Non sei registrato? Registrati.
VENEZIA | Fondazione Querini Stampalia | 11 maggio – 24 novembre 2019

Intervista a CHIARA GATTI di Matteo Galbiati

L’Area Carlo Scarpa della Fondazione Querini Stampalia accoglie la prima retrospettiva dedicata all’artista Luigi Pericle (1916-2001) la cui ricerca artistica torna alla ribalta dopo decenni di oblio e silenzio. La fondazione veneziana, quindi, consegna al suo pubblico una mostra di importante valore storico che riporta attenzione sulla sensibilità e la visionarietà – oltre sulla sua grande sapienza tecnica e sul suo acceso sperimentalismo formale – di questo grande autore del Novecento la cui poesia torna ad essere riletta grazie alla passione di Andrea e Greta Biasca-Caroni che gestiscono l’Archivio Luigi Pericle e di Chiara Gatti che, da eccellente storica dell’arte, ha intrapreso un approfondito lavoro di studio sulla figura di Pericle e di cui cura questa significativa esposizione, tappa fondamentale dei lavori di riordino di opere e documenti dell’artista svizzero. Abbiamo intervistato a Venezia Chiara Gatti con la quale, guidati con passione per le sale della mostra, abbiamo approfondito questi argomenti:

Chiara Gatti, al centro, curatrice della mostra Luigi Pericle (1916-2001)_Beyond the visible, insieme a Greta e Andrea Biasca-Caroni dell’Archivio Luigi Pericle di Ascona

La storia di Luigi Pericle ha avuto alterne vicende, da un grande successo internazionale all’oblio della dimenticanza, ci racconti brevemente la sua figura di artista, pensatore e intellettuale e la storia della sua scelta di “esilio” volontario?
La sua figura è realmente complessa. Non fu soltanto un grande pittore e un illustratore famoso (papà della celebre marmotta Max tradotta in mezzo mondo). Pericle era uno studioso, un ricercatore, un pensatore, un vorace interprete di ogni cultura e di ogni disciplina. Si muoveva fra i territori paralleli della filosofia greca e di quella orientale, dall’antico Egitto allo Zen, fino all’astrologia, dalla cosmologia alle sapienze cabalistiche, conosceva il greco antico e la calligrafia giapponese. Era teosofo, esperto di dottrine esoteriche. Un personaggio versatile con una mente meravigliosa. Dopo il riconoscimento internazionale della sua ricerca estetica, le mostre nei musei inglesi, la frequentazioni delle migliori gallerie londinesi, decise di ritirarsi per una profonda incompatibilità con il sistema dell’arte. Nel boom degli anni Sessanta, la mondanità, il mercato, i compromessi, lo allontanarono dalle scene. Si ritirò ai piedi del Monte Verità, in Ticino, la collina dell’Utopia, meta di pensatori sin dall’inizio del secolo e della famosa comunità anarchica poi indagata dal grande critico Harald Szeemann. Pericle rimase lì, chiuso nella sua meditazione, dimenticato dal mondo. Fino a oggi.

Anche la sua riscoperta ha qualcosa di eccezionale, parlo del ritrovamento delle opere…
Per quindici anni, dopo la sua morte nel 2001 (era nato nel 1916 a Basilea), la casa ad Ascona rimase chiusa e in stato di decadenza. Messa all’asta, è stata acquistata da Greta e Andrea Biasca-Caroni, che conoscevano la figura riservata di Pericle, ma non immaginavano che, dentro la sua villetta, si nascondesse un tesoro, fra quadri e disegni. Oltre a libri, diari, documenti, lettere straordinarie a tutto il mondo dell’arte della sua epoca. Si è spalancato così un vaso di Pandora che ha riportato in vita il nome di un maestro, la sua storia legata alla cultura europea del secondo dopoguerra. Un capitolo di storia della pittura tutto da studiare e riportare alla luce.

Luigi Pericle, Matri Dei d.d.d., 1963, China su carta, 420x 600 mm

Quali sono i numeri di questo fondo e da cosa è costituito? Che arco temporale abbraccia?
Duecentocinquanta quadri e oltre tremilacinquecento disegni perfettamente custoditi in scatole di legno con veline che sono sopravvissuti intatti al tempo. La qualità è superba, la conservazione ottima e i pezzi abbracciano un periodo che spazia dalla fine degli anni Cinquanta ai primi anni Ottanta. Le opere figurative degli esordi sono state distrutte da Pericle che, a un certo punto della sua ricerca, preferì esprimersi attraverso un linguaggio nuovo, astratto e visionario, abbandonando iconografie come il paesaggio, per quanto fossero simboliste. Un esemplare raro di questa produzione figurativa mostra una sorta di gigantesca montagna della conoscenza, un monolite di luce, che ricorda molto gli orizzonti di Čiurlionis, un’icona dello spirito e dell’assoluto.

Quali sono state le reazioni di Andrea e Greta Biasca-Caroni? Come si sono poi mossi nel tempo rispetto all’immenso patrimonio di cui sono entrati in possesso?
Dopo lo stupore iniziale, hanno compreso immediatamente il valore della scoperta, hanno attivato un processo di catalogazione necessaria e raccolto intorno a sé un gruppo di ricercatori e critici per formare una squadra che fosse in grado di studiare ogni aspetto della produzione di Pericle e di curare in team la mostra veneziana.

