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Scuola dei Mercanti – Campo Madonna dell’Orto

INTERVISTA DI FRANCESCA DI GIORGIO

Trame riflesse… un gioco di specchi tra dimensione virtuale e realtà artistica. Davide Nido e Robert Pan, per la prima volta coinvolti in un progetto comune da Bonelli ArteContemporanea e Alberto Mattia Martini, intessono un fitto dialogo le cui trame si espandono dall’interno dei singoli lavori agli occhi di chi guarda, oltrepassando la superficie. Il progetto sposta lo sguardo al di là delle reciproche consonanze tecnico-materiche e possibili disomogeneità di poetica. Il riflesso qui non restituisce un’immagine univoca che, pur nella riconoscibilità e nella manifesta proprietà di linguaggio, punta a dilatare la visione attraverso piani simbolici e livelli di lettura differenti…

Francesca Di Giorgio: Hai definito l’incontro tra Davide Nido e Robert Pan «la differenza nella similitudine». Ci racconti la natura di questa bi-personale? È la prima volta che Nido e Pan espongo assieme?
Alberto Mattia Martini:
La differenza nella similitudine potrebbe essere una chiave per definire l’incontro tra questi due artisti, che pur provenendo da culture, luoghi, formazione diversi, depositari di tecniche e immagini artistiche difformi, trovano in questa occasione lo stimolo per un dialogo che parte dalla materia ma si spinge oltre le trame del silenzio. Si, è la prima volta che Nido e Pan dialogano per mezzo delle loro opere, che però non leggerei come un confronto limitato ai materiali, ma come scambio incessante, che ha visto i due artisti dar vita ad una mostra, che va letta, appunto, nel suo insieme pur cogliendone le differenze tecnico-realizzative.

Su quali presupposti hai basato la tua scelta curatoriale?
Nella mia ricerca critica e curatoriale, sono sempre molto attratto ed interessato dagli artisti che utilizzano “materiali alternativi”, che spingono la loro ricerca nel rapporto materia/spazio, per poi dialogare nel modo più diretto possibile con chi osserva tali opere. Come punto di partenza ci sono sicuramente i materiali, che entrambi gli artisti utilizzano, anche se ci sono sostanziali differenze in quanto Nido si avvale di colle siliconiche, mentre Pan predilige la resina e il pigmento. Conseguentemente anche le tecniche, i mezzi sono difformi, mentre l’aspetto più interessante e sul quale mi sono concentrato maggiormente è quella capacità di dialogo su più piani: luogo, spazio, luce e fruitore, elementi con i quali le opere in mostra riescono ad instaurare un fil rouge da spezzare. La scelta delle opere è quindi andata di pari passo, considerando questa forte comunicazione visiva, tattile e materica – che questi “organismi” ed universi di forme, colori e entità, affiorando, dilatandosi e contraendosi fanno fluire liberamente – dando vita a Trame riflesse.

Pur rimarcando i complessi aspetti tecnici, molti sono i legami simbolici ricorrenti nel lavoro di Nido e Pan, che danno vita ad uno scambio su piani e livelli differenti. Mi riferisco al dialogo interno ai lavori stessi e a quello instaurato con l’osservatore, agli elementi trascendenti l’aspetto tecnico dell’opera…
Come ho già avuto modo di dire i materiali e le tecniche sono in questi lavori importanti; la fase realizzativa sia di Nido che di Pan, presuppone grande padronanza tecnica, conoscenza dei materiali e dei loro componenti. Lo sguardo inteso sia come effetto riflessivo che le opere stesse rimandano, sia decifrato come scambio tra soggetto ed elemento all’interno di differenti piani di spazio e tempo sono uno caratteristica costante di questi lavori. In entrambi, poi, uno degli elementi centrali è il fuoco, il calore che, come sostiene Bachelard, possiede in sé la forza al contempo creativa e distruttiva ma anche l’immaginario, l’ultravivente di un elemento eterno, che brucia all’inferno e rifulge in paradiso. In queste opere il fuoco assume il simbolo della passione, del peccato, della sofferenza, ma anche di purezza eterna; elementi indispensabili e indivisibili, che alimentano lo slancio vitale, si impadroniscono dell’uomo forgiando la fantasia creativa. Senza il fuoco i lavori non potrebbero sussistere: esso “stimola” la materia dando origine ad un rapporto essenziale, che si esemplifica attraverso continue ed infinite
 .

La mostra apre a Venezia in contemporanea alla preview della 54. Biennale di Venezia… Come siete arrivati alla Scuola dei Mercanti in Campo Madonna dell’Orto (Cannaregio). Quali spazi sono stati messi a disposizione degli artisti e come vi hanno lavorato?
Certamente Venezia nei giorni della Biennale diventa il centro mondiale dell’arte contemporanea, quindi abbiamo cercato uno spazio che ci desse l’opportunità di presentare la mostra in questo periodo. Abbiamo volutamente scelto questo spazio perché ricco di tradizione e storia, basti pensare che nella Chiesa della Madonna dell’Orto sono presenti ben dieci opere di Tintoretto, più tanti altri capolavori. Noi abbiamo a disposizione uno spazio splendido che mantiene intatta la sua forma originaria di circa 300mq che, per l’occasione, abbiamo volutamente fatto oscurare, in modo che emergano prevalentemente le opere esposte. Vi assicuro che l’effetto comunicativo ed emozionale è imperdibile!

La mostra in breve:
Davide Nido / Robert Pan. Trame riflesse
A cura di Alberto Mattia Martini
Scuola dei Mercanti
Madonna dell’Orto, Cannaregio, Venezia
Info: +39 331 8407444
Organizzazione Bonelli ArteContemporanea
Con il contributo di Elisabeth Sarah Gluckstein
Inaugurazione giovedì 2 giugno ore 18.00
2 giugno – 15 settembre 2011

In alto:
Robert Pan, “AR 9,275 AF”,  2008, resina e tecnica mista, cm 154×254

In basso, da sinistra:
Davide Nido, “Le Isole di J M Basquiat”, 2011, tecnica mista su tela, cm 200×150
Davide Nido, “Fluido pop”, 2011, tecnica mista su tela, cm 200×150

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