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Intervista ad OMAR GALLIANI di Francesca Di Giorgio

Seguiamo il lavoro di Omar Galliani, sempre in viaggio. Proprio in questi giorni, apprendiamo la notizia, dalla Cina, di un’opera del Maestro acquisita dal NAMOC di Pechino. Lontano da Xian (2016) entra a far parte delle collezioni del Museo accanto ai lavori di Pablo Picasso, Salvador Dalí, Kaethe Kollwitz ed Ansel Adams. L’opera, esposta lo scorso anno a Pechino, in occasione della settima edizione della Biennale Internazionale d’Arte, può considerarsi come un “sigillo”, un simbolo astratto e, allo stesso tempo, molto concreto, che rappresenta le radici profonde del lungo rapporto, quasi ventennale, tra Omar Galliani e la Cina.
L’estate, appena iniziata, porta l’artista di nuovo a viaggiare, questa volta tra Italia e Svizzera, con due progetti diversi, in uno spazio pubblico, l’antica Pescheria del Castello Estense di Lugo di Romagna, in occasione del centenario della scomparsa dell’aviatore Francesco Baracca, e in Svizzera, alla Galeries Marval Antique & Contemporary Art.
Anche questo nostro dialogo nasce in viaggio, su un treno Freccia Rossa che collega Milano a Reggio Emilia, la sua terra…

Omar Galliani, Lontano da Xian, 2016, matita su tavola, 180×180 cm

Come ha recentemente dichiarato, Lontano da Xian, tesse un filo di seta rossa che cuce insieme Occidente e Oriente…
Nell’opera che ho lasciato in Cina, Lontano da Xian, acquisita dal Museo NAMOC di Pechino, il filo rosso è tatuato sul collo del soggetto femminile/maschile e disegna un melograno. Questo bellissimo frutto, anticamente originario dell’area orientale compresa tra India, Cina e Medio Oriente, arriverà poi in Italia e nel Mediterraneo attraverso infinite carovane che tra Oriente e Occidente traghettavano spezie, sete, rose, tappeti… Il tema della recente Biennale Internazionale d’Arte di Pechino, La via della seta, chiedeva agli artisti invitati di evidenziare le contaminazioni dei segni che da quei viaggi millenari sono giunti fino a noi. La mia opera a matita su tavola, specchiata su di un cielo stellato, racchiude questi elementi. Non ho ancora visitato personalmente il NAMOC, ma conto di programmare presto un nuovo viaggio. È un museo incentrato sulla cultura cinese sia del passato che del presente, con un’apertura internazionale. È dal 2000 che espongo in Cina: probabilmente quel “fil rouge”  risiede nel segno che oggi mi cuce tra Oriente e Occidente.

Veduta della mostra Cavalieri dell’aria, Pescherie della Rocca Estense, Lugo, 15 giugno – 22 luglio 2018

Si può dire che l’Oriente, ormai, faccia parte del suo DNA? Quali sono gli elementi tangibili, di questo intenso rapporto, da ricondurre all’interno della sua ricerca e a livello personale?
Non so cosa sia cambiato nel mio lavoro da quando, nel 2000, fui invitato ad esporre nel Museo Nazionale d’Arte Moderna di Pechino e poi in altri diciannove tra musei e gallerie private da Shangai a Wuhan, Xian, Jinan ecc… Non so se già alla fine degli Anni ’70 e poi nell’82, con la mia prima partecipazione alla Biennale di Venezia, la carta di seta cinese che acquistai per realizzare l’opera Le tue macchie nei miei occhi (una grande carta di seta e riso di 2 metri per 6) anticipasse poi quello che a distanza di anni è diventato il mio peregrinare in Cina. Allora ripensavo Leonardo e guardavo i laghi realizzati ad inchiostro su carta da Gu Kaizhi e Shitao. Ho sempre pensato alla storia dell’arte come contaminazione. Da questo connubio è nata un’opera che mantiene ancora chiara l’origine del mio lavoro ma con un margine geografico culturale aperto alle contaminazioni di cui oggi sono vittima operante e consapevole. Penso che ai direttori e curatori dei musei cinesi non sia sfuggito questo dettaglio. Il tuo DNA creativo può mutare senza che tu te ne accorda, cresce e si diffonde rapidamente o molto lentamente.

