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BOLOGNA | (galleria +) oltredimore | dal 16 novembre 2013

(galleria +) oltredimore presenta il 16 novembre, in occasione dell’apertura del nuovo spazio nella Manifattura delle Arti di Bologna, la prima mostra personale in Italia dell’artista iraniano Maziar Mokhtari.

Al centro dei lavori di Maziar il colore giallo della sua città natale Esfahan, declinato nel nuovo progetto dell’artista: Yellow Apocalypse, che idealmente continua la serie precedente Palimpsest.
Palimpsest è un progetto che l’artista ha iniziato nel 2010. Si compone di una serie di collage fotografici e video installazioni che sono state ispirate dai muri ridipinti negli spazi urbani della città di Esfahan in Iran, sua città natale. La parola Palimpsest deriva dal greco antico (pálin psestòs, lett. “raschiato di nuovo”): indicava una pagina manoscritta o un rotolo di pergamena scritta, cancellata e scritta nuovamente. Qui Palimpsest vuole essere una metafora del muro, il quale, anche se viene ricoperto di colore, se viene cancellato, rimane sempre un muro. Tutti i lavori della serie di questo progetto si chiamano Palimpsest perché i muri (le superfici) che ritrae sono sempre gli stessi e cambia solo la data di elaborazione fotografica: Palimpsest vuole infatti essere un work in progress, che registra allo stesso tempo i cambiamenti e l’immobilità di una città attraverso le variazioni nel tempo delle sue pareti.

Maziar Mokhtari, former-flour-factory, 90 x 252 cm

In Yellow Apocalypse, l’intento di presentare una città con un solo colore viene maggiormente accentuato. Una città monocromatica, in cui tutto è rivestito dal colore giallo. I diversi soggetti degli scatti sono accomunati dalla monocromia, dal giallo che copre indistintamente persone, strade, edifici, arredi.
La mostra Yellow Apocalypse è accompagnata da due testi critici del poeta iraniano Kayvan Tahmasbian e del curatore e critico italiano Eugenio Viola: due punti di vista diversi e complementari che dialogano sul lavoro di un artista diviso a metà tra Iran e Italia.

Maziar Mokhtari è un artista iraniano. Lavora tra l’Italia e l’Iran dal 2004. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2009. Un anno dopo ha esposto Palimpsest all’Azad Art Gallery di Teheran. Da allora si è focalizzato sul “muro” come concetto per la formulazione della sua visione artistica. La sua formazione artistica si concentra sullo studio e sull’utilizzo di diversi media che ampliano le possibilità creative dell’artista come pittura, fotografia e video. È tra i finalisti del Talent Prize 2013.

La programmazione nella nuova sede della galleria proseguirà dal 23 novembre con il primo progetto dedicato all’eating-design: trEATticon a cura di Panem et Circenses. Nell’arco di tre mesi, il duo Panem et Circenses svilupperà in tre atti un ipotetico excursus evolutivo del rapporto uomo-cibo nei rispettivi ruoli di agente e agito: dall’approccio conoscitivo diretto alla materia, passando per la trasformazione/sperimentazione fino alla trasposizione concettuale del cosiddetto “food-porn”. Ogni mese in relazione ad ognuno dei tre atti evolutivi verranno organizzati due “action eating” a numero chiuso e su prenotazione. Dal giovedì al sabato, invece, ci sarà l’aperitivo in galleria dove sarà possibile fare esperienza di “assaggi” in cui pulsano gli stessi temi proposti negli action eating.

+ Panem Et Circenses _ trEATticon, (galleria +) oltredimore, Bologna

1˚ atto: MATERIA – Prima della conoscenza (l’uomo che non sa)
L’elemento portante di questo primo atto è la terra, la fase di sviluppo intellettuale dell’infanzia, dove tutto è un “gioco conoscitivo”.

2˚ atto: DELETERIA – La trasformazione (l’uomo che conosce)
Attraverso l’elemento dell’acqua, in perenne movimento e trasformatore per eccellenza, e l’immagine del mondo-laboratorio sarà presentata un’offerta che permetta di dare sfogo alla curiosità adolescenziale dell’innovatore e di fruire di modalità insolite di preparazione dei cibi. La componente chimico-fisica sarà protagonista.

3˚ atto: AETHERIA – La concettualizzazione (l’uomo che va oltre)
L’astrazione di “Aetheria” trova assonanza con il termine “etere” utilizzato nel campo della comunicazione mass-mediatica radio televisiva, luogo d’eccellenza di una proliferazione incontrollata del cibo-immagine. L’aria diventa dunque l’elemento guida del terzo atto, con una focalizzazione sul fenomeno, oramai ventennale, che si definisce “food porn” (inteso come una spettacolarizzazione artefatta ed esasperata del cibo-immagine).

Panem et Circenses è un progetto che, attraverso il linguaggio del cibo e l’esperienza gastronomica, interagisce con tutte le forme di espressione artistica e creativa, siano esse culturali o naturali. Panem et Circenses usa modalità di approccio inusuali e stimolanti (food specific, food translation, action eating) che coinvolgono attivamente il pubblico con l’obiettivo di ridisegnare il quotidiano atto del “mangiare” ed esaltarne i tanti aspetti non prettamente alimentari. Panem et Circenses tratta il cibo come parole in una struttura semantica e l’atto del mangiare come discorso significante, risultato di infinite possibili combinazioni linguistiche. Panem et Circenses è un progetto di Ludovico Pensato e Alessandra Ivul.

(galleria +) oltredimore (NUOVA SEDE)
Via del Porto 48 a/b, Bologna

INAUGURAZIONE 16 NOVEMBRE 2013 dalle ore 11.00

orari: martedì e mercoledì 14.30-19.30; giovedì e venerdì 12.00-20.00; sabato 11.00-19.00 e su appuntamento

Info: +39 051 6449537
info@oltredimore.it
www.oltredimore.it

Mostra in corso:
+ Maziar Mokhtari. Yellow Apocalypse
16 novembre 2013 – 11 gennaio 2014

Prossimo evento:

+ Panem Et Circenses _ trEATticon
23 novembre 2013 – 22 febbraio 2014

inaugurazione sabato 23 novembre 2013 dalle 18.00
orari: giovedì e venerdì dalle 18.00; sabato dalle 11.00

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