La curatrice della mostra Chiara Gatti con, da sinistra, Luca Bochicchio, Michele Tavola e Marco Pasi, co-curatori della mostra Luigi Pericle (1916-2001)_Beyond the visible

Quando si costituisce l’Archivio Luigi Pericle?
Da alcuni mesi è stata fondata una Associazione culturale non profit che si occupa dell’Archivio, della tutela e della valorizzazione. Il fondo Luigi Pericle, custodito ad Ascona, è già disponibile alla consultazione da parte di chiunque abbia interesse a sviluppare indagini sull’artista e la sua opera. Alcuni materiali interessanti si trovano anche nelle raccolte del vicino Museo Comunale d’Arte Moderna.

Luigi Pericle, Golem Uraniano II, Matri Dei d.d.d., 1964, tecnica mista su tela, 55×34 cm

Come è nato il progetto di questa mostra? Come l’avete strutturata e quali materiali avete selezionato? Deve essere stata una selezione dura, severa e appassionante!
La mostra attraversa, secondo un percorso cronologico, tutte le fasi della ricerca di Luigi Pericle affondando negli anni Sessanta e Settanta. Spicca al centro la visione immaginifica di un mondo popolato di misteriose creature meccaniche o umanoidi, tracciate con gesto fulmineo, nelle tele quanto nei disegni. Si incontrano le figure destinate a diventare protagoniste delle sue immagini allegoriche. Il Golem Uraniano, L’Arcangelo, il Guardiano della soglia. Figure mitiche si muovono sulle tele in un magma di colori. Si tratta di forze ambigue, presenze arcane, numi protettori ma anche esseri mostruosi. Un grande Icarus allude all’azzardo dell’uomo di volare oltre i limiti del possibile e del concesso. Segno sulla roccia è, invece, un potente idolo di pietra che sembra rubato alla cultura delle caverne. L’arte del passato e del futuro, visioni arcaiche e sogni futuristici si manifestano nelle sue opere fino alla serie finale dei “portali”, soglie di collegamento fra cielo e terra, fra il nostro mondo mortale e un orizzonte cosmico.

Luigi Pericle, Matri Dei d.d.d., 1979-1980, Tecnica mista su masonite, 30×42 cm

Quali contenuti volete rendere evidenti rispetto alla storia personale ed artistica di Luigi Pericle?
La parte documentaria mostra tutto il backstage della sua pittura. I contatti con i grandi nomi dell’arte del suo tempo. Da Hans Hess, curatore della York Art Gallery, che organizzò, nel 1965, una sua mostra itinerante in diversi musei anglosassoni, a Sir Herbert Read – critico d’arte, cofondatore dell’Institute of Contemporary Art di Londra e consulente artistico di Peggy Guggenheim – che fece visita a Pericle rimanendo colpito dal suo lavoro. I cataloghi delle mostre londinesi mostrano il suo nome accanto ai maestri di Co.Br.A. Le fotografie del Museo di York spiegano quanto fosse riconosciuta la sua figura a livello internazionale. È importante insomma pedinare Pericle nel suo passato, per svelare i capitoli di una biografia rimasta oscura alle cronache per molto tempo, ma che ha fatto parte della storia dell’arte del suo tempo, con un ruolo da protagonista.

Luigi Pericle e la moglie Orsolina a bordo della loro Ferrari, Collezione del Museo di Ascona

Dopo la grande vetrina veneziana, quali sono i prossimi programmi per la valorizzazione e diffusione della sua opera? Presto per parlare di catalogo generale? Pensate anche ad un’apertura al mercato?
Sono già in programma altre mostre, fra cui una retrospettiva al MASI di Lugano per il 2021. Abbiamo contatti significativi con vari musei europei che si sono dimostrati interessati al progetto. Il mercato lo tasteremo a Basilea perché la ricerca di Pericle sarà presentata nei giorni della fiera. A settembre, Pericle godrà anche di una mostra come ospite a WopArt a Lugano.

Opere di Luigi Pericle, Area Carlo Scarpa, Fondazione Querini Stampalia, Venezia

Luigi Pericle. Beyond the visible
a cura di Chiara Gatti
con la collaborazione di Luca Bochicchio, Marco Pasi, Michele Tavola
main partner Dr. iur. Mirella Caroni, Associazione Culturale Sumito
partner istituzionali Consolato generale di Svizzera a Milano, Repubblica e Cantone Ticino, Ticino, Monte Verità, Eranos Foundation, Università Ca’ Foscari Venezia, Società Teosofica, Comune di Monterubbiano, Scuola Arte e Mestieri Vicenza
con il supporto di prohelvetia, Ciaccio-Arte
catalogo Silvana editoriale

11 maggio – 24 novembre 2019

Area Carlo Scarpa
Fondazione Querini Stampalia
S. Maria Formosa, Castello 5252, Venezia

Orari: da martedì a domenica 10.00-18.00

Info: +39 041 2711411
manifestazioni@querinistampalia.org
www.querinistampalia.org

Archivio Luigi Pericle
Andrea & Greta Biasca-Caroni
℅ Hotel Ascona
Via Signore in Croce 1, 6612 Ascona (Svizzera)
+41 (0)79 245 09 65
info@luigipericle.org
www.luigipericle.org

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •