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BOLZANO | FONDAZIONE ANTONIO DALLE NOGARE | 2 ottobre 2022 – 3 giugno 2023

di ANTONELLO TOLVE

Curata da Mirella Bentivoglio e organizzata nell’ambito della XXXVIII Biennale di Venezia, dopo una indispensabile protesta nei confronti di un sistema un po’ troppo fallocentrico, Materializzazione del linguaggio (20 settembre | 15 ottobre 1978) resta una delle più emblematiche esposizioni del secondo Novecento, un dispositivo – volutamente dimenticato – capace di riflettere (allora come oggi) sul «rapporto» sottile affilato aguzzo arguto che lega (collega?) «la donna al linguaggio». Nel 1978, proprio mentre Argan la chiama a stendere la prima voce poesia visiva per il Supplemento all’Enciclopedia Universale dell’Arte (Unedi, Fondazione Cini) Bentivoglio è infatti chiamata a curare questo evento apripista che rappresenta appunto il primo esempio, in Italia, di una esposizione dedicata integralmente all’universo femminile e alla sua creatività: «smaterializzata in passato nella sublimità astratta della sua pubblica immagine, parallela alla sua pubblica assenza; privatamente confinata nel contatto quotidiano e esclusivo con le materie, la donna oggi pone tutta se stessa a un mondo derealizzato nei meccanismi ripetitivi», si legge nel prezioso e alquanto introvabile catalogo, stampato illo tempore dalla Tipografia Commerciale di Venezia.

Re-Materialization of Language. 1978-2022. Installation view, Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano, 2022. Courtesy Fondazione Antonio Dalle Nogare. Foto: Jürgen Eheim Fotostudio

Per ricordare questa figura speciale dell’arte e della critica a cento anni dalla nascita (Mirella, al secolo Bertarelli, era nata a Klagenfurt am Wörthersee il 28 marzo 1922 | Roma 23 marzo 2017), la Fondazione Antonio Dalle Dogare di Bolzano pone al centro dell’attenzione la storia speciale di questa mostra in cui, accanto all’intersecarsi del piano politico e del piano intellettuale, si intrecciano arte e sano attivismo femminista. Re-Materialization of Language 1978-2022 è infatti una esposizione brillante e rappresenta appieno, a scriverlo sono Cristiana Perrella e Andrea Viliani (curatori della mostra) con Vittoria Pavesi, «il primo tentativo di una […] ricostruzione» che vuole riattivare e ricontestualizzare al presente («la riattivazione e ricontestualizzazione contemporanea») importanti «istanze storiche». Non si tratta però di un semplice (modaiolo) reenactment o di una elementare e filologica reconstruction of events (in mostra ci sono opere realizzate da artiste anche dopo il 1978 come Invisible City di Gisella Meo del 1979 o un Libro G di Maria Lai del 2008) ma di un più articolato progetto – se vogliamo anche archivistico e archeologico – che ridefinisce l’atmosfera, lo scavo nel sottosuolo del linguaggio poetico, tra tessuti fonetici, abbecedari corporali, ricami verbalizzati, matrici materne, motivi ornamentali e a tratti auxologici, segni e segnali ideopittografici che si concretano per riscattare (smontare) l’archetipo o per lasciare intravedere alcuni filamenti d’una psichicità evidentemente eversiva, evasiva, evadente. «È interessante osservare quanto spesso, nell’odierna sperimentazione poetico-visuale», a registrarlo è stata la stessa Bentivoglio nel testo introduttivo al catalogo del Settantotto, «la donna ricavi dal profondo la spinta a visualizzare la propria sigla, quasi in una ricerca d’identità alfabetica che prescinda dalla parola e da meccanismi linguistici».

Re-Materialization of Language. 1978-2022. Installation view, Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano, 2022. Courtesy Fondazione Antonio Dalle Nogare. Foto: Jürgen Eheim Fotostudio

Organizzata al piano terra della Fondazione (vale la pena anche fare un giro al primo e al secondo dove ci sono preziosi lavori della collezione), Re-materialization of Language è oggi una generosa piattaforma visiva in cui sfilano opere significative di donne dell’arte che hanno innescato nell’ambito delle arti figurative processi «per svuotamento e semplificazione». C’è Berty Skuber con 10 Kalendar (1973-1981), c’è la stessa Bentivoglio come artista tra le artiste (lei che ha sempre usato «la parola come immagine dal 1966» e «mai più di una parola per volta»), c’è Biliana Tomić (sua la typoesia, «una forma di poesia tipografica asemantica»), c’è Betty Danon con una stupenda Memoria del segno sonoro (1978) e con le Poesie nel quadro (1973), c’è l’Iperipotenusa (1969) di Lia Drei, c’è Tomaso Binga che ruota attorno alla sala espositiva, da una altezza nuova, con l’Alfabetiere murale del 1976 e con loro ci sono altre settantotto figure dell’arte – tra queste Irma Blank, Elisabetta Gut, Amelia Etlinger, Neide Dia de Sá, Ana Hatherly, Anna Oberto, Giulia Niccolai, Aurelia Muñoz, Francesca Marinetti, Silvia Mejía, Ketty La Rocca, Paula Claire, Françoise Canal (mi spiace tanto non poterle citare tutte) – che creano un disarmante discorso transemiotico.

Re-Materialization of Language. 1978-2022. Installation view, Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano, 2022. Courtesy Fondazione Antonio Dalle Nogare. Foto: Jürgen Eheim Fotostudio

«In quella che costituisce la prima mostra collettiva presso la Fondazione Antonio Dalle Dogare […] è confluito un ipotetico “museo di carta”, vero e proprio ossimoro che prende corpo e a cui si dà voce nella mostra», spiegano i curatori. «Ri-Materializzazione del Linguaggio 1978-2022 rappresenta il primo capitolo di un progetto di ricerca di lungo termine, condotto […] per indagare l’esistenza e la coesistenza di questi e altri “musei di carta”, ovvero per esplorare l’interconnessione fra l’identità dell’istituzione museale e quella dell’istituzione archivistica, fra le opere custodite nel primo e i documenti conservati nel secondo, per analizzare le manifestazioni storiche, fra cui le pratiche artistiche e curatoriali basate sul confronto e sulla confusione fra i rispettivi statuti, e immaginare forme ed espressioni alternative a quelle basate su criteri e classificazioni oppositive e disgiuntive, invece che liminali, porose, co-poetiche».

Re-Materialization of Language. 1978-2022. Installation view, Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano, 2022. Courtesy Fondazione Antonio Dalle Nogare. Foto: Jürgen Eheim Fotostudio

Ri-Materializzazione del Linguaggio. 1978–2022
a cura di Cristiana Perrella, Andrea Viliani
curatrice associata: Vittoria Pavesi

2 ottobre 2022 – 3 giugno 2023

Fondazione Dalle Nogare
Rafensteiner Weg 19, Bolzano

Info: +39 0471 971 626 
fondazioneantoniodallenogare.com

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