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Roma | Galleria Alessandra Bonomo | Fino al 14 febbraio 2021

di DAVIDE SILVIOLI

La personale dell’artista Chung Eun Mo, presso la Galleria Alessandra Bonomo di Roma è in corso fino al al 14 febbraio. Si tratta di un importante appuntamento per avvicinarsi al lavoro dell’artista sudcoreana, da tempo residente in Italia. Difatti, dividendosi fra lo studio del piccolo borgo umbro di Torre Orsina e quello di Milano, la pittrice ha costantemente portato avanti la propria ricerca pluriennale con coerenza e attenzione.

Chung Eun Mo, installation view, Galleria Alessandra Bonomo, Roma. Ph_Simon d’Exèa

In mostra quattordici dipinti, tra cui opere corrispondenti ai suoi ultimi conseguimenti del 2020, realizzati con pigmenti a olio su lino. Immediatamente, si coglie come i lavori si inseriscano armoniosamente negli ambienti della galleria, istituendo un serrato dialogo con gli elementi architettonici, risultato di un dettato espositivo senza punti morti e pensato per sottolineare le reciprocità fra l’estetica dell’autrice e lo spazio che l’accoglie. Difatti, grazie a questa caratteristica, la percezione della sua pittura sembra espandersi oltre i semplici limiti fisici dei supporti, giungendo, quindi, ad articolarsi secondo una dimensione di lettura più ampia e complessa. Ciò non è riferibile solamente alla sua grammatica ma si rispecchia anche nella sagomatura delle tele e nella loro collocazione.

Chung Eun Mo, installation view, Galleria Alessandra Bonomo, Roma. Ph_Simon d’Exèa

Secondo tali accenti, il suo linguaggio, dalla natura geometrica, imposta uno snodarsi di itinerari mentali, nel mezzo di un ritmo visivo che, composto da forme, colori e piccole manifestazioni materiche definite senza gerarchie, implica lunghe tempistiche d’osservazione per essere fruito adeguatamente, attribuendo alle opere in questione la facoltà di suggerire direzioni di significato plurali. In questi termini, l’interprete problematizza gli strumenti narrativi essenziali e irriducibili del fare pittura. Pertanto, i perimetri delle forme, seppur ben riconoscibili, appaiono, ciò nonostante, insolitamente labili, sottendendo un’incessante bipolarità fra l’effettiva bidimensionalità della superficie dipinta e la profondità allusiva creata dall’artista. Inoltre, è significativo rimarcare il fatto che le sue realizzazioni sono sempre eseguite a mano libera, lasciando, dunque, trasparire tutto il senso caldo della stesura pittorica, dove la geometria non è rigorosa ma si fa emotivamente permeabile e sembra trascendere i propri obblighi assiomatici.

Chung Eun Mo, installation view, Galleria Alessandra Bonomo, Roma. Ph_Simon d’Exèa

Indubbiamente, si è al cospetto di un lessico che si confronta con la memoria storica della pittura, spaziando dall’evocazione di lasciti antichi, quali l’encausto di tradizione antico-romana (come commentato da Helmut Friedel), al riferimento all’architettura medievale nelle opere strutturate come lunette, per passare al richiamo al Suprematismo di radice teosofica, al Razionalismo pittorico italiano degli Anni Trenta e a quello all’astrazione geometrica orientale, fino alla vicinanza – mutatis mutandis – ad alcuni esiti del più recente fenomeno del Neo-minimalismo internazionale.
Da un’angolazione evidentemente autonoma, Chung Eun Mo, secondo cifre personali, attraversa problematiche formali senza tempo, riconducibili agli archetipi di una cultura visiva universale e ripercorsa trasversalmente.

Chung Eun Mo, installation view, Galleria Alessandra Bonomo, Roma. Ph_Simon d’Exèa

Chung Eun Mo

Fino al 14 febbraio 2021

Galleria Alessandra Bonomo
Via Del Gesù 62, Roma

La galleria è aperta solo su appuntamento

Info: +39 06 69925858
mail@bonomogallery.com 
www.bonomogallery.com

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