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BILBAO (SPAGNA) | Museo Guggenheim Bilbao | 27 giugno – 8 ottobre 2023

di MATTEO GALBIATI

Abbiamo la necessità di rompere e superare il cliché con cui si codificano – o meglio incasellano – gli artisti e le loro ricerche per poter assolvere a una comprensione davvero più profonda, e quindi efficace, della loro visione del mondo, dell’estetica con cui nel tempo ce l’hanno restituita e dei temi urgenti che ad essa si accompagnano.

Yayoi Kusama: dal 1945 a oggi, veduta della mostra, Museo Guggenheim Bilbao, Bilbao (Spagna)

Non possiamo limitarci alla retorica ripetuta dell’iconocità riconoscibile di certe loro pratiche ed eleggerle a modello totale, perché parziale è la conoscenza del percorso e della complessità di una poetica che ingiustamente comprimiamo in immagini che ci rimandano da una riconoscibilità immediata. Zucche e pois, colori accesi e ripetizione di un gesto semplice, ad esempio, non devono bastare per descrivere la ricchezza di spunti offerti dalle complesse espressività di una artista come Yayoi Kusama (1929) di cui possiamo attraversare l’intero itinerario artistico nella grande e ricca antologica che il Museo Guggenheim di Bilbao, avvalendosi della preziosa organizzazione dell’M+ – Museum of Visual Culture di Hong Kong, ha allestito nei suoi spazi.
Questo progetto – curatorialmente firmato da Doryun Chong e Mika Yoshitake, massimi esperti internazionali di Kusama, in collaborazione con Lucía Agirre tra le curatrici del museo spagnolo – permette un viaggio incredibilmente panoramico sui linguaggi e le realizzazioni, sui temi e i contenuti, dell’universo espressivo dell’artista giapponese muovendosi da disegni adolescenziali tracciati con tratto sicuro su una piccola agenda, per spaziare ai colori accesi delle opere recenti (la stessa Kusama esige che in ogni mostra sia presente uno dei suoi ultimi lavori a testimoniare la prosecuzione aggiornata della sua arte nel presente).

Yayoi Kusama, Accumulazione di lettere (Accumulation of Letters ), 1961, collage di inchiostro e carta stampato su carta, 62.5×74.3 cm, Collezione di Ota Fine Arts © YAYOI KUSAMA

Con opere importanti e significative, tra dipinti e installazioni, video di performance e sculture, tra disegni e dipinti, questa è una mostra totale che si prefigge lo scopo di dare risalto alla complessità degli interessi di Kusama nel corso dei decenni e dimostrando come fosse sempre attenta a quanto urgeva al suo (e nostro) tempo. Vicina a moltissimi artisti internazionali che, anche se in modo diverso, hanno inciso sulla propria epoca, lei ha saputo intercettare, come solo i temperamenti più grandi sanno fare, le tematiche più “calde” che hanno connotato e determinato il destino di ogni decade vissuta. Kusama, da quanto traspare dalle opere e dai materiali d’archivio scelti a coprire e identificare un arco temporale che si muove dal 1945 al 2023, viene letta individuando un doppio registro che asseconda le esigenze sia cronologiche che tematiche. Ecco allora che il percorso espositivo si snoda attraverso le sezioni dell’Autoritratto, dell’Infinito, dell’Accumulazione, della Connettività radiale, il Biocosmo, della Morte, della Forza della vita.

Yayoi Kusama: dal 1945 a oggi, veduta della mostra, Museo Guggenheim Bilbao, Bilbao (Spagna)

Da queste si ricavano i contenuti cari all’espressione artistico-estetica di Kusama che si estendono dall’impermanenza della scultura alla scrittura ossessiva e para-alfabetica, dalla semplificazione ludica per incidere sul buio dell’abisso al ricalcolo ciclico del proprio segno; dall’infinito di texture pittoriche alla concretezza incerta dei materiali; dalla palpazione dell’immagine figurale al mimetismo metaforico nella sua riduzione astratta. Su tutto affiora sempre la sua forza e la sua fiducia nella pratica dell’arte, nella determinazione con cui l’azione “produttiva” lenisce lo scorrere stesso del tempo. Anzi pare in lei incalzarlo nella necessità di continuare a compiersi e darsi attraverso un lavoro inarrestabile. Questa produzione incessante è emblematica del suo desiderio di sopravvivere, di dilatare la vita tendendola verso quel che ancora non si è fatto.

