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PISA | Passaggi Arte Contemporanea | 21 maggio – 24 settembre 2016

di FRANCESCA DE FILIPPI

È allestita presso gli spazi di Passaggi Arte Contemporanea di Pisa la mostra Corpo a Corpo, che si riallaccia idealmente alla precedente Korperland di Tatiana Villani, focalizzando l’attenzione sul concetto di corpo e sulle diverse derivazioni ad esso connesse. In questo progetto, a cura di Pietro Gaglianò, si sono confrontate le artiste Marta Dell’Angelo e Serena Fineschi, che partendo da approcci e metodologie diverse tra loro, hanno raggiunto insieme un risultato espositivo di grande equilibrio e leggerezza.

Veduta dell'allestimento. Courtesy Galleria Passaggi, Pisa.

Veduta dell’allestimento. Courtesy Galleria Passaggi, Pisa.

Sicuramente elemento che accomuna entrambe è il principio secondo il quale l’essenzialità è elemento fondante sia della ricerca che della pratica, peculiarità questa che salta immediatamente all’occhio nelle scelte di modulazione dello spazio espositivo, che si rivela nella sostanza delle opere, realizzate in apparente diversione ma realmente allacciate in un dialogo armonico di forme, materiali e contenuti. Come accade in scultura, ciò che fa emergere il senso è un’operazione di sottrazione e non di addizione, allo stesso modo si percepisce una forte dimensione di “senso” nell’alternanza sulle pareti e attraverso i volumi della galleria, delle tele della Dell’Angelo e i lavori della Fineschi. Obiettivo raggiunto in seguito alla stretta collaborazione tra le due artiste, attuata ad hoc in occasione della mostra, in cui il confronto dialettico tra la genesi antropologica e scientifica presente in Marta Dell’Angelo e il pragmatismo sperimentale di Serena Fineschi, ha trovato nel concetto di gesto e nella gestualità in senso lato, il comun denominatore nella riflessione intorno al corpo.

Marta Dell’Angelo, Presa, 2016 olio su tela, 80x140cm Courtesy Galleria Passaggi, Pisa

Marta Dell’Angelo, Presa, 2016 olio su tela, 80x140cm Courtesy Galleria Passaggi, Pisa

Infatti la Dell’Angelo, da sempre attenta al legame indissolubile tra il linguaggio e la comunicazione gestualeposturale, ha rappresentato sulle sue tele  quel sottile concetto di autonomia, singolarità ed autenticità del gesto, che prescinde in un certo senso dall’identità personale, per convergere invece in una più ampia accezione di corpo, appartenente alla conoscenza e comprensione collettiva. Ma questo non per sminuire l’importanza dell’individuo, ma al contrario per farne emergere gli aspetti più reconditi e imperscrutabili evidenziati con delicatezza dall’artista, proprio alla luce dei suoi studi antropologici e di neuroscienze. Le tele in mostra sono una rappresentazione delle teorie derivanti da questi studi, in cui l’intento estetico è esclusivamente propedeutico alla messa in risalto di una gestualità colta “in isolamento” e marcatamente comunicativa. In Folata ad esempio, dalla tela bianca emergono, come da una densa materia a-spaziale, gambe, braccia, mani, piedi, colti nell’assoluta naturalità ed enfatizzati da questo doppio piano piatto da cui emerge la tridimensionalità gestita attraverso un attento studio dei colori che virano sul verde, l’azzurro, il giallo. O ancora in Varco dove le braccia accavallate una all’altra, tendono le mani verso l’alto, come appunto a cercare una fuga, fino a sfondare la quarta dimensione, quella dello “spettatore”, laddove una mano fuoriesce dalla tela e si aggrappa al bordo superiore.

Serena Fineschi, Si salvi chi può, 2016 cartone alveolare bianco, 113,5x141,5cm Courtesy Galleria Passaggi, Pisa

Serena Fineschi, Si salvi chi può, 2016 cartone alveolare bianco, 113,5×141,5cm Courtesy Galleria Passaggi, Pisa

E questo forte senso del “gesto” è altrettanto presente in Serena Fineschi, la cui opera si svela indubbiamente nell’uso dei materiali e della carta in tutte le sue forme in particolare, ma soprattutto attraverso ciò che non è svelato, ciò che conduce all’opera, e cioè la fisicità dell’artista stessa, che impegna tutto il suo corpo, spesso sottoponendolo anche a sforzi, nella lavorazione della materia. L’elemento che risalta in questo processo è invece la delicatezza e la leggerezza delle opere della Fineschi, sia per loro stessa natura, cioè la carta, sia per le forme in cui vengono plasmati con il duro lavoro. Ciò che stimola l’artista, infatti, è l’intima essenza delle forme, dalla quale cerca di trarne il massimo valore, assecondando gli stimoli conseguenti dall’incontro tra la sua gestualità operativa e i materiali stessi. Dietro ogni suo lavoro, dietro quella genuina immediatezza, si cela la fatica fisica e lo stretto rapporto del corpo con l’opera. Come in Si salvi chi può, un cartone alveolare di risulta che la Fineschi ha assecondato nelle linee oblique e ha poi incorniciato, o in L’abbandono, un cartone pressato a cui è stato semplicemente staccato un angolo, ed infine Né in cielo né in terra in cui la carta subisce un processo di trasformazione estetica attraverso l’applicazione della pasta di legno.

Corpo a Corpo. Marta Dell’Angelo / Serena Fineschi
a cura di Pietro Gaglianò

21 maggio – 24 settembre 2016

Passaggi Arte Contemporanea
Via Garofani 14, Pisa

Info: + 39 050 8667468 – +39 338 35 25 236
info@passaggiartecontemporanea.it
www.passaggiartecontemporanea.it

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