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GALLARATE (VA) | Museo MA*GA | Fino al 16 settembre 2018
Aeroporto di Milano Malpensa | Terminal 1 -Sale Vip Lounge Club Sea | Fino al 16 settembre 2018

di MATTEO GALBIATI

Tra i compiti e i doveri di un museo ci sono quello di far vivere le proprie collezioni e di saper educare facendo cultura, senza doversi adeguare alla proposta di mostre “facili” che sappiano accontentare le attese di un pubblico chiamato a staccare un numero cospicuo di biglietti di ingresso: tra le istituzioni che abbiamo seguito sempre con interesse un posto peculiare lo ha il Museo MA*GA di Gallarate (VA) che sempre ha assolto a quel mandato, spesso scomodo e rischioso, di essere, prima di tutto, un luogo di diffusione della cultura e della storia. Le scelte delle proposte, quindi, che animano le sue attività si indirizzano sempre, e con una qualità altissima, proprio in questa direzione e anche la mostra Paolo Masi. Doppio spazio risponde perfettamente a questo attento e rigoroso impegno scientifico.

Paolo Masi, Senza titolo, 1985, smalto e olio su tela, cm 200×400

Questa esposizione si presenta come una grande e ricca antologica che illustra i passaggi chiave della ricerca dell’artista toscano esplorandone il percorso creativo fin dalle prime espressioni risalenti agli ultimi anni Cinquanta e seguendone le diverse evoluzioni fino ai giorni nostri: le sale del museo gallaratese ci offrono, quindi, un’interessante ricognizione su Paolo Masi (1933), artista che, nelle diverse tipologie espressive, ha posto al centro del suo sguardo il tema della “vibrazione” che il colore acquisisce nel diventare segno in relazione alla specifica essenza di materiali differenti, e all’importanza riservata al concetto di “spazio pubblico” dell’opera.
Scorrendo le opere esposte, che raccolgono dipinti, carte, installazioni e fotografie, si percepisce con rinnovata sensibilità l’ipotesi di una lettura di un lavoro dentro alla storia del proprio tempo, diventando le sue creazioni, in una specifica e autonoma interpretazione agita dall’autore, specchio di quelle tensioni che hanno animato il dibattito artistico italiano negli anni dell’immediato dopo guerra fino a quelli del boom economico per percorrere poi i decenni a seguire.
La disgregazione del limite del dipinto, la definizione di una pulsazione del segno come mezzo per una scrittura altra dell’immagine, la correlazione tra opera e ambiente circostante – tema magistralmente testimoniato in mostra dalla presenza delle sue opere ambientali – sono i punti chiave di un’esperienza che ha in lui avuto un “attivista” partecipe e conscio di un’arte che non deve mai rimanere ancorata ad una mera funzionalità estetica, ma deve sempre impegnarsi – quasi con una vera e propria militanza da parte sua – a legarsi alla vita vera.

Paolo Masi, Correlazioni angolari a quantità di colore riflesso, 1971, specchi e plexiglas, cm 35x17x16

Mutare la percezione della realtà circostante come atto di consapevole presa di coscienza delle proprie facoltà percettive aiuta lo sguardo a ritrovare una nuova sensibilità, attenta e più forte: questo Masi ci insegna, a recuperare l’impegno della nostra indagine cognitiva attraverso le sollecitazioni che ci pervengono dal mondo. Con le sue opere stabilisce questo contatto che ben si evidenzia nel progetto di allestimento del museo gallaratese, dove l’insieme totale dei suoi lavori agisce e interpella lo spettatore come un’unica entità organica. Pur agendo entro i limiti dei tempi vissuti, delle stagioni artistiche che si sono succedute e dentro alle quali ha operato, Masi ha saputo prendere quella sufficiente distanza che ha concesso alle sue opere di non chiudersi in etichette comode, razionali, ideologiche ed estetiche, ma le ha spinte a proporsi come continua messa in discussione delle loro ipotesi per trovare altre possibile ed eventuali alternative a tali processi conoscitivi.
In questo senso la visione del maestro ha sempre voluto ritrovare una perfetta sintesi tra le posizioni espresse dall’arte e le sollecitazioni reali determinate dalla vita: lo spazio dell’arte e quello della vita sono per lui, quindi, non solo sovrapponibili, ma assolutamente interagenti e interdipendenti. Uno sta all’altro e nell’altro come due parti di un insieme ulteriore e diverso, senza muoversi mai in modo completamente indipendente. Questa posizione ha due esempi di particolare significazione e valore, due “creazioni” pensate da Masi appositamente per l’occasione di questa grande personale: da una parte abbiamo l’installazione che ci accoglie sul piazzale antistante il MA*GA la quale, intitolata Riflessioni Riflesse, con i suoi plexiglas fluorescenti e specchianti dilata il nostro punto di osservazione coinvolgendo il luogo che ospita l’opera; dall’altra la selezione di opere della collezione del museo che lo stesso Masi ha individuato per un allestimento esclusivo che mettesse in relazione il suo lavoro di ricerca e le creazioni coeve degli altri grandi maestri che con lui hanno condiviso gli anni di quei tempi memorabili.

Paolo Masi, Polaroid, 1979, 9 foto polaroid incorniciate, cm 45×40

La mostra ha poi una sezione importante nelle cinque Lounge Vip al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa, dove sono esposti al pubblico e ai viaggiatori alcuni nuclei di opere pittoriche di importanza storica, unite e amplificate dalla presenza di alcune altre più recenti che riassumono l’esperienza di Masi nell’ambito della pittura astratto-geometrica.

Paolo Masi. Doppio spazio
a cura di Lorenzo Bruni

6 maggio – 16 settembre 2018

Museo MA*GA
Via E. de Magri 1, Gallarate (VA)

Orari: da martedì a venerdì 10.00-13.00 e 14.30-18.30; sabato e domenica 11.00-19.00; lunedì chiuso
Ingresso intero €7.00; ridotto €5.00 per studenti fino ai 26 anni, over 65, tesserati FAI – Fondo Ambiente Italiano e residenti in Gallarate; gratuito per i minori di 14 anni, disabili che necessitano di accompagnatore e accompagnatore del disabile, dipendenti MiBACT, accompagnatori e guide turistiche Regione Lombardia, 1 insegnante ogni 10 studenti, membri ICOM, soci AMACI, giornalisti accreditati, giornalisti con tesserino in corso di validità

e

Terminal 1 – Sale Vip Lounge Club Sea
Aeroporto di Milano Malpensa

Info: +39 0331 706011
info@museomaga.it
www.museomaga.it

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