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MILANO | Casa degli Artisti 

di NICOLETTA BIGLIETTI

Una foto. Una lettera e un tempo. Un lunghissimo tempo.
E poi più nulla. Anzi, solo il racconto di una vita che scompare e lascia spazio alla memoria.
A una Viva memoria.
È proprio il desiderio di far sopravvivere il ricordo e di estendere la sua temporalità che anima le opere di Cecilia del Gatto, vincitrice della Coppa Luigi 2022 – XIV edizione del Premio Nocivelli (sezione fotografia) che al termine del proprio periodo in residenza presso la Casa degli Artisti a Milano ha aperto le porte di quello che per tre mesi è stato il suo studio. Un luogo in cui analisi storica e intento creativo si sono uniti a creare opere dal forte valore emotivo, concettuale e “umano”.

Open Studio di Cecilia del Gatto (artista vincitrice della Coppa Luigi 2022 – XIV edizione del Premio Nocivelli), veduta della mostra, Casa degli Artisti, Milano

Una profonda analisi storico documentale soggiace, infatti, alla produzione dei lavori, nei quali geografie, storie e memorie si intrecciano alle sperimentazioni in camera ottica.
È stato grazie all’analisi di alcune lettere del 1944 che l’artista ha scoperto come una particolare tipologia di crostacei – le lucciole marine – fosse utilizzata durante la Seconda guerra mondiale in virtù di una loro particolare caratteristica: i piccoli organismi, che popolano massicciamente le coste del Giappone, una volta essiccati e posti a contatto con l’acqua, emanano per i loro ultimi 14 minuti di vita una luce “fluorescente”. Una luce che i soldati al fronte potevano “attivare” semplicemente unendo sulla propria mano la polvere dei crostacei con dei liquidi “acquosi”. Un “ausilio”, quest’ultimo, che se dagli eserciti giapponesi veniva utilizzato per decifrare mappe o leggere missive dei propri cari nel buio della notte, dagli alleati era utilizzato in modo decisamente più invasivo: i crostacei diventavano per l’esercito americano dei missili luminescenti che – tracciando nel cielo plumbeo una scia luminosa – permettevano di individuare e colpire le navi avversarie.

Open Studio di Cecilia del Gatto (artista vincitrice della Coppa Luigi 2022 – XIV edizione del Premio Nocivelli), veduta della mostra, Casa degli Artisti, Milano

Scia luminosa che l’artista ha “portato” nell’opera, sostituendo – in camera ottica – la luce artificiale con quella degli organismi marini, che hanno così impressionato una lettera inviata nel 1944 dai familiari a un soldato giapponese in guerra.
Ed ecco allora che Umi Hotaru titolo dell’opera e nome dei piccoli crostacei – si compone di una sequenza, corrispondente alle facciate della missiva, di quattro stampe chimiche di piccolo formato e una installazione video, in cui l’oscurità viene interrotta dal bagliore luminescente delle lucciole marine che delinea il contorno di una mano.
Una mano che se in questo caso fungeva da “supporto” per l’interpretazione di documenti personali e non, in La Casa diviene strumento con cui aprire porte e finestre per liberare possibili spiriti che lì potrebbero sostare. Delineatasi come un work in progress, infatti, l’opera riflette l’attitudine seriale dell’artista nel fotografare ogni giorno – da circa un anno – una stessa casa situata nelle campagne marchigiane: un processo che pone in risalto quanto talvolta “l’incognito” – ovvero i possibili spiriti di cui sarebbe popolata la casa secondo la proprietaria – possa influenzare l’esistenza umana; un processo in cui l’abitazione si delinea quale punto di connessione tra il reale e l’effimero, il certo e l’ignoto.

Open Studio di Cecilia del Gatto (artista vincitrice della Coppa Luigi 2022 – XIV edizione del Premio Nocivelli), veduta della mostra, Casa degli Artisti, Milano

Il binomio tra il reale e l’effimero emerge anche nell’opera Sette salme di sale, il cui titolo è un riferimento al celebre detto di Verga secondo cui non è possibile conoscere realmente una persona finché non si è mangiata una quantità di sale pari a sette salme di sale (circa due tonnellate). Una quantità così elevata, dunque, che non basterebbe un’unica vita per conoscersi realmente.
L’opera – nata in seguito a un workshop all’Isola del Giglio a cui l’artista ha partecipato – indaga la dissoluzione della memoria del corpo a causa della natura. Una Natura che non si arresta neppur dinnanzi al ruolo di “custode della memoria” assegnato a un camposanto, imprimendo una corrosione lenta – ma imperante – alle fotografie poste sulle lapidi funerarie. Una Natura che si riappropria – grazie all’aria salina del luogo – dell’uomo nella sua interezza; di quel carattere “imperituro” che può esistere in un volto scolpito dal tempo, così come di quell’aura di memoria catturata dalle foto.
Delle esistenze dunque, quella dei soggetti “ritratti” da Cecilia Del Gatto, che ora rischiano di scomparire per sempre. E con esse la loro memoria. Una memoria che non deve venir meno con il dissolversi dei loro volti, ma che deve continuare ad esistere. Anche combattendo l’incedere del tempo.

Open Studio di Cecilia del Gatto
artista vincitrice della Coppa Luigi 2022
mostra a cura di Claudio Composti
in collaborazione con Premio Nocivelli

27 settembre – 1 ottobre 2023

Casa degli Artisti
Corso Garibaldi 89/A, Milano

Info: www.casadegliartisti.net
www.premionocivelli.it

 

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