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DRO (TN) | Centrale Fies | Fies Core: una roccia con il cuore d’arte e la forza della ricerca

Intervista a MALI WEIL e VIRGINIA SOMMADOSSI di Valeria Barbera

Ecco il terzo contributo che compone questa prima tappa del viaggio alla scoperta dei luoghi dove si creano e si sperimentano le “nuove forme” della cultura oggi. Una prima tappa che racconta tre luoghi, tre storie, tre visioni del futuro attraverso una raccolta di interviste con cui si intende fare una breve ricognizione relativa ai protagonisti e alle esperienze che attualmente in Italia ricercano strade e modi innovativi per fare cultura e per renderla sostenibile.
A Dro, in provincia di Trento, in un’ex centrale idroelettrica, da tempo divenuta una vera e propria istituzione nel settore delle arti performative, prende vita una nuova scommessa, ad un’altra impresa e istituisce un incubatore di nuove imprese culturali. A sviluppare parte della preziosa “eredità” di Centrale Fies e Fies Factory, Virginia Sommadossi e Mali Weil, co-develeper del progetto Fies Core  che loro hanno definito “una roccia il cui cuore si chiama arte e la cui forza si chiama ricerca”.

Virginia Sommadossi a FiesCore, ph. Andrea Pizzalis

Quali sono le parole chiave con cui descrivereste il progetto FIES CORE?
#CulturalDesign / Ricerca / Human to Human / Visioning / Skillbuilding / Limite / Tempo

Chi lavora al progetto e come si è sviluppato?
Dietro al progetto ci sono Virginia Sommadossi e Mali Weil (Lorenzo Facchinelli, Elisa Di Liberato e Mara Ferrieri) come project developers, Stefania Santoni e Manuel Morisetti per la parte organizzativa; Joana Bucurean per l’amministrazione. Sul fronte istituzionale invece attualmente ci sono Fondazione Fitzcarraldo e Centrale Fies per il tutoraggio e tutti i vari livelli di analisi e supporto al business. Finanziariamente ci siamo costituiti grazie ad un progetto della Provincia Autonoma di Trento e di Trentino Sviluppo sul Programma Operativo FESR per favorire lo sviluppo di una rete di incubatori trentini in grado di lavorare in modo specialistico su aree strategiche. A livello di progettualità Fies Core nasce come spin off dell’art work space Centrale Fies, per diventarne l’area dedicata alla ricerca e al confronto col mondo dell’imprenditoria e della progettazione culturale. Nasce per rispondere ad un’esigenza particolare nata dentro Centrale Fies, che da alcuni anni a fianco dell’attività di residenze e produzione artistica – e grazie a questa – ha intercettato e cominciato a supportare realtà e progettualità ibride, in grado di spostarsi agilmente tra arte, cultura e imprenditoria, difficilmente incasellabili nelle categorie esistenti del mercato artistico/culturale.
Fies Core quindi nasce di fatto per studiare e sviluppare questi nuovi format di imprese o progetti, preservandone la natura ibrida e valorizzandone l’unicità.

Mali Weil, ritratto, ph. Mali Weil

A quali imprese si rivolge FIES CORE e in che modo?
Fies Core si muove tra un’attività di ricerca transdisciplinare e lo sviluppo di prodotti e servizi culture-based. Nasce dalla volontà di fare ricerca all’interno e su un ambito in forte trasformazione, per questo, l’incubazione di imprese rappresenta solo uno dei suoi aspetti. Per definire meglio il campo di intervento ci rifacciamo al concetto di cultural design, che già da qualche tempo stiamo teorizzando e indagando assieme e che è diventato ora un elemento fondante di Fies Core. Un termine coniato per dare nome e forma a una progettazione culturale animata da una vision politica, capace di trarre la sua sostenibilità dall’ambito commerciale senza risolversi in esso, attenta al territorio in cui opera ma orientata a un impatto transnazionale, dotata di una precisione lessicale chirurgica e di competenze specifiche nel disegnare i propri obiettivi (caratteristica, questa della precisione lessicale che sentiamo come una necessità impellente). Si tratta di un tipo di progettazione legata ad un concetto mobile di innovazione che vuole sganciare la cultura sia dalle maglie troppo strette dei rapporti con le imprese come sono stati finora pensati, sia dal legame univoco con il sociale.
Lo spettro di intervento quindi è ampio: dal supporto a imprese culturali che vogliono costituirsi intorno ad un’idea, alla collaborazione con realtà prettamente commerciali che intendono sviluppare un profilo culturale dei propri servizi o aprirsi vie alternative di progettazione e di visioning per dare un diverso respiro all’azienda, fino alla creazione di concept o al supporto di progetti innovativi in grado di ridefinire le attuali categorie di sostenibilità, innovatività e di contribuire a creare nuovi mercati e far maturare quelli esistenti.

