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MILANO | scatolabianca(etc.) | 5 – 27 febbraio 2015

di SIMONE REBORA

Lorenzo Commisso, Ingrandire un’idea, vista della mostra presso scatolabianca(etc.), Milano

L’arte dell’enigmistica è un passepartout storico-culturale tra i più inesauribili: ci si sorprende un poco a cogliere il mitico Edipo piegato su un giornaletto settimanale, ma basterà chiamare in causa il solito Freud e un minimo di coscienza postmodernista, per riscoprirci un po’ tutti in quella situazione. L’enigma, insomma, si fa veicolo di una consapevolezza tanto tragica quanto giocosa, di fronte a una Storia che si avviluppa con fare vichiano, invitandoci a guardare alle corrispondenze piuttosto che alle distinzioni. E nel momento in cui un nodo si scioglie, potremo uccidere il mostro oppure cantare vittoria, penna in mano a completare quell’inarrivabile “15 verticale”.

Lorenzo Commisso, Ingrandire un’idea, vista della mostra presso scatolabianca(etc.), Milano

Lorenzo Commisso allestisce un ambiente invitante e quasi “abitabile”, disseminandolo di piccoli enigmi estetici, variamente risolvibili nell’ambito della storia dell’arte e della filosofia. La sua opera cortocircuita così il quotidiano con la più lunga tradizione, offrendo la possibilità di ravvivarla intimamente, decostruendola però al contempo con ironica leggerezza. Ma il vettore decostruttivo agisce anche sull’opera dell’artista stesso, che necessita di un gesto appropriazionista per sostenersi. Al “grado zero” dell’esperienza estetica, sono spesso objets trouvés che denunciano tutta la propria ordinarietà. Sono le collocazioni pseudo-museali e le sottili dis-locazioni, che destabilizzano il piano della percezione fino a stimolare una ricerca (non necessariamente fruttuosa, ma incalzante) dei riferimenti culturali pregressi. Commisso riflette così sulla natura stessa del gesto artistico, in un’epoca in cui (ormai superato anche il postmoderno) neppure il citazionismo può salvarci dalla deriva enciclopedica.

Lorenzo Commisso, Ingrandire un’idea, vista della mostra presso scatolabianca(etc.), Milano

La mostra si struttura come un’unica grande installazione, senza però contraddire il taglio “antologico”: ciò che arriva in galleria, infatti, non sono solo le singole opere, ma l’intero ambiente di ricerca entro cui lavora l’artista. Date queste condizioni, ai due curatori è offerto il compito atipico (ma quanto mai rivelatore) di mettere mano ai rapporti interni delle opere stesse, indebolendo ulteriormente ogni affermazione di autorialità.

L’esposizione è stata introdotta dalla performance di COLORA (con Rachele Burgato) intitolata The Zebra Crossing: un esperimento sinestetico mirato a destabilizzare l’univocità dei rapporti causali tra immagini e suoni, tra reale e finzione. Così come, in una prospettiva più estesamente storicistica, l’arte di Commisso tenta di fare: ridare slancio all’esperienza artistica del passato appropriandosene senza violenza, ma con la perturbante leggerezza di un indovinello.

Lorenzo Commisso, Ingrandire un’idea
a cura di Martina Cavallarin e Stefano Monti

5 – 27 febbraio 2015

scatolabianca(etc.)
Via Ventimiglia (angolo Via Privata Bobbio), Milano

 Orari: giovedì e venerdì dalle 16.00 alle 20.30 e su appuntamento . Ingresso libero

Info: +39 340 1197983
www.scatolabianca.net
info@scatolabianca.net

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