego Cibelli con la devozione della cura omaggia la tecnica e la tradizione ceramica di Capodimonte con una rilettura della realtà tra mito e poema epico, tra materia e immagine, tra uomo e natura. Nel mezzo dell’utopia e della distopia, Luca Monterastrelli realizza l’installazione Happy together, the recursive need for unity il rifugio minimo necessario alla sopravvivenza della minaccia del mondo insieme agli elementi di salvezza di un’umanità travolta dai suoi “tempi bui”.

Diego Cibelli, La devozione della cura, 2023. Installation view at 63 Premio Termoli, MACTE. Foto © Gianluca Di Ioia

Supervision (Leaves and other blurrings) di Irene Fenara sulle cromie del viola e del verde cattura immagini indefinibili attraverso i dispositivi di videosorveglianza dismessi rendendo manifesta la bellezza inconsapevole e il pericolo del potere tecnologico simile a un “Prometeo irresistibilmente scatenato”, come lo definiva H. Jonas ne Il Principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica.

Irene Fenara, Supervision (Leaves and other blurrings) 2021. Installation view at 63 Premio Termoli, MACTE. Foto © Gianluca Di Ioia

L’edizione 2023 del Premio Termoli si caratterizza come crocevia di paesaggi, interiori e naturali, narrati su più livelli interpretativi dove lo spettatore è coprotagonista con l’artista nella comprensione del mondo contemporaneo il cui valore ultimo risiede nello sguardo plurale. In un’intervista a fine 2022, l’augurio di Cristiana Perrella al sistema dell’arte per il nuovo anno era “condividere, dialogare, fare squadra”. Con l’ultima edizione del Premio Termoli Perrella mette in campo i suoi propositi e viene da chiedersi quali altri progetti abbia in serbo per Panorama L’Aquila in veste di curatrice.

63 Premio Termoli
a cura di Cristiana Perrella

Sezione Arti Visive
Luca Bertolo, Lorenza Boisi, Giulia Cenci, Diego Cibelli, Chiara Enzo, Irene Fenara, Linda Fregni Nagler, Adelita Husni Bey, Luca Monterastelli, Valerio Nicolai, Eugenio Tibaldi, Michele Tocca

Sezione Architettura e Design
BB, Milano; Chiara Cavanna–Isabella Ciminiello–Simone Nardi, Torino; thehighkey, New York; Matilde Cassani Studio, Milano; Ortiz + Zhou_O+R Studio, Siviglia; Sara&Sara, Ljubljana

27 maggio – 17 settembre 2023

MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli
via Giappone, Termoli (CB)

Info: +39 0875808025
info@fondazionemacte.com
www.fondazionemacte.com

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