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PARIGI | Fondation Louis Vuitton | un report

di VALENTINA POLI

Inaugurata il 27 ottobre a Parigi, in un edificio disegnato da Frank Gehry che ha l’aspetto di una nuvola di vetro, la Fondation Louis Vuitton è nata per diventare un punto di riferimento per la creazione artistica francese ed internazionale. La missione della fondazione, che trova casa nel Jardin d’Acclimatation, nella zona nord del parigino Bois de Boulogne, è e sarà infatti quella di incoraggiare e promuovere la creazione artistica contemporanea, sia in Francia che nel mondo, a partire dalle collezioni e dai programmi porteranno avanti la tradizione dei movimenti artistici e creativi del XX e XXI secolo. A qualche mese dalla sua apertura, spenti i flash e i clamori di opening e presentazioni, Valentina Poli racconta le sue suggestioni attraverso parole e immagini.

Exposition Frank Gehry - Galerie 4, ph. Valentina Poli

“Un sogno” lo ha definito Bernard Arnault, azionista di maggioranza del marchio di lusso LVHM; un sogno che prende la forma di un vascello, dalle dodici vele di vetro, che naviga sulla città di Parigi, proponendosi di diventare centro culturale e artistico vivo e tangibile, non solo della capitale francese ma dell’intero paese.

Frank Gehry, già entrato prepotentemente nell’Olimpo dei grandi architetti per opere quali il Guggenheim di Bilbao, viene chiamato per progettare un’opera tanto ambiziosa che sofisticata in una location unica nel suo genere Le Jardin de l’Acclimatation nel cuore del nel cuore del Bois de Boulogne.

Jardin d'Acclimatation, Bois de Bois de Boulogne, Parigi, ph. Valentina Poli

La grandiosità dell’acqua e l’impalpabilità eterea del vetro sembrano essere gli elementi che ne caratterizzano la struttura poiché capaci di riflettere la luce e gli elementi propri del giardino, rendendo unica ed irripetibile la sua contemplazione nelle diverse fasi di ascesa del sole; scelta, questa, forse memore del grande insegnamento impressionista francese. A questo proposito Gehry afferma:

“Mi divertiva l’idea di una facciata in movimento che cambiasse con la luce grazie al vetro e alle ombre ma che fosse anche capace di essere illuminata in modo diverso” “ Ho trascorso tutta la vita con gli artisti e il ruolo di un palazzo come questo è di ispirarli”.

Fondazione Louis Vuitton, veduta dell'esterno, ph. Valentina Poli
Quindi, questo edificio non vuole limitarsi ad essere un centro espositivo ma punta a diventare luogo di sperimentazione artistica capace di creare un legame forte ed eterno con artisti provenienti da tutto il mondo e a rafforzare, perché no, quel legame tra arte e moda già iniziato grazie a Marc Jacobs, ex Creative Director della LV, che aveva collaborato con artisti del calibro di Takashi Murakami, Richard Prince e Yayoi Kusama.

La Fondazione Louis Vuitton si articola in quattro piani differenti che si alternano a grandi terrazze, dalle quali si può godere di una vista unica, e undici gallerie destinate a ospitare opere della collezione permanente e mostre temporanee.

Exposition Frank Gehry - Galerie 4, ph. Valentina Poli
Tra le tante, fino a marzo, viene presentata una raccolta di plastici e progetti realizzati da Frank Gehry che permettono ai visitatori di ripercorrere le tappe fondamentali che l’hanno portato alla realizzazione del suo progetto. Anche l’opera di Sarah Morris con il film Strange Magic descrive la realizzazione della Fondazione mettendola in relazione con il contesto urbano e sociale circostante.

Olafur Eliasson, Inside The Horizon 2014
Ma l’installazione più “fotografata” risulta essere quella di Olafur Eliasson, Inside The Horizon del 2014, composta da quarantaquattro colonne triangolari di forma variabile che sono illuminate dall’interno per un lato e ricoperte di specchi negli altri due permettendo ai visitatori grandi e piccini di divertirsi vedendo la propria immagine riflessa su di esse.

Ellsworth Kelly- Spectrum VII 2014 .
Ricco inoltre è il calendario di attività che spaziano da conferenze a concerti di musica nell’originale auditorium per cui l’artista Ellsworth Kelly ha realizzato Spectrum VIII:

“Nel 2012, la Fondazione Louis Vuitton mi ha invitato a creare una nuova opera per l’auditorium progettato da Gehry. Per questo ho ideato un gruppo di pannelli colorati di diverse dimensioni che dividevano il palco e il parterre. Proprio per questo motivo, visto che non si trattava di una galleria tradizionale, ho dovuto analizzare, non solo gli aspetti visuali, ma anche quelli acustici”.

L’architettura, come affermava Le Courbusier, è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozioni capaci di far commuovere grazie a quella bellezza che sta negli occhi di chi la guarda, indipendentemente da come essa viene definita.

Info: www.fondationlouisvuitton.fr

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