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TORINO | Pala Alpitour | 1 – 4 novembre 2018

Intervista a STEFANIA PODDIGHE e GINEVRA PUCCI  di Michele Bramante

Da sei anni, Torino è sede di un progetto che si distingue sullo sfondo del panorama fieristico – vale a dire, del mercato dell’arte nella sua modalità oggi più efficiente, è bene ricordarlo – con una fisionomia non precisamente classificabile, appassionata all’arte di ogni tempo intesa come valore atemporale nel presente perenne della contemporaneità. Flashback, dicono le direttrici Stefania Poddighe e Ginevra Pucci, «Si presenta come un atlas di cultura visiva, un insieme di opere frutto della creatività dell’uomo dai primordi ai nostri giorni nella convinzione che l’opera sia tale indipendentemente dal momento storico in cui è stata creata, e sia contemporanea perché vive del rapporto continuamente rinnovato con il fruitore. Gli espositori sono selezionati sulla base della loro ricerca e del progetto presentato nella coerenza di una sperimentazione che metta insieme mixité espressiva e temporale».

Ginevra Pucci e Stefania Poddighe. Foto: Move graphics & Photography

In altre occasioni ho paragonato la sovraesposizione delle fiere al rumore bianco, un campo di rumori e suoni talmente caotico e ridondante da appiattirsi su un’unica frequenza indistinta. Quando visito Flashback distinguo delle voci – e spero di continuare ad avere la stessa esperienza. So che ha a che vedere con il tempo, con il clima temperato dell’attenzione alle opere, con il guardare una seconda volta. Voi come lo spieghereste?
Crediamo che la tua osservazione sia giusta: è la stessa differenza che passa tra l’intontito vagare negli spazi della GDO (grande distribuzione organizzata, n.d.r.) a canale lungo e l’esperienza in un sistema a canale diretto dove “meno è meglio”, l’attenzione è concentrata e la fruizione cambia. E poi a Flashback, passando attraverso “l’artgate”, ci si ritrova in una dimensione atemporale, sospesa, dove l’arte è tutta contemporanea.

Qual è la costante che avete conservato fin dalla prima edizione?
L’umanità e la passione.

Cosa rende particolare questa, invece?
La diversità (tema della riflessione di Flashback di quest’anno, ispirato dal libro di Chad Oliver Le rive di un altro mare, ndr), la mescolanza, il mare.

flashback, Torino, 2017. Foto: Move graphics & Photography

La trasversalità storica che anima la Fiera fa pensare a quanto la critica contro il mercato intacchi solamente uno strato inessenziale della complessità dell’opera, che si può far coincidere con il momento della sua mercificazione. Manufatti tradizionali realizzati nel contesto di culture non occidentali o premoderne si affiancano alla produzione artistica più recente sulla quale si concentra spesso la polemica comunemente intessuta di accuse di provocazione o di ricerca del profitto. Il fatto che un’opera sia acquistabile non ne disintegra lo spirito, almeno non in maniera così automatica e universalmente invalidante. Qual è secondo voi il valore senza tempo, e dunque, se vogliamo, sempre attuale, contemporaneo, che rimane irriducibilmente al fondo di ogni opera d’arte? Credo che questo abbia a che vedere anche con i vostri criteri di selezione dei progetti proposti dalle Gallerie.
Vorremmo partire da quanto hai affermato: «Il fatto che un’opera sia acquistabile non ne disintegra lo spirito». Un’opera che possa definirsi tale esiste al di là del tempo e della compravendita, il mercato interviene in un momento successivo ma non intacca minimamente la complessità dell’opera, così come non lo fanno le polemiche. Un’opera è tale indipendentemente dal momento storico in cui è stata creata, ed è contemporanea perché vive sempre e comunque solo nel rapporto con il fruitore. Il vero problema sembra essere dunque a quali condizioni un’opera possa definirsi tale e non quando possa definirsi contemporanea.
Il mercato ha però caratteristiche diverse quando si tratta di lavori prodotti negli ultimi anni o di lavori storicizzati. Il tempo influisce come valore aggiunto. Il fatto che per centinaia o addirittura migliaia di anni le persone, i fruitori, di generazione in generazione, abbiano deciso che “valeva la pena” preservarne alcuni, sicuramente rappresenta un valore aggiunto. Cosicché, per quanto il mercato possa oscillare, per quanto le speculazioni possano agire, c’è un valore inattaccabile e potente che è lo status di “contemporaneità” dell’opera, status riconosciuto nel tempo e con il passare delle generazioni.

Mi fate qualche esempio con gli highlights di questa edizione?
Che dire, c’è l’imbarazzo della scelta: il Macrino d’Alba di Fabrizio Moretti, il Casorati di Fabrizio Russo, il caravaggesco Monogrammista proposto da Lampronti, il Carrà di Galleria dello Scudo, l’incredibile installazione di ritratti di Sperone, etc. Ci fermiamo, perché se l’opera vive del rapporto con il fruitore… Bisognerà visitare la Fiera.


flashback 2018
l’arte è tutta contemporanea
VI edizione
le rive di un altro mare

1 – 4 novembre 2018

Pala Alpitour
Corso Sebastopoli 123, Torino

ingresso unico Piazza D’armi

Orari: Tutti i giorni h. 11.00 / 20.00
anteprima stampa 31 ottobre 2018, h. 11.00 / 13.00
preview 31 ottobre 2018, h. 16.00 / 18.00
vernissage 31 ottobre 2018, h. 18.00/ 22.00

biglietti: intero € 10
ridotto € 8, riduzioni previste per legge
ridottissimo € 5, abbonamento Torino Musei, Abbonamento Musei Lombardia Milano, Torino + Piemonte Contemporary Card, Touring Club Card

gratuito giovedì 1 novembre abbonamento Torino Musei, Abbonamento Musei Lombardia Milano, Torino + Piemonte Contemporary Card, Touring Club Card, gratuità previste per legge, mef

Info: +39 011 19464324
+39 393 6455301
info@flashback.to.it
www.flashback.to.it

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