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BOLOGNA | LABS Contemporary Art | Fino al 1 ottobre 2023

di FRANCESCA DI GIORGIO

Capita che i premi d’arte, nel migliore dei casi, siano occasione per innescare dialoghi inattesi e amplificare le intenzioni delle gallerie più aperte e lungimiranti. È questo il caso di Noemi Durighello/Ettore Pinelli, bi-personale in corso da LABS Contemporary Art, di Bologna e che nasce, appunto, come esposizione/premio di Ettore Pinelli (Modica, 1984) e Noemi Durighello (Feltre, 1996), rispettivamente vincitori nella sezione Pittura dei premi ARTEAM CUP (2020) e COMBAT Prize (2022).
Una mostra che, come afferma il Direttore di LABS, Alessandro Luppi  è «Un esempio di come la galleria si impegna a sostenere la giovane creatività italiana offrendo opportunità concrete per la promozione del lavoro di nuovi talenti. Un’opportunità molto utile anche per noi e che ci permette di creare momenti dedicati interamente all’aspetto di ricerca, studio, confronto, e dialogo con gli artisti. La bi-personale di Durighello e Pinelli, alla riapertura della stagione espositiva, tra l’altro, continua il dialogo con l’ultima mostra di stagione, opentour, un altro progetto volto a sostenere i giovani e futuri artisti dell’Accademia di Bologna e che si tiene ogni anno a giugno».

Veduta della mostra Noemi Durighello/Ettore Pinelli, LABS, Bologna

Il dialogo tra le opere di Pinelli e Durighello è stato studiato dal curatore Leonardo Regano, pensando per lo spazio della galleria LABS, un allestimento equilibrato e sintetico che fa emergere volutamente le differenze e le peculiarità della ricerca dei due artisti.
All’impostazione classica delle opere di Pinelli che, come come racconta l’artista, «consentono allo spettatore una interazione prettamente visiva e percettiva» si contrappongono i lavori di natura installativa di Durighello «dalla dinamica fisica e giocosa».
Il dialogo tra le opere dei due artisti si è concretizzato da subito sia dal punto di vista concettuale sia installativo.
Se da una parte nelle opere di Pinelli, scelte per la mostra, si fa particolarmente presente la negazione dell’immagine, in quelle di Durighello si parte da un approccio pittorico, che caratterizza la produzione degli ultimi due anni, con un’attenzione particolare al mondo delle forme, degli oggetti e della natura morta, da cui l’artista si allontana per sviluppare lavori che, dalla dimensione 2D della tela, si espandono nello spazio.

Noemi Durighello, WYSIWYG, veduta della mostra Noemi Durighello/Ettore Pinelli, LABS, Bologna

«Per i lavori installativi più piccoli a parete ho scelto il titolo What you see is what you get, che proviene da WYSIWYG un acronimo inglese che descrive in informatica quei sistemi che permettono di modificare il contenuto di un progetto senza dover avere una conoscenza approfondita dei linguaggi digitali perché in questo caso ciò che lo schermo del computer ci mostra corrisponde esattamente al risultato finale del lavoro. In What you see is what you get lo specchio ingranditore tipico dei saloni di bellezza è stato sostituito dalla sua rappresentazione pittorica perdendo così la sua funzione pratica e WYSIWYG diventa un dispositivo di confronto che costringe a riflettere sia su se stessi sia sull’esistenza in generale, per me funziona come una sorta di promemoria della condizione temporanea della razza umana. Lo specchio difettoso, allo stesso modo, rimanda all’essenza materiale dell’opera d’arte che una volta svuotata dei suoi concetti e dei suoi significati torna alla sua forma più primitiva e mortale, in questo caso: il colore su tela» racconta Noemi Durighello.

Veduta della mostra Noemi Durighello/Ettore Pinelli, LABS, Bologna

L’opera, invece, che sembra una capanna, Satellite n.2, è stata concepita dalla Durighello circa un anno e mezzo fa quando l’artista era alla ricerca di nuovi materiali con cui lavorare in studio: «Avevo trovato l’annuncio di un uomo che aveva appena demolito la sua abitazione in un sobborgo di Dresda dove abito adesso, ho caricato una grande quantità di materiali su un furgone e li ho portati nel mio atelier».
Per l’artista il modo “più naturale” per ridare forma a tutto quel materiale raccolto dalla demolizione è stato quello di costruire una nuova casa che ha come “tetto” dei quadri: un riferimento al possibile dialogo tra la pittura e la sua dimensione installativa, e al dialogo tra spazio domestico e spazio espositivo.

Ettore Pinelli, veduta della mostra Noemi Durighello/Ettore Pinelli, LABS, Bologna

Nelle pitture di Pinelli, invece, la “metamorfosi” avviene all’interno del quadro «le immagini transitano verso l’astrazione, blindate in una possibile percezione attraverso muri di colore più o meno coprenti. L’impatto visivo è quello di avere di fronte a sé veri e propri dipinti monocromi che ad una osservazione più attenta e prolungata rilasciano l’immagine che trattengono e contengono».
Tra le opere presenti in mostra Pinelli si sofferma a raccontare le origini del dittico A38 realizzato appositamente per questo progetto: «In questo lavoro sono rappresentati due fotogrammi dell’iceberg a-38, distaccatosi dalla piattaforma “Filchner-Ronne” in Antartide nel 1998, e che ha continuato a spostarsi e suddividersi in pezzi fino allo scioglimento nel 2005. L’iceberg si estendeva per ben 150km, ed è stato monitorato e documentato per una decade dal “Defense Meteorological Satellite Program” e considerato come “a possible indicator of global warming”, ovvero un indicatore del surriscaldamento globale».

Ettore Pinelli, Iceberg A38 – diptych (turquoise blue), 2023, olio su tela, 120×80 cm

Ho scelto di rappresentare due punti di vista da satellite dell’a-38 per due ragioni specifiche, è un esempio eclatante di catastrofe naturale, “icona violenta della natura”, ma soprattutto, il monitoraggio da parte dei ricercatori di questo evento ha prodotto immagini a bassa risoluzione per dieci anni, e tutte disponibili in rete». Anche in questo caso tornano due aspetti fondamentali della ricerca di Pinelli dove è la parte nascosta dell’opera a giocare un ruolo fondamentale e l’azione prelievo di immagini da archivio disponibili permette di introdurle in un contesto diverso da quello di origine, quello dell’arte, luogo di disvelamento.

Ettore Pinelli, veduta della mostra Noemi Durighello/Ettore Pinelli, LABS, Bologna


Noemi Durighello/Ettore Pinelli

a cura di Leonardo Regano
Un progetto nato a seguito della restituzione di due premi della sezione Pittura: COMBAT PRIZE 2022 e ARTEAM CUP 2020

13 settembre – 1 ottobre 2023

LABS Contemporary Art
Via Santo Stefano 38, Bologna 

Orari: da martedì a sabato, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

Info: +39 051 3512448
+39 348 9325473
info@labsgallery.it
https://www.labsgallery.it/

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