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BOLZANO | Alessandro Casciaro Art Gallery | fino al 25 novembre 2017

intervista a KINKI TEXAS di Silvia Conta

Alla Alessandro Casciaro Art Gallery di Bolzano la mostra Mental Shiloh Supper Club attende il visitatore tra tele inedite di grande formato e disegni degli ultimi tre anni: cowboy, cavalieri e figure dell’immaginario collettivo popolano il Kinki Texas Space, un’articolata e vivace dimensione in cui si fondono elementi provenienti dall’epica classica alla cultura pop, dal punk ai giochi per il computer passando per il cinema per dare origine a narrazioni aperte, disseminate tra le diverse opere e la memoria dell’osservatore. Abbiamo chiesto all’artista di accompagnarci alla scoperta della sua dimensione creativa…

Kinki Texas, veduta della mostra Mental Shiloh Supper Club, Alessandro Casciaro Art Gallery, Bolzano

Kinki Texas, veduta della mostra Mental Shiloh Supper Club, Alessandro Casciaro Art Gallery, Bolzano

Le tue fonti d’ispirazione sono molteplici e nel tempo hai realizzato un enorme “archivio”, potresti parlarcene?
Il termine “archivio” per me assume il significato di una raccolta, una sorta di collezione a cui attingere, che contiene diversi media e generi: film, immagini, testi, fatti storici e musica che mi forniscono una grande abbondanza di spunti artistici. Per ciascun tema ho fonti differenti, ad esempio per il selvaggio West ci sono il Western come genere cinematografico e letterario, la storiografia o la musica country, ma anche pittori come George Catlin o Frederic Remington, che nel loro lavoro sono in relazione con la tematica western dal punto di vista dei testimoni dell’epoca. La mia scoperta più recente è la Ledger Art, si tratta di disegni realizzati dagli Indiani d’America nel XIX secolo, che hanno “salvato” le loro più importanti esperienze in quaderni che sono stati poi depredati. Trovo tutto ciò molto interessante, a prescindere dal fatto che io ne faccia argomento delle mie opere, in questo modo costruisco un fondo da cui traggo l’ispirazione per nuovi lavori attraverso l’associazione.

Kinki Texas Parzival 8 years later, 2016, tecnica mista su tela, 210x195 cm

Kinki Texas
Parzival 8 years later, 2016, tecnica mista su tela, 210×195 cm

Quali sono i temi e gli obiettivi principali del tuo lavoro?
Io vivo nel freddo Nord. Qui, in sostanza, c’è un solo grande tema per un artista “serio”: l’arte stessa. Mentre dipingo i cowboy, cerco di evitare questo grande tema.

Kinki Texas, False cowboy of the rodeo, 2016, Tecnica mista su carta, 41,7x29,5 cm

Kinki Texas, False cowboy of the rodeo, 2016, Tecnica mista su carta, 41,7×29,5 cm

Quale è il tuo rapporto con le parole “pop culture” e “street art”? È in qualche modo possibile collegare i tuoi lavori con queste categorie o preferisci non stabilire degli stretti collegamenti con elementi specifici della storia dell’arte?
Personaggi come i cowboy, gli indiani d’America, i cavalieri o i mostri sono figure sia della “cultura elitaria” che della cultura pop e della “cultura di livello B” [Kinki Texas distingue tra “A-Kultur”, la cultura elitaria, e “B-Kultur”, quella popolare che va dai western al punk. Ndc]. Oggi questi eroi e i loro avversari sono da tempo spariti dalla pittura e sono “migrati” nella cultura pop. I temi storici si ritrovano oggi nei film di Hollywood, ma anche nei fumetti o nei giochi per il computer. In modo simile a ciò io riprendo questi temi e si può, quindi, stabilire un collegamento tra il Kinki-Texas-Space e la cultura popolare, tuttavia per me non c’è differenza tra temi della “cultura A, B o C”. Forse c’è questo anche nella street art, però i miei quadri nascono quasi esclusivamente in spazi interni.

Nei tuoi lavori si possono trovare delle storie: un personaggio va da un quadro all’altro, inoltre tu lavori anche con tecniche diverse (pittura, disegno, nuovi media), ma mantieni gli stessi “personaggi”. Quale è il tuo rapporto con la narrazione? Che cosa è il Kinki Texas Space?
Al nome “Kinki Texas Space” sottostà l’idea che al di là del singolo quadro esista una struttura narrativa che in ultimo collega tutti i disegni e le tele. Questo è evidente nell’unitarietà contenutistica e formale, ad esempio i motivi si ripetono e si modificano nel tempo e una figura può crescere a livello contenutistico. Questo non accade solo da un quadro all’altro, ma anche nella sovrapposizione di strati di colore e di motivi e nel processo di creazione di un quadro. In senso stretto nessun quadro racconta una storia, le storie che si trovano nei miei lavori sono narrate altrove e sono state ascoltate dall’osservatore già tempo prima e portate con sé. In questo per me si cela un fascino particolare, perché uno stesso motivo può essere inteso in modi completamente differenti: il cowboy trafitto dalle frecce forse non è vittima degli Indiani, ma dei dardi d’Amore, oppure potrebbe essere il San Sebastiano del Far West.

Kinki Texas, Helium Cowboy (dettaglio), 2016, tecnica mista su tela

Kinki Texas,
Helium Cowboy (dettaglio), 2016, tecnica mista su tela

Questa mostra è la tua quarta collaborazione con la Galleria Alessandro Casciaro, dopo due solo show e una doppia personale con Francesco Bocchini. Nella nuova mostra presenti lavori pittorici inediti e una nuova serie di disegni, quale è il tema principale?
Non ho mai realizzato una mostra con temi precisi a livello contenutistico, ma ho sempre cercato di orientarmi attraverso un tema molto generico. Tra la prima e l’ultima pennellata di un lavoro possono passare anche anni, all’inizio è completamente oscuro quante volte modificherò ancora il soggetto e le mostre a Bolzano per me hanno sempre un grande significato personale, perché sono anche il “party di uscita” dei miei nuovi cataloghi, nei quali sono raccolte tutte le tele degli ultimi tre anni.

Per te alla differenza di formato corrisponde anche una diversità di contenuto o significato?
Per me questa diventa una domanda sulla differenza tra la pittura, che ha luogo solo sulle tele di grande formato, e i piccoli disegni su carta. Per me hanno lo stesso valore, i disegni non sono mai stati schizzi, miniature o studi per le grandi tele. Nel caso in cui ci siano mai state delle differenze “programmatiche”, nel tempo sono scomparse: alcuni disegni sono diventati componenti essenziali di molte tele e quindi ho strettamente unito i due ambiti.

07_kinki-texas

Kinki Texas. Mental Shiloh Supper Club

Fino al 25 novembre 2017

Alessandro Casciaro Art Gallery
Via Cappuccini 26/a, Bolzano

Info: www.alessandrocasciaro.com

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