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«Con la rete abbiamo la possibilità di comunicare con chiunque in ogni luogo, di mascherare la nostra identità, di essere sempre sotto controllo, di sfuggire al controllo. Per questo utilizzo come fonte per i miei soggetti esclusivamente la rete» scrive Francesco Zefferino. Da questo immenso serbatoio di immagini a portata di mouse, con il quale tutti abbiamo confidenza, l’artista trae ispirazione per una pittura più vera del vero che mutua dall’immagine fotografica nitidezza e taglio.  Poco importa se non si conosce chi è ripreso nelle foto o chi le ha scattate: su internet l’anonimato può essere un valore, nella vita un difetto. Della realtà di cui si parla nel titolo sembra ci sia poco da scoprire o forse tutto. Uncover Reality, la personale da Lomellino Arte Contemporanea di Genova parte, quindi, da un intento provocatorio che è alla base dell’intera poetica di Zefferino in mostra con una selezione antologica di lavori che instilla un dubbio, ormai diventato certezza: da tempo, la rappresentazione oggettiva del reale ha perso, in ogni forma e mezzo, la sua credibilità…

Francesca Di Giorgio: Osservando i tuoi lavori si avverte una presenza, uno sguardo esterno, proprio come accade in uno scatto fotografico. Dipingi, servendoti della fotografia. Cosa ti interessa di questo mezzo?

Francesco Zefferino: Mi interessa l’attributo di verità ed il conseguente falso mito che ne è scaturito: la fotografia è stata, nella storia, veicolata come mezzo per raccontare la realtà oggettiva ma sappiamo che infinite variabili fisico-meccaniche intrinseche al mezzo (incidenza della luce, lenti, filtri e manipolazioni del fotografo) costituiscono degli accidenti per cui la percezione del dato documentario è subordinata e pilotabile.

Il punto di partenza per il tuo lavoro è spesso un’immagine prelevata da internet.
 Ci spieghi perché?

Nella fitta rete di interdipendenza globale, l’immensa banca dati costituita dalle informazioni visive condivise segna la scomparsa del concetto di autore con la conseguente proiezione dell’individuo nella dimensione liquida del post-reale: mi interessa, a tale proposito, il fatto che le immagini digitali immesse nella rete possano essere state manipolate per cui la restituzione oggettiva del reale diviene sempre più incerta e dubbia senza perdere la sua aura di credibilità.

La tua ricerca si inserisce nel solco della tradizione iperrealista. Quali sono stati e sono i tuoi punti di riferimento?
Principalmente il percorso di ricerca di Richter è stato per me illuminante; di contro, la corrente iperrealista, nella mia pittura, ritengo che abbia un’importanza tangenziale nella misura in cui mi consente una certa meccanicità tecnica ma questo solo per determinare la connotazione concettuale della realtà a posteriori nella fotografia, così come nella pittura.

Molti dei tuoi lavori riportano titoli tratti da nomi di medicinali per combattere l’ansia. Un fatto privato, benché molto diffuso. Quando si traduce in un “evento”?

Il cambiamento epocale delle relazioni inter-umane dovuto alla globalizzazione ha provocato, come effetto collaterale, una crisi di ansia collettiva, un panico condiviso, determinato anche dal fatto che siamo diventati spettatori-consumatori della realtà e di noi stessi: la terra è un immenso show e la nostra condizione, una volta obbligati ad agire in questo contesto, non può essere sollevata dal ricercare nuovi parametri di comprensione che nulla hanno a che fare con le reti di significato ereditate e consolidate dalla storia. L’ansia come malinconia del consumatore.

Uncover reality, scoprire la realtà, titolo della personale da Lomellino Arte Contemporanea di Genova, sembra una contraddizione in termini: tutto oggi è, apparentemente, sotto gli occhi di tutti e il fatto che lo sia, in modo più o meno ostentato, implicherebbe una reale conoscenza. Non apparire è una colpa, significa non esser-ci…

Uncover Reality è una provocazione: infatti l’apparire è diventato significante della condizione umana e la realtà non può essere svelata da alcun medium tanto meno dall’arte in tutte le sue declinazioni; la profezia di Andy Warhol si sta verificando con la conseguenza che l’individuo, trascorsi i suoi quindici minuti, rimane drammaticamente sospeso tra la celebrità ed il cestino della spazzatura…

La mostra in breve:
Francesco Zefferino. Uncover Reality
Lomellino Arte Contemporanea
Via Garibaldi 7, Genova
Info: +39 010 2513863
www.lomellinoarte.it
Inaugurazione giovedì 15 aprile 2010 ore 18.00
16 aprile – 15 maggio 2010

In alto da sinistra:
Synflex, olio su tela, cm 100×120
Peath walking terror, olio su tela

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