Fies Core, Centrale Fies, Sala Mezzelune, ph. Andrea Pizzalis

Quali sono gli strumenti con cui Fies Core aiuta l’impresa a sviluppare le proprie idee di business?
Anche gli strumenti sono ibridi e talvolta costruiti ad hoc: alcuni tradizionali basati su modelli già ampiamente consolidati e altri peculiari, mutuati dalle esperienze decennali nella produzione artistica di Centrale Fies e nella ricerca sull’innovazione culturale di Fitzcarraldo. Indipendentemente dal tipo di collaborazione, si parte dalle esigenze delle persone che formano ogni singola impresa, per costruire un percorso personalizzato, finalizzato a garantire la sostenibilità sia dal punto di vista economico che del concept progettuale: crediamo che un progetto sia sostenibile se è anche in grado di rinnovare continuamente quello che ha da dire e da dare. Non si può insomma scindere il supporto al business di Fies Core dal lavoro sulla creazione dei valori che danno linfa ad un progetto, rinforzandone l’impatto attuale e futuro nel suo contesto di riferimento. A supporto di tutto ciò poi c’è un network in espansione di professionalità scelte e di alto profilo, che per lavoro studiano o operano in diversi ambiti del contemporaneo. Il team di accompagnamento per ogni progetto si definisce in base alle esigenze specifiche. La modularità, la plasmabilità dell’offerta -elemento che richiede un enorme investimento di lavoro da parte di Fies Core – è essenziale e fa parte di tutta una serie di servizi che distingue Fies Core dagli incubatori tradizionali, inadatti per la loro eccessiva specializzazione alla versatilità e alla multidisciplinarietà delle imprese culture based.

Fies Core, Centrale Fies, coworking, Andrea Pizzalis

A proposito di “differenziarsi”, quali sono gli elementi che rendono Fies Core diverso da altre realtà legate al mondo dell’innovazione e della cultura?
Cerchiamo di non lavorare sulle differenze, ma casomai sulle peculiarità. Oltre al particolare metodo di lavoro che vede la fusione di ricerca e servizi e plasma percorsi di incubazione realmente unici e “a misura di idea”, va ricordata la particolarità e la forza del luogo che ci ospita. Fies Core ha sede presso Centrale Fies, nel cuore di un biotopo naturale dove un’antica centrale idroelettrica è stata in parte riconvertita ad art work space grazie alla visione illuminata di un’azienda come Hydro Dolomiti Energia e della Cooperativa trentina il Gaviale, nata nel 1981. Mutua alcune pratiche messe in atto a Centrale Fies durante 30 anni di incubazione di artisti che hanno portato premi, vincite di numerosi bandi e concorsi, partecipazioni importanti a Festival e manifestazioni internazionali, fino alle recenti presenze alla Biennale di Venezia.
“È la mia natura” recita uno dei primi claim, e la natura di questo luogo, lontano da grossi centri urbani, è la possibilità di offrire attenzione e cura anche tramite particolari formule residenziali: concentrate, micro incubazioni o percorsi più lunghi e complessi, dove a momenti di lavoro partecipato, nei quali si valorizzano anche le soft skill individuali dello staff progettuale, si affiancano sessioni intensive e tempi di relax (uso cucina, pernottamento, bagno turco, passeggiate nella natura, sport estremi…) pensati per stimolare creativamente la riflessione. In ultimo speriamo di poter aggiungere alle nostre peculiarità il rigore nella ricerca, la spericolatezza della vision verso il futuro (ragioniamo su orizzonti temporali anche ampi) e una certa demoniaca ossessione per la precisione nel vocabolario… non ci piace l’idea di cavalcare l’onda di un certo lessico “startuppista” che si è ormai diffuso in ogni ambito.

Fies Core, Coworking, ph. Andrea Pizzalis

Come vengono utilizzati i linguaggi contemporanei all’interno di questo percorso ibrido tra arte, cultura e impresa?
Immagina una roccia il cui cuore si chiami arte, la cui forza si chiami ricerca e la cui base poggi saldamente in un territorio per poi svettare verso l’alto e aprire la visione a lungo raggio: questa è la schematizzazione delle ambizioni che ci muovono… Più concretamente, se intendiamo la progettazione culturale come un’integrazione di saperi, skills, campi e progetti al servizio sempre di qualcos’altro, che può essere una visione o un rapporto con la società di domani, diventa chiaro che non è possibile né limitarne il raggio d’azione, né dividerla in compartimenti e settori rigidi. In quest’ottica la ricerca artistica, sia teorica che nelle sue applicazioni pratiche, costituisce per noi la fucina e il banco di prova, dove produrre ipotesi di lavoro, testare percorsi inesplorati e confrontare o applicare concetti di innovazione che non si lasciano risolvere nell’economia di mercato.
Perciò la possibilità di Fies Core di fare e incamerare ricerca e di essere in costante contatto con il fermento artistico che da sempre abita Centrale Fies è fondamentale per orientare idee e progetti di impresa. Che si lavori sulla narrazione, il marketing, la comunicazione o sul branding di un progetto, che si faccia un’analisi di benchmark, che si avvii una start up o che si predisponga un processo di sviluppo territoriale o sul web di un’impresa, esercitare una visione articolata e insieme “prospettica” e “visionaria” è fondamentale per assicurare a quell’impresa e a tutta la società un futuro. Per questo la ricerca sui e nei linguaggi contemporanei è fondamentale. Serve ad essere competitivi sul piano delle pratiche e a coltivare una visione verticale, anche ambiziosa delle modalità e degli obiettivi.

 

Virginia Sommadossi è responsabile identità visiva e comunicazione per Centrale Fies.
Mali Weil è una piattaforma artistica costituita da Elisa Di Liberato, Lorenzo Facchinelli e Mara Ferrieri, che opera tra l’Italia e la Germania.
Insieme sono co-developer di Fies Core.

FIES CORE
c/o Centrale Fies, Dro (TN)
www.fiescore.it

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