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BOLOGNA | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | 20 ottobre 2013 – 16 febbraio 2014

di MASSIMO MARCHETTI

La mostra di opere della Collezione UniCredit in corso al MAMbo di Bologna, La Grande Magia, è un’occasione offerta al pubblico di verificare la qualità degli investimenti di questo gruppo bancario. Questo tipo di attività degli istituti di credito, pur essendo piuttosto comune, in Italia diventa particolarmente benemerito dal punto di vista culturale data la bassa tensione che corre nel collezionisLa Grande Magia. Opere Scelte dalla Collezione UniCredit, veduta della mostra. Foto: Matteo Montimo d’arte contemporanea. Negli ultimi anni i musei hanno finalmente iniziato a mostrare alcuni patrimoni significativi sostanzialmente nascosti alla vista del pubblico, come quelli dei Righi, dei Fasol, degli Esposito. Qualche altro grosso collezionista poi ha aperto la propria fondazione ma si tratta ancora di eccezioni, perché fino a ieri i nostri grandi gruppi industriali non hanno mostrato particolare interesse verso gli artisti del presente. Si deve considerare che un investimento in questo ambito non è solo un beneficio per l’artista e la sua galleria, ma può assumere l’importanza di un vero finanziamento alla ricerca culturale qualora si sostengano anche percorsi poco canonici, come ha dimostrato la storia dell’arte concettuale e della Land Art negli Stati Uniti. Il guaio è che alla fine l’elite economica del nostro paese quando – e se – si occupa di cultura è decisamente conservatrice e pavida: meglio affidarsi ai valori collaudati dalla storia.

Meritoriamente UniCredit dedica i propri fondi anche agli artisti delle ultime generazioni, come è noto a chi frequenta il museo bolognese dove è ospitata e periodicamente aggiornata una sezione dedicata alle sue acquisizioni di arte italiana, Focus on Contemporary Italian Art. Come dichiarato dal titolo, il tema unificante di questa nutrita scelta, curata da Walter Guadagnini e dal direttore del MAMbo Gianfranco Maraniello, è dato dagli aspetti variamente declinati della magia nell’arte. Nelle dieci sezioni, introdotte dall’insolito preambolo della prima sala dedicata a quattro dipinti datati tra il Cinque e Settecento (tra cui una splendida Psiche di Dosso Dossi) che ci iniziano alla materia, si susseguono opere di artisti ormai storici come Gerhard Richter e Giulio Paolini, mostri sacri del Novecento come Schwitters e Balla, giovani affermati come Matthias Weischer e Markus Schinwald, e alcuni nomi poco noti (da noi) che offrono interessanti suggestioni. Se il cuore della selezione è geograficamente centro-europeo, la mostra è arricchita anche da due presenze bolognesi come sono quelle di Luca Caccioni e Marco Di Giovanni.

La Grande Magia. Opere Scelte dalla Collezione UniCredit, veduta della mostra. Foto: Matteo Monti

Il display dell’allestimento tende a sollecitare i sensi, suggerendo l’interno di una macchina-laboratorio in movimento, grazie ai lavori dinamici di Jeppe Hein e Gilberto Zorio, al cui centro campeggia la triplice proiezione di frammenti dai fratelli Lumiére, da Méliés e da Cocteau offerti dalla Cineteca di Bologna, emblemi di un cinema dello stupore. Se è un’occasione sempre da cogliere quella di vedere dal vivo opere di autori che troviamo nei manuali di storia dell’arte, come una piccola macchina di Jean Tinguely, i lavori fotoconcettuali di Goran Trbuljak, Vladimir Kupriyanov e Barbara Probst sono incontri particolarmente interessanti proprio perché poco conosciuti. Altro momento da suggerire è quello per il video Telephones di Christian Marclay, dove sono condensate e montate secondo una logica narrativa una serie di azioni legate all’atto del telefonare prelevate da film hollywoodiani, un lavoro che si rivela come prova generale di quel capolavoro che sarà The Clock, premiato alla scorsa Biennale di Venezia. Un’intera sala, quella dall’atmosfera forse più autenticamente magica, “negromantica” secondo il suo titolo, è infine dedicata alla fotografia storica, con pezzi tra gli altri di Julia Margaret Cameron, Florence Henri, Herbert Bayer, immagini al limite dell’evanescenza di mondi ormai lontanissimi. Quei mondi che l’arte, tuttavia, è sempre in grado di resuscitare con l’incantesimo delle forme.

La Grande Magia. Opere scelte dalla Collezione UniCredit
a cura di Gianfranco Maraniello e Walter Guadagnini in collaborazione con Bärbel Kopplin
testi critici di Gianfranco Maraniello, Walter Guadagnini, Bärbel Kopplin, Federico Barbierato, Marco Pasi e Antonio Somaini 

20 ottobre 2013 – 16 febbraio 2014

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
via Don Minzoni 14, Bologna 

Orario:martedì, mercoledì e venerdì 12.00-18.00;
giovedì, sabato, domenica e festivi 12.00-20.00
Ingresso 
mostre temporanee e collezione permanente:
 intero Euro 6,00; 

ridotto Euro 4,00 

Info: +39 051 6496611
info@mambo-bologna.org
www.mambo-bologna.org
www.unicreditgroup.eu

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