Omar Galliani, Altri voli, 2010, carboncino su carta, cm 150×300

Ritorna ad esporre in Romagna, dopo circa trent’anni, in occasione di una celebrazione particolare… Ce ne parla?
Non conoscevo l’eroe della Prima Guerra Mondiale Francesco Baracca, grande fante del cielo. Volava e sparava in volo mantenendo sempre vigile il senso dell’onore e del rispetto per il nemico. Poi cadde tragicamente come Saint-Exupéry. Sulla coda del suo aereo campeggiava un simbolo, un cavallino rampante, quello che la madre del nostro eroe regalò poi ad Enzo Ferrari. Quel cavallino che ancora oggi tutti noi conosciamo e applaudiamo nelle corse. Il poeta Gian Ruggero Manzoni, sapendo di tante mie opere dedicate a miti o angeli specialisti in voli religiosi o pagani, mi ha invitato ad esporli in quella che è l’antica Pescheria del Castello Estense di Lugo di Romagna, patria del nostro Francesco Baracca. Il tema del volo come metafora e desiderio di guardare dall’alto la Terra e tutto quello che le appartiene. La quota a cui salgono gli angeli non ci è dato saperla così come quella a cui arrivò un altro mitico aviere, il povero Icaro. Qualcuno, un altro poeta – Corrado Costa – mi raccontò quando ero ragazzo che Icaro cadde nel Po, dalle parti di Brescello. La geografia o la traiettoria che prese il nostro mitico greco mi sembrava strana, ma gli credetti, perché i poeti hanno sempre ragione, ma anche perché Brescello è vicina a casa mia e al mio studio, dove ho disegnato tante volte tentativi di volo andati bene o male.

Omar Galliani, Shangai mirror, pastello su tavola e pigmento rosso, cm 100×100

Per la mostra personale alla Galeries Marval Antique & Contemporary Art a, Neuchâtel (Svizzera), invece, nascerà un dialogo tra il suo lavoro e una selezione di opere d’arte antica?
La Galleria Marval di Neuchâtel possiede una ricca collezione di opere d’arte dettata dalla passione del proprietario per il passato e il presente dell’arte. Trovo interessante questa sovrapposizione temporale, d’altronde la storia dell’arte non ha tempo e il mio lavoro ha sempre celebrato la “rapina” culturale e artistica, consapevole del vantaggio che ieri e oggi e domani si rigenerano senza posa, regalandoci sempre nuove sorprese. Il tempo della storia dell’arte non è finito… È infinito. In questo l’arte assomiglia più al divenire delle stelle che non agli avvicendamenti umani che vorrebbero dare un inizio e una fine ad ogni opera, catalogandone soltanto le date o i facili “ismi”.

 

Omar Galliani. Cavalieri dell’aria
L’esposizione è organizzata con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, e dell’Aeronautica Militare Italiana

15 giugno – 22 luglio 2018

Pescherie della Rocca Estense, Lugo (RA)

Ingresso libero

Orari: giovedì e venerdì dalle 17.00 alle 19.00 | sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 e i mercoledì a partire dal 4 luglio dalle 20.30 alle 23.00.

Info: +39 0545 38561 (Servizio Cultura del Comune di Lugo)
+39 0545 011840
ufficiostampa@unione.labassaromagna.it

 

Omar Galliani (mostra personale)

22 giugno – 22 ottobre 2018
Inaugurazione venerdì 22 giugno, ore 18.00

Galeries Marval Antique & Contemporary Art, Neuchâtel (Svizzera)

Info: www.lesgaleriesmarval.ch

National Art Museum of China (NAMOC)
1 Wusi Street, Dongcheng District, Pechino (Cina)
www.namoc.org

Archivio Omar Galliani
info@omargalliani.com
www.omargalliani.com

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