Yayoi Kusama: dal 1945 a oggi, veduta della mostra, Museo Guggenheim Bilbao, Bilbao (Spagna)

Partendo da opere informali, anche di grandi dimensioni, come Reti di infinito (1959), la proiezione dentro ad uno spazio reale e al contempo ultraterreno, impone allo sguardo una riflessione sul senso del limite umano e lo spinge, in questo modo, ad andare oltre. Parte e tutto si condensano sempre nel suo immaginario dove la proliferazione dell’elemento – da  Accumulazioni di lettere (1961) a Trasmigrazione (2011) – intercettano il germogliare di trame sensibili, attive e agenti sulla superficie dell’opera. Tale vibrare non poteva non riverberarsi poi nello spazio tridimensionale e osservare un’interpretazione sensibile che solo la scultura, accumulata e duplicata, poteva risolvere. In Kusama, però, nulla è mai ovvio e scontato, così anche la scultura trova modo per sensibilizzarsi, per restare sempre inno di vita, tempo di azione: morbidezza, oggetti “confortevoli”, fluidità delle forme, accettazione di ready-made di matrice pop, affermano come l’“oggetto” rivisitato debba offrire sempre il senso di un mistero da interpretare attivamente. Questa volontà di guardarsi dentro, ad esempio, è cruciale nell’immersione che si percepisce nella Sala di specchi dell’infinito – Desiderio di felicità per gli esseri umani da oltre l’universo (2020): qui spazio-tempo accedono a quel senso di illimite che è tanto carico all’intelligibile pensiero filosofico di Kusama.

Yayoi Kusama, Sala di specchi dell’infinito – Desiderio di felicità per gli esseri umani da oltre l’universo (Infinity Mirrored Room – A Wish for Human Happiness Calling from Beyond the Universe, 2020, specchi, legno, sistema di illuminazione a LED, metallo, pannello acrilico, 293.7×417×417 cm, © YAYOI KUSAMA Courtesy Ota Fine Arts

Un pensiero testimoniato da questa sua infaticabile ricerca lunga una vita e dedicata, come lei stessa afferma, all’arte che deve restare d’avanguardia, esplicitando in questa affermazione la vitalità di uno sguardo capace di prevedere, anticipare e analizzare continuamente le tensioni e le linee di tendenza che fibrillano nelle nostre epoche, il cui tempo è sempre stato attentamente e scrupolosamente scandagliato dalla pratica dall’artista. Un tempo che per lei è sempre quello del presente, pur conscia delle esperienze del passato e della storia, Kusama, infatti, con un lavoro che cerca nel capitolo ancora da scriversi le risposte ultime, sa tradurre un’ossessione (apparente) in realistico e pragmatico misticismo. Lei che ha fatto della logica ripetizione (differente) la sua continua avanguardia.

Yayoi Kusama: dal 1945 a oggi
a cura di Doryun Chong e Mika Yoshitake
in collaborazione con Lucía Agirre
con il patrocinio di Iberdrola
esposizione organizzata da M+, Hong Kong in collaborazione con il Museo Guggenheim Bilbao
catalogo con saggi di Mika Yoshitake, Doryun Chong e Isabella Tam

27 giugno – 8 ottobre 2023

Museo Guggenheim Bilbao
Avenida Abandoibarra 2, Bilbao (Spagna)

Orari: da martedì a domenica 10.00-19.00; in estate aperto tutti i giorni 10.00-20.00
Ingresso adulti €18.00 (online €16.00); studenti, pensionati e over 65 anni €9.00 (online €8.00); gratuito amici del Museo e under 18 anni; tariffe in funzione delle esposizioni

Info: +34 944 359000; +34 944 359080
informacion@guggenheim-bilbao.eus
www.guggenheim-bilbao.eus

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