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VENEZIA | Magazzini del Sale 3 | Fino al 10 agosto 2019

di FRANCESCO FABRIS

“Eterotopia”, termine coniato dal filosofo francese Michel Foucault in contrapposizione all’utopia, sta ad indicare uno spazio interconnesso ad altri spazi ma con una modalità tale da neutralizzare o invertire i rapporti che questi designano, riflettono o rispecchiano.
Di questo concetto il newyorkese Peter Halley, padre del movimento neoconcettuale e lettore dell’organizzazione degli spazi sociali attraverso l’astrazione geometrica, teorico e studioso, ne ha dato una originale interpretazione attraverso l’installazione, in corso fino al 10 agosto, in uno degli storici Magazzini del Sale a Venezia Dorsoduro, zona Zattere.

Peter Halley. Heterotopia I, veduta dal Canale, Magazzini del Sale, Venezia 2019. Photo Delfino Sisto Legnani & Marco Cappelletti. Courtesy of the artist and Flash Art, Milano

La metafora della società contemporanea è così realizzata per il tramite di una straniante astrazione geometrica, che prevede il susseguirsi di otto ambienti separati ma interconnessi – per la lunghezza di 40 metri – caratterizzati da wallpapers e murales a stampa immersi in cromaticità diffuse ed avvolgenti.
In questi, dapprima il linguaggio (attraverso un testo duplicato e ripetuto su fondo giallo della scrittrice Elena Sorokina) e poi una serie di patterns coloratissimi ed ortogonali che giocano con registri caldi e freddi, neri e bianchi, geometrici e addirittura tridimensionali, dialogano con gli abituali “messaggeri” della nostra postmoderna cultura digitale: vi si scorgono diagrammi dalle definizioni poetiche, codici a barre e ed informazioni suggestive immerse in luci invadenti, e nell’ultima stanza in un feticcio sonoro, che rappresentano la nostra abitudine, ormai endogena, all’ambiente isolato ma connesso.

Peter Halley. Heterotopia I. Exhibition view at Magazzini del Sale, Venezia 2019. Photo Delfino Sisto Legnani & Marco Cappelletti. Courtesy of the artist and Flash Art, Milano

L’ambiente, nella sua complessa struttura a “scatole”, si presenta come un paradigma della cultura socio-visuale dagli Anni ’70 in poi, a fondo studiato ed elaborata dall’artista anche nelle sue più note produzioni su tela ma qui arricchito da un vero e proprio “gioco di prestigio” architettonico.

Peter Halley. Heterotopia I. Exhibition view at Magazzini del Sale, Venezia 2019. Photo Delfino Sisto Legnani & Marco Cappelletti. Courtesy of the artist and Flash Art, Milano

In questa occasione, Halley ha fatto ricorso alla collaborazione di tre artisti più giovani, Lauren Clay, Andrew Kuo e R.M. Fischer che hanno realizzato un murales ciascuno e l’originale intervento collocato nell’ultima sala. L’esperienza straniante all’interno dello spazio dedicato alla mostra curata da Gea Politi e Flash Art in collaborazione con l’Accademia di Belle arti di Venezia, è completata dalla vista che si estende oltre il magazzino che ospita le visioni camaleontiche che abbacinano lo spettatore.
La fondamenta lungo cui si dipanano i nove magazzini un tempo deputati al ricovero del sale aggetta infatti sul canale della Giudecca e sull’isola che, con il suo pigro distendersi come un argine specchiante, dà concretezza al concetto di eterotropia, ossia quello di luogo aperto su altri luoghi, con la funzione di far comunicare gli spazi.
Da lì, si ribalta la visione di Venezia, sede per antonomasia della comunicazione senza confini.
Per farlo, basta salire per tre minuti su di un battello che, per Foucault, era “il più grande serbatoio d’immaginazione. La nave è l’eterotropia per eccellenza. Nelle civiltà senza battelli i sogni inaridiscono, lo spionaggio rimpiazza l’avventura, e la polizia i corsari”. Da vedere.

Peter Halley. Heterotopia I. Exhibition view at Magazzini del Sale, Venezia 2019. Photo Delfino Sisto Legnani & Marco Cappelletti. Courtesy of the artist and Flash Art, Milano

PETER HALLEY HETEROPIA I
con lavori di Lauren Clay, R.M. Fischer e Andrew Kuo
a cura di Gea Politi
in collaborazione con l’Accademia di Belle arti di Venezia
allestimento realizzato da FusinaLab

9 maggio – 10 agosto 2019

Magazzini del Sale 3
Dorsoduro 264 – Venezia

 

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