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MODENA | Fondazione Fotografia ex Ospedale S. Agostino | fino al 29 gennaio 2012
PESCARA | Rizziero Arte | fino al 18 gennaio 2012

di Laura Fanti

Scrivere di giganti è sempre una sfida, le parole possono essere inappropriate o quantomeno un contatto che rimane laterale rispetto all’esuberante impatto con i loro lavori. Così è nei confronti di un pioniere della fotografia come Ansel Adams (San Francisco, 1902-1984), il quale, pur non appartenendo ai primi sviluppi di tale linguaggio, è tra i sommi esponenti della corrente che ha voluto fare della fotografia un’arte come le altre. L’occasione è data dalla concomitanza di due mostre in Italia dedicate al fotografo americano, una – antologica – vista anche la mole dei lavori in mostra, alla Fondazione Fotografia di Modena, l’altra alla Galleria Rizziero di Pescara, da sempre sensibile ai maestri della fotografia, che ospita ugualmente, nel suo nuovo spazio, un cospicuo numero di scatti (trenta).

Adams, leader della straight photography e fondatore del gruppo f/64 (1932), che includeva tra gli altri Imogen Cunningham ed Edward Weston, incarna tutta la complessità estetica e direi epistemologica del linguaggio fotografico.
Nei suoi scatti la ricerca di un’oggettività rivela paradossalmente intimità ed empatia con i paesaggi immortalati; paesaggi nordamericani, la cara Yosemite Valley su tutte, restituiti nella loro purezza prima dell’avvento del turismo di massa, ampissime vedute, rese appunto dal diaframma f/64 (il valore minimo che corrisponde alla massima profondità di campo), dalla luce abbagliante, dovuta, invece, dal sistema zonale, una tecnica inventata da Adams per rendere l’immagine luminosissima e con intensi contrasti bianco/nero.
Spicca su tutte Moon and Half Dome (1960), in mostra in entrambe le sedi, uno scatto maturo che condensa tutto il lavoro di Adams: vi sono echi di un romanticismo che voleva il sentimento del sublime sopra ogni cosa – ed ecco la lontananza dal documentarismo che il fotografo, invece, ricercava – rimandi alla pittura di Friedrich – in un fotografo che boicottava la corrente pittorialista e tutti i tentativi di vicinanza tra pittura e fotografia – e un acceso contrasto tra la luce, l’ombra e il buio che non hanno nulla di oggettivo ma rivelano tutta la sensibilità dell’artista.
Da citare anche Self Portrait – Monument Valley – Utah (1958), in mostra a Modena, dichiarazione d’amore per la natura e per la fotografia, un’immagine ambigua che sicuramente è piaciuta agli strutturalisti per l’odor di auto-referenzialità e i rimandi segnici che porta con sé e che rivelano un Adams indubbiamente più complesso di quanto la storia della fotografia ci abbia consegnato.

Ansel Adams. La Natura è il mio regno
a cura di Filippo Maggia
promossa da Fondazione Fotografia
Ex Ospedale Sant’Agostino
Largo Porta Sant’Agostino 228, Modena
Info: +39 335 1621739
www.fondazionefotografia.it/it/exhibition/ansel-adams/
Fino al 29 gennaio 2012

Ansel Adams
Rizziero Arte

via Regina Elena 65, Pescara
Info: +39 085 4219731

Fino al 18 gennaio 2012
www.rizzieroarte.com

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