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MILANO | SHOWROOM SENATURA | 20 febbraio – 20 aprile 2015

di Luca Bochicchio

Nella sua parentesi italiana di questo inizio primavera, Arianna Carossa (genovese, classe 1973, residente a New York) sceglie lo showroom di moda SENATURA, nel cuore di Milano, per offrire uno sguardo sulla sua produzione degli ultimi quattro anni, esponendo in anteprima anche diversi lavori del 2014 e 2015. L’occasione è la presentazione del libro The aesthetic of my disappearance, edito da Blisterzine in collaborazione con SENATURA e con TINTORIA. Quest’ultimo è un progetto di Geraldine Zodo, la quale ama definirlo: “un laboratorio di cromologia per stendere pensieri e contenuti contemporanei [dove] combinare, mescolare e fissare idee creative”.

L’ atelier del naufragio, 2015, 
legno, foto stampata su lastra di alluminio, maniglia Gio’ Ponti autenticata, cm 38,5x48,5

Il libro The aestethic of my disappearance – distribuito da Printed Matter negli Stati Uniti in cento esemplari e presentato all’Art Book Fair del MoMA PS1 – consiste in una serie di interviste all’artista da parte di curatori internazionali, aventi per oggetto opere che l’artista non ha mai realizzato. Uno spiazzamento dadaista che, attraversando la stagione storica del concettuale, permette a Carossa di sviluppare una ricerca calata nei drammi e nelle potenzialità espressive del presente. È infatti lo “sparire” dell’artista ad essere soltanto “apparente”, l’immaginare e il raccontare opere grandiose e improbabili è uno dei modi che Carossa sceglie per perseguire quella libertà di pensiero e di associazione creativa senza il peso e la frustrazione dell’ingombro del corpo-opera da esporre. Una poetica “ecologica” riscontrabile anche nelle sue recenti “azioni” di appropriazione di opere e spazi altrui (al Guggenheim o al Frieze di New York, tanto per citarne un paio).

La prigioniera del cactus
cactus, 2015, giacca, testa in ceramica, misure variabiliMa nello show-room milanese di SENATURA (Via Sciesa 24/A, Milano) le sculture e i dipinti dell’artista sono presenti, o meglio, appaiono come segnalibri ambigui fra le pagine di una rivista di moda. Entrare in questo ambiente (che ospita capi d’abbigliamento maschili) per vedere la mostra di Arianna Carossa è un po’ come cercare di distinguere degli oggetti in una stanza semi-buia; all’inizio non vedi nulla ma poco a poco gli occhi si abituano e lo sguardo si affina, iniziando a riconoscere profili familiari. Analogamente, nello showroom lo sguardo in principio vaga tra gli abiti, le scarpe e gli espositori minimalisti, alla ricerca dei codici espressivi che parlino di Arianna e del suo mondo. La ricerca delle opere si trasforma così in un piccolo ma intrigante viaggio di scoperta, che si fa esotico tra gli ambienti ovattati dove ammiccano appendiabiti modificati, o le pareti neutre sulle quali si stagliano stampe modificate con ceramiche classiche e arredi d’alto design.
Al mondo del design e al concetto di installazione ambientata rimandano tavolini e lampade modificate da un’idea perturbante, in grado di mantenere la tensione dell’osservatore in perfetto equilibrio tra attrazione e repulsione derivante dallo sconfinamento semantico. Nella diversità di linguaggio si avvertono comuni calibrazioni espressive in piccoli ma decisi dipinti su legno, e in raffinate ceramiche ri-composte (entrambi del 2015).

Nel complesso si tratta di un ottimo percorso psicologico, per godere in modo quasi “esperenziale” delle opere di Arianna Carossa, allestite con la collaborazione critica di Francesco Lecci per il progetto TINTORIA.

L'elefante e il vaso ceramica, 2015, cm 30x25x38

Arianna Carossa è nata a Genova nel 1973. Vive e lavora a New York City. Il lavoro di Carossa è stato esposto a Documenta 11 (“Souvenir aus Genua”, Kunstbalkon Kassel, Documenta 11, Kassel, Germania), Guggenheim Museum (“James Turrel and Me, Story of Love Affairs”, New York, USA), Frieze NY 2013, MACRO Museum (“Road of Contemporary Art”, Roma, Italia), Galata Museum (“Doing Things Going Places”, Genova, Italia), Foundation for Contemporary Art, Rivara Castle (“Sound Of My Soul”, Torino, Italia), Spallanzani Museum (“Ketos 2.0”, Reggio Emilia, Italia), Vittoriano (“Ente Comunale di Consumo”, Roma, Italia), Museo Archeologico Castel San Giorgio (“Prima c’erano gli altri”, La Spezia, Italia).

Stambecchi, dimensioni variabili, 2015, legno, ceramica, lana

SENATURA SHOWROOM MILANO
Via A.Sciesa 24/A, Milano
20 febbraio – 20 aprile 